sabato 15 dicembre 2007

Natale 2007

Cari ceresaresi,
eccomi ancora a formulare con gioia gli auguri di “Buon Natale e felice anno a tutti”.
E’ sul S. Natale che si fermano i miei sentimenti. Quale “Buon Natale”? Ci sono molti modi per festeggiarlo:
1) Natale materialista: si gira per negozi, alla ricerca delle novità, come trascorrere le ferie e le feste ecc. ma senza lasciarsi contagiare dal vero spirito natalizio.
2) Natale semireligioso: S. Messa di Mezzanotte, l’Angelus del Papa, ma … il giorno dopo tutto torna come prima.
3) Natale religioso e mistico: il Signore rinasce davvero nei nostri cuori, e questa rinascita ci porta a meditare e a vivere questo mistero dell’infinito amore di Dio che gratuitamente ha voluto comunicarci l’intimità profonda del Suo cuore di Padre.
Di fronte a questo sbalorditivo regalo, non possiamo rimanere impassibili: l’iniziativa divina aspetta da ognuno di noi una risposta generosa, concretizzata in serio impegno quotidiano di vita cristiana.
Ecco, miei cari l’augurio che faccio di tutto cuore a Voi tutti.

Vostro Don Guido

Auguri a tutti

Cari Concittadini,
con queste righe voglio esprimerVi a nome mio e dell’Amministrazione Comunale di Ceresara un sincero augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo.
Auguri soprattutto a coloro che necessitano di un futuro migliore. Che il Natale con il suo forte messaggio di speranza possa dare a tutti la gioia di vivere, la gioia di guardare al futuro, il piacere e la serenità di incamminarsi verso il nuovo anno. Auguri a chi lavora, a chi studia e a chi è in attesa di occupazione e a tutti quanti si adoperano per migliorare la nostra Comunità. A tutti davvero a tutti un augurio di speranza. Agli anziani che possano continuare a testimoniare i grandi valori ed ai giovani che li facciano propri ponendoli come fondamento della loro vita.
Alle Associazioni di volontariato, a quelle culturali e sportive che possano trovare nel Natale la riconferma delle loro nobili motivazioni.
A tutti gli uomini e le donne che con il loro lavoro quotidiano, con onestà e serietà contribuiscono al miglioramento del nostro paese; a coloro che hanno una famiglia da portare avanti ed un futuro da costruire ai propri figli; a coloro che hanno anziani e malati da assistere un forte augurio ed un incoraggiamento. Ai nostri ragazzi e ragazze che studiano e desiderano una prospettiva all’altezza delle loro aspirazioni.
Buon 2008 a tutti.
Il Sindaco
Giovanni Grazioli

La Casa ecologica ...

Una quota rilevante delle emissioni di CO2 proviene anche dalle nostre case, che spesso utilizzano sistemi di illuminazione e di riscaldamento datati e dispendiosi.
Ognuno di noi può fare qualcosa per tutelare l’ambiente ed essere parte attiva nella lotta ai cambiamenti climatici. Bastano gesti semplici e buone abitudini per ottenere risultati concreti, attraverso le pratiche del risparmio e dell’efficienza energetica ed idrica.

15 azioni per una casa ecologica

· Installa valvole termostatiche su ogni calorifero per regolarne la temperatura in maniera ottimale;
· Non ostacolare la circolazione dell’aria mascherando i radiatori con copritermosifoni o nascondendoli dietro le tende;
· Arieggia i locali preferibilmente nelle ore in cui i termosifoni sono spenti;
· Mantieni efficiente la caldaia;
· Spegni la luce quando esci da una stanza;
· Regola la giusta temperatura del tuo impianto di condizionamento (in estate) e di riscaldamento (in inverno);
· Cambia le vecchie lampade ad incandescenza con le più nuove ed efficienti a basso consumo;
· Usa il solare termico per la produzione di acqua calda e la climatizzazione;
· Preferisci cicli “rapidi”, a “freddo” ed “economici” quando usi la lavastoviglie e la lavatrice;
· Lascia almeno 10 centimetri dietro, sopra e sotto il frigorifero e regola il termostato su una posizione intermedia;
· Non introdurre mai cibi caldi nel frigo o nel congelatore;
· Controlla le porte o le finestre: se in inverno si bagnano di condensa, vuol dire che non isolano bene;
· Controlla tutti i rubinetti di casa, elimina le perdite ed inserisci i riduttori di flusso;
· Prediligi la doccia: puoi risparmiare circa 100 litri di acqua ogni volta;
· Chiudi il rubinetto mentre ti lavi i denti, ti radi o fai lo shampoo.

L'Angolo de "La Sorgente"

AUGURI di tanta salute e di tanta serenità a tutti gli anziani del paese e a tutti coloro che sostengono l’Associazione. Nel 2007 abbiamo effettuato circa 400 viaggi di trasporto protetto; oltre a ciò abbiamo cominciato un giro di visite periodiche ai nostri compaesani ricoverati nelle varie Case di Riposo; è incredibile come una semplice visita inaspettata li riempia di felicità, la nostalgia del paese è sempre tanta! Invitiamo chi voglia partecipare a questa iniziativa a prendere contatto con i nostri Volontari: si potrebbero intensificare le visite! Ed ora i RINGRAZIAMENTI: Tante grazie alla Famiglia BASSI che ha devoluto una generosa offerta in occasione della scomparsa della Signora MARIA. Ringraziamo tutti i compaesani che partecipano alla RACCOLTA DEI TAPPI DI PLASTICA in favore dei Missionari ceresaresi ed in particolare il Preside della Scuola Media, i genitori, ed i ragazzi delle scuole elementari e medie ed anche della Scuola Materna Bettini che hanno dato un notevole impulso alla raccolta. Ricordiamo che un bidone per i tappi si trova anche nel piazzale del Supermercato Tommasi.

Chiudiamo con un pensierino da meditare:

“Se un uomo si trova in difficoltà, non disturbarlo chiedendogli cosa puoi fare per lui. Pensa a qualcosa di adatto e fallo.”

E.W. Howe

Una gita a Lonato ...

Adagiato sulle verdi colline moreniche che circondano la parte meridionale del Lago di Garda, incontriamo Lonato, centro agricolo e industriale di grande interesse storico, artistico e culturale. Nel territorio di sua pertinenza e più precisamente in località Polada sono stati ritrovati numerosi reperti che accertano la presenza di insediamenti umani a carattere palafitticolo, risalenti a 8000 anni fa. Questa civiltà raggiunse il suo culmine nel periodo compreso tra il 1800 e il 1500 a.C., tanto che gli studiosi definiscono “cultura della Polada” questo ben definito periodo preistorico. Successivamente la zona venne abitata dai Romani, dei quali rimangono notevoli ritrovamenti, tra cui una fornace, ma bisogna attendere il 909 d.C. per scovare la prima citazione di Lonato, quando il Re Berengario I concesse agli abitanti la facoltà di erigere un fortilizio a difesa degli Ungheri. Arrivarono in seguito le dominazioni degli Scaligeri, dei Conti di Montichiari, dei Gonzaga, dei Visconti prima che Lonato entrasse a far parte dei possedimenti della Serenissima di Venezia. La visita al centro storico può iniziare da Piazza Corlo, situata a ridosso del borgo medievale, sulla quale si affaccia la Chiesa della Madonna del Corlo, edificata dai Disciplini nel XIV secolo e rimaneggiata parzialmente nel XVII secolo. All’interno si possono ammirare affreschi riconducibili ai due periodi di costruzione, un dipinto raffigurante San Michele realizzato da Pietro da Marone nel 1596, mentre gli stucchi e le decorazioni murarie sono opera di Paolo Soratini.
Una lieve salita ci accompagna verso l’imponente mole fortificata della Rocca, costruita verso il mille ma abbondantemente modificata nelle forme attuali da Azione Visconti nel XIV secolo. All’interno, nella parte più elevata della struttura denominata “casa del castellano”, vi è allestito il Museo Civico Ornitologico che annovera circa 700 esemplari di uccelli di cui solo 250 sono in esposizione. Poco distante dalle mura della Rocca si trova la quattrocentesca Casa del Podestà, abitazione del Senatore Ugo da Como, che dopo un adeguato ampliamento, la trasformò in un autentico scrigno di reperti storici e umanistici. Di inestimabile valore la biblioteca che conserva 52.000 volumi, 405 incunaboli, 470 manoscritti e codici miniati rarissimi, 49 lettere di Ugo Foscolo per Maria Martinengo, disegni di Lattanzio Gambara e del Tiepolo, pergamene e stampe che vanno dal XIII al XVIII secolo. In altri nove ambienti possiamo ammirare pregevoli camini, cassapanche cinquecentesche, anfore romane, affreschi del Padovanino e di Floriano Ferramola. Dalla Casa del Podestà scendiamo verso Piazza Matteotti dove svetta con i suoi 55 metri d’altezza la Torre Maestra, innalzata in pietra arenaria nel 1555 e completata con la merlatura nel 1880. Nell’adiacente Piazza Martiri della Libertà si trova il Palazzo Municipale a cui si accede salendo uno scenografico scalone interno; da segnalare, fra le varie stanze, la Sala dei Celesti che presenta un dipinto di Andrea Celesti raffigurante la “Peste di San Carlo Borromeo”. Davanti alla loggia municipale si erge una colonna marmorea sormontata dal leone marciano, simbolo della denominazione veneziana. Poco più avanti non può sfuggire alla nostra attenzione l’imponente costruzione del Duomo, intitolato a San Giovanni Battista, edificato nel XVIII secolo su progetto di Paolo Soratini con elegante facciata marmorea e alta quanto ampia cupola, caratteristica inconfondibile insieme alla torre del profilo di Lonato. All’interno possiamo ammirare un ciborio cinquecentesco e una serie di opere pittoriche realizzate da Paolo e Orazio Farinati, Giosuè Scotti, Pietro da Marone, Andrea Celesti, Francesco Paglia, Giambettino Cignaroli. Ritornati in Piazza del Corlo, raggiungiamo con un breve tragitto il Santuario della Madonna di San Martino, edificio a pianta centrale costruito dopo la peste del 1630; da segnalare all’interno le sfarzose decorazioni barocche degli altari e un affresco strappato con Madonna e Bambino. Usciti definitivamente dal centro abitato imbocchiamo un sentiero in salita che ci conduce sulla sommità di una collinetta sulla quale sorge l’antica Pieve di San Zeno, prima parrocchiale di Lonato, eretta in stile romanico nel XII secolo su una preesistente chiesa risalente al V secolo, con caratteristica abside circolare, alte monofore ed elegante decorazione ad archetti. Proseguendo verso la parte più settentrionale del territorio lonatese possiamo scorgere la piacevole simmetria del Castello del Brugolo, fortezza fatta erigere nel 1300 dalla famiglia Griffi. L’edificio a pianta quadrangolare presenta mura fortemente scarpate, ingresso con ponte levatoio, due torri merlate agli angoli meridionali e una cappella settecentesca; il raffinato cortile è caratterizzato da un porticato a loggette. Scendendo verso il Lago raggiungiamo la frazione di Maguzzano dove sorge l’omonimo complesso abbaziale di fondazione benedettina. La chiesa, in stile rinascimentale, presenta una sola navata con volta a botte affrescata, una pala d’altare del Moretto raffigurante l’Assunzione di Maria, un crocifisso ligneo di Paolo Amatore datato 1613, una croce astile in rame dorato finemente lavorata; l’annesso chiostro merita una visita per il loggiato disposto su tre lati, con undici archi sui lati maggiori e sei sul minore. L’ultimo spostamento lungo strade ondulate, accompagnate da filari di vigneti, ci conduce all’amena località denominata Madonna della Scoperta, dove si trova una pregevole chiesa-santuario di epoca settecentesca, molto cara alla devozione popolare degli abitanti della zona, che sicuramente molti di voi lettori avranno già visitato almeno una volta prima di un’abbondante scorpacciata nella vicina trattoria.

L’Inviato Speciale

Il Blog della Biblioteca

La Biblioteca si è in questi giorni si è dotata di un nuovo strumento per interagire con i propri utenti, si tratta di un Blog, raggiungibile direttamente dalla pagina principale del sito Internet della Biblioteca.
Ma cosa è un Blog, questa parola strana che sempre più spesso si sente nominare?
Il Blog è uno spazio virtuale che consente di "rendere pubblico in tempo reale" notizie, informazioni o storie di ogni genere. E' dunque un nuovo modo per "esprimersi" in rete in modo facile (non è necessario conoscere linguaggi di programmazione) e veloce (è esattamente come scrivere con Word).

Perché si chiamano “Blog”?
Il “Web Log” (abbreviato in modo simpatico in “Blog”) é un sito (Web) che contiene “dati” di tutti i generi e ne propone degli altri (blog).

A cosa servono i Blog?
E' un luogo dove i navigatori possono esprimersi, interagire con le idee, i pensieri degli altri, commentandole o integrandole, creando mini community aggregando navigatori con interessi comuni. Insomma, intorno a un “Blog” possono incontrarsi esperti di cinema, di marketing, appassionati di storia, libri, curiosi delle tecnologie, appassionati di sport o, semplicemente, persone che desiderano interagire col proprio gruppo di amici.

Un po’ di storia …
Il fenomeno dei “Blog” inizia a prendere piede nel 1997 in America. Il loro utilizzo si è subito diviso in due settori principali: il “diario personale” e le “notizie”.
Nel primo caso il “Blog” viene utilizzato per mettere On-Line storie personali di ogni genere dando la possibilità di commentarle agli altri utenti con la stessa voglia di condividere le proprie esperienze. La cadenza giornaliera con cui vengono aggiornati ricorda molto il “caro vecchio diario di carta”, personale e pubblico allo stesso tempo. Come collettore di notizie raccolte al fine di renderle oggetto di discussione il “Blog” rappresenta una forma di comunicazione "diffusa" e "semplice", talmente "rivoluzionaria" da mettere in allarme, visto il considerevole successo ottenuto in pochissimo tempo, i grandi gruppi editoriali.

Molti ragazzi ceresaresi conoscono già il funzionamento di un Blog perché, o ne possiedono uno, o perché hanno già partecipato attivamente nel corso della scorsa estate a quello realizzato in via sperimentale per il Grest di Ceresara - in stretta sinergia con gli animatori - che ha avuto un grande successo.

Vi aspettiamo numerosi su:

Corsa Campestre CSI a Ceresara

L’Atletica A.V.I.S. Ceresara, campionessa provinciale di corsa campestre e di corsa su strada negli ultimi due anni, ha brillantemente esordito nelle prime competizione della stagione 2007/2008. La squadra conta attualmente una quarantina di iscritti, dai sette ai settant’anni, e il gruppo ha già dimostrato di voler aggiudicarsi i campionati della stagione corrente. Infatti, nella prima prova provinciale di corsa su strada, tenutasi a Medole lo scorso novembre, L’A.V.I.S. Ceresara si è classificata prima a pari merito con l’Interflumina di Casalmaggiore e, nella prima prova provinciale di corsa campestre che si è svolta a Ceresara lo scorso 2 dicembre, la squadra locale è salita ancora sul gradino più alto del podio, lasciandosi alle spalle l’acerrima rivale di sempre, l’Atletica Guidizzolese. La manifestazione di Ceresara ha avuto esito positivo non solo a livello sportivo, ma anche organizzativo grazie al contributo di numerosi volontari e di alcuni sponsor che hanno offerto medaglie e trofei: l’A.V.I.S., la Torneria Vellini Lorenzo, la ditta I.T.M. di Marsiletti Mario, Mestrini & Dolci. Un ringraziamento particolare va ai numerosi atleti e alle loro famiglie, che da alcuni anni ci seguono e credono nello sport come momento importante per la crescita fisica e come appuntamento fondamentale per la formazione della persona. Il prossimo appuntamento a Ceresara è fissato per il 2 marzo 2008 in occasione della prova provinciale di corsa su strada.
Non mancate.

Tamburello Ceresara

La stagione 2007 resterà sicuramente negli annali della storia del tamburello ceresarese.
Iniziata nel mese di gennaio con i giovani che subito si sono imposti vincendo il campionato provinciale indoor nella categoria giovanissimi, è proseguita ininterrottamente siano alla fine del mese di ottobre, senza pause nemmeno in coincidenza del ferragosto.
In questa stagione la società ha messo in campo ben sei formazioni nelle varie categorie.
La squadra maggiore ha militato nel campionato nazionale di serie B. Questa formazione è andata oltre le più rosee aspettative che ci si era prefissati ad inizio stagione. L’obiettivo principale era la partecipazione alla Coppa Italia che si svolgeva in territorio mantovano. L’obiettivo è stato raggiunto ma nelle fasi finali di qualificazione purtroppo la squadra è stata eliminata: peccato per l’entusiasmo che si era creato intorno alla nostra formazione.
Nello stesso tempo la squadra si è subito riscattata dalla sconfitta in Coppa ed ha conquistato la promozione nella massima serie e per pura sfortuna ha perso il titolo italiano nella finale con il Calianetto perdendo l’incontro ai trampolini di spareggio, ma si è subito rifatta conquistando la Super Coppa di Serie B nell’incontro con la stessa squadra.

Si elenca di seguito la formazione neo promossa: Facchetti Sergio, Bertagna Luigi, Bertagna Diego, Vimbelli Ettore, Pezzini Fabrizio, Foroni Paolo. Direttore Tecnico: Grandelli Claudio.

Sotto la guida e l’esperienza di Zoetti Davide, è stata allestiva una squadra di giovani ceresaresi che ha partecipato al campionato provinciale di serie D.
La formazione ha disputato un onorevole campionato e si è classificata al secondo posto nel Trofeo Spezia.

Ecco gli atleti: Zoetti Davide, Foroni Paolo, Sartore Emanuele, Maestrini Daniele, Pettenati Daniele, Simoncelli Matteo, Bardini Matteo, Piva Michele. Direttore Tecnico: Fertonani Franco.

La nostra società è una delle società mantovane che più si sta impegnando nel settore giovanile. Sotto la guida esperta di Zoetti Giancarlo, Fertonani Franco e Vaccari Arturo, molti ragazzi si sono avvicinati allo sport della palla tamburello e partecipano ai vari campionati provinciali.
Una squadra nel campionato provinciale “Pulcini” si è classificata al terzo posto, mentre la quadra dei giovanissimi maschile ha vinto il campionato provinciale e vari tornei organizzati i diverse località.
Una squadra di giovanissimi femminile si è classificata al secondo posto nel campionato provinciale; come la squadra esordienti seconda classificata nel campionato provinciale.
Formazioni giovanili:
Pulcini: Pettenati Michele, Tirelli Manuel, Tonini Mattia, Vaccari Mattia, Bianchera Dennis, Pettenati Arianna, Muscio Simone.
Giovanissimi maschile: Vaccari Mattia, Bianchera Dennis, Ippolito Fabrizio, Taraschi Daniele, Castagna Mauro, Trivini Andrea, Bassi Andrea, Galeazzi Francesco, Burato Andrea.
Giovanissimi femminile: Panada Ilaria, Pettenati Arianna, Schenato Nicole, Bianchera Irene, Zanardi Federica, Bacchi Elisa, Vaccari Silvia, Lodi Maria Giulia.
Esordienti maschile: Ippolito Fabrizio, Allodi Paolo, Ghio Samuele, Peri Alessandro, Trivini Andrea, Bacchi Elisa, Vaccari Silvia.

La società A.S.D.T. Ceresara coglie l’occasione per ringraziare tutti gli sponsors che con la loro disponibilità permettono di poter promuovere questo sport molto radicato sul territorio.
Un grosso ringraziamento a tutti i collaboratori della società che si impegnano per tutta la stagione per garantire la buona riuscita delle varie attività e ai genitori dei ragazzi che costantemente li accompagnano agli allenamenti e quando c’è bisogno anche nelle varie gare in provincia e anche fuori.
Il Presidente coglie l’occasione per augurare a tutti un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo.

A.S.D.T. Ceresara

Un ringraziamento anche agli insegnanti delle Scuole di Ceresara per la collaborazione prestata per la diffusione dello sport del tamburello tra i giovani.

Se fosse davvero Natale ...

Sabato 8 dicembre presso il Capannone del Campo Fiera di Ceresara il Gruppo “Gli Impossibili” ha presentato il suo nuovo spettacolo musicale “Se fosse davvero natale …”, che ha avuto un buon successo di pubblico che ha accolto molto positivamente la nuova proposta dell’associazione teatrale ceresarese.
“Se fosse davvero Natale …” rappresenta una storia paradossale che ha come protagonista un’inedita Maria - prossima al parto - alle prese con il consumistico Natale di oggi e gli odierni fenomeni di intolleranza e indifferenza nei confronti dei poveri e dei diversi.
Lo spettacolo - molto coinvolgente – cerca di far riflettere lo spettatore sul modo il cui la nostra società dei consumi festeggia questa ricorrenza, il tutto per rispondere all’interrogativo: se oggi fosse davvero Natale, in quale posto sceglierebbe di nascere Gesù? Un grande applauso per tutti gli interpreti - e al nuovo regista (Gabriele Luppi) - che con grande impegno sono riusciti a portare in scena questo spettacolo capace di far riflettere lo spettatore.
Particolarmente simpatici sono risultati al pubblico alcuni personaggi come Rogna (Nicola Sarzi) che grazie al suo accento romanesco ha dato un tocco di originalità alla narrazione, Leon (Luigi Melchiori) e Stella (Melissa Desiderati) che con la loro bella voce hanno entusiasmato il pubblico. Particolarmente azzeccato anche il personaggio di Don Tarcisio (Angelo Maestrini) che è riuscito perfettamente a calarsi nella parte.

La Redazione

BiblioSì

La Grammatica di Dio - Stefano Benni
Un narratore apprezzato dal pubblico e dalla critica, che non smette mai di stupire per la lucidità e la sagacia con cui dipinge il reale, mascherandolo. Le pennellate vivide di Bar Sport e gli acquerelli de Il bar sotto il mare, ritornano e si mescolano in questa raccolta di racconti.
La grammatica di Dio è un Vangelo laico e popolare, come quello di Matteo. Parla la lingua del mondo e contiene una serie di parabole in cui al Cristo e alla sua etica cattolica si sostituisce l’uomo e la sua etica mondana. I personaggi sono quelli tipici di Stefano Benni - un nonnino, uno scienziato, un terzino sinistro – e vivono nella sua realtà sommersa, fatta di mezzi toni e pensieri sommessi.
Un libro che si legge come se si osservasse attraverso il vetro di un acquario, con distacco e meraviglia. Si seguono le traiettorie e le evoluzioni di quel pesciolino, ma poi, distratti dal granchio sul fondale, si passa ad osservare un nuovo microcosmo.
E così ci si ritrova a saltellare da una piccola storia all’altra, rapiti dalla sensazione di aver visto qualcosa di nuovo per la prima volta, qualcosa che in realtà stava lì da sempre. La magia di Stefano Benni sta senza dubbio nel linguaggio. Una prosa che utilizza il lessico come se fosse materiale di scarto, contorcendolo, forzandolo, trasformandolo in qualcos’altro.
Uno scrittore che materialmente si serve della parola (la rende serva) per concentrare in un istante, in una sillaba, la complessità del reale, attraverso un processo induttivo - dall’universale al particolare – ma anche attraverso un’affascinante serie di associazioni libere. Il risultato è la meraviglia, la scoperta della Grammatica di Dio, l’intuizione di un ordine che travalica la mancanza di senso, capace di scremare il flusso confuso di informazioni tipico della contemporaneità.
Un processo che si compie attraverso la commistione di una serie di personaggi che fanno sorridere e riflettere, con la loro piccola umanità. In questo caso, però, si tratta del sorriso di colui che osserva una scena buffa o commovente e ricerca la complicità dell’amico che ha accanto, senza parlare, senza ridere: Benni trasmette ironia solo gettando il suo sguardo.
Ridere poco e in buona compagnia – si diceva – ma in questa raccolta la compagnia dei giocatori di “Pallastrada”, o degli avventori del Bar, non c’è più.
Ogni personaggio è solo, per un motivo o per un altro. I casi sono tutti emblematici e riflettono la varietà del mondo, dal vedovo al frate, dalla ragazzina ribelle all’imprenditore. Una umanità multiforme che continua a dilatarsi man mano che ci si inoltra nella lettura e che, inevitabilmente, finisce in qualche modo per comprendere anche noi. Il nostro istante di solitudine nel mondo, oppure la nostra vita quotidiana scandita da pause tra un “da fare” e un altro. Un libro che celebra quel momento magico in cui troviamo il tempo di voltare un’altra pagina, un tempo in cui scopriamo la grammatica del mondo, il Dio laico e umano incarnato nella parola.

Mondo senza fine - Ken Follett

Diciotto anni dopo la pubblicazione del grande successo mondiale, I Pilastri della Terra, ecco il ritorno di Ken Follett nel piccolo villaggio di Kingsbridge, dove tutto ebbe inizio. Un ritorno all'ambientazione medioevale per rievocare quel suo capolavoro, un'ambiziosa storia di fede e passione, guerra e potere. Ambientato nell'Inghilterra del 1327 (due secoli dopo la fine de I Pilastri), l'antefatto vede protagonisti quattro ragazzi che, nei boschi intorno a Kingsbridge assistono per caso allo scontro tra due sicari con le insegne reali e alla fuga di un cavaliere che porta con sé una lettera preziosa. Nel corso del romanzo quei ragazzi attraverseranno quasi quattro decenni di storia inglese, segnata dalla guerra dei cent’anni e dalla spaventosa epidemia della Morte nera. Il geniale Merthin, uno dei quattro, diventerà il progettista dell’ardito ponte in pietra del villaggio prima di esserne allontanato e trovare fortuna a Firenze. Tornato a Kingsbridge si misurerà con l’impresa di aggiungere una nuova e spettacolare torre alla cattedrale che ne I Pilastri della Terra era stata costruita dai muratori-architetti Tom e Jack. Il fratello Ralph sarà dominato dall’ambizione di restituire alla famiglia di piccoli nobili decaduti lo status di un tempo. Ma è soprattutto Caris, splendida figura di donna sempre tenace e appassionata, a dominare il romanzo sul filo di una vita davvero sorprendente. Dall'intreccio di queste storie, immerse nell'atmosfera medioevale, al cospetto di una Chiesa cattolica sempre più impotente di fronte alle carestie e alle guerre secolari e destinata ad incassare il duro colpo della Riforma protestante, nasce una nuova ambiziosa opera di Ken Follett, una saga dominata dal tema del cambiamento e dai modi con cui ognuno di noi reagisce ai mutamenti del proprio tempo.

La Nazione Dipinta

I temi della storia italiana della seconda metà dell’Ottocento e i capolavori dei più importanti protagonisti della pittura del XIX secolo sono in mostra a Palazzo Te a Mantova dal 14 ottobre 2007 al 13 gennaio 2008.
Attraverso i dipinti degli artisti più rappresentativi del periodo – tra gli altri il massimo esponente del romanticismo storico Francesco Hayez, i pittori-soldati Domenico e Gerolamo Induno, Stefano Ussi, Eleuterio Pagliano, Sebastiano De Albertis, fino ai macchiaioli Odoardo Borrani, Adriano Cecioni, Silvesto Lega e Telemaco Signorini – e seguendo la vicenda personale della famiglia Sacchi, mantovana e attivamente partecipe alla vita sociale e politica del paese, la mostra La nazione dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi documenta i momenti e gli aspetti salienti della costruzione della Nazione italiana e le forme e i limiti in cui essi trovarono espressione nell'arte dell'Ottocento.
Dal riordino e dall’analisi dell’archivio della famiglia Sacchi – composto da circa quindicimila lettere – si sviluppa un affascinante percorso espositivo composto da oltre sessanta opere fra dipinti, sculture, fotografie documenti e libri, articolato in diverse sezioni dedicate agli argomenti storici tradizionali e a tematiche meno indagate: l’intreccio tra amor di patria e amore romantico, le passioni del Quarantotto, le cospirazioni mazziniane, la partecipazione delle donne tra patriottismo ed emancipazionismo, l’epopea garibaldina, la scienza positivista e la scoperta, dopo l’unità politica, di un’Italia reale di poveri contadini, di matti, di un’infanzia senza alfabeto.
L’esposizione, curata da Maurizio Bertolotti con la collaborazione di Daniela Sogliani e i contributi di Giancorrado Barozzi, Liviana Gazzetta e Maria Teresa Sega, si inserisce nel quadro delle manifestazioni coordinate dal Comitato per le celebrazioni del secondo centenario della nascita di Garibaldi, istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.
Contestualmente, nel Museo della città di Palazzo San Sebastiano, è allestita la mostra I Leoni di Garibaldi. Garibaldi e i garibaldini delle terre mantovane nelle Collezioni Civiche curata da Stefano Benetti.

A Tavola con "La Zucca"

Crostini di radicchio e gorgonzola
Ingredienti:
· 12 fette di pan carré
· 6 radicchietti
· gorgonzola
· mango chutney

Procedimento:
Tostate leggermente le fette di pane a cui avrete tolto la crosta esterna.
Lavate bene i radicchietti e farciteli con il gorgonzola che avrete mescolato bene con qualche cucchiaio di mango chutney in modo da ottenere una crema densa.

Cannelloni della festa

Ingredienti per 6 persone

Per la pasta:
· 500 g di farina
· 4 uova
· 40 ml di olio extravergine di oliva
· 20 ml di acqua
· 1 pizzico di sale
· Per il ripieno:
· 300 g di spinaci, tritati
· 500 g di ricotta
· 90 g di parmigiano grattugiato
· 50 g di burro
· sale e pepe
· noce moscata
· 1 litro di salsa béchamel
· pasta di tartufo bianco

Procedimento:
Preparate l'impasto e lasciatelo riposare per 30 minuti circa.
Dopo averli ben puliti, lessate in poca acqua salata gli spinaci. Se usate quelli surgelati, seguite le istruzioni del produttore.
Scolateli e, quando tiepidi, strizzateli bene in modo che siano ben asciutti e tritateli. Mescolateli poi in una ciotola con la ricotta, il parmigiano, il sale, il pepe e la noce moscata.
Su un piano infarinato tirate a sfoglia sottile (circa 1 mm di spessore) la pasta, tagliatela a piccoli rettangoli di circa 10 x 7 cm. Prendete ora una teglia, riempitela a 3/4 di acqua leggermente salata, mettetela sul fuoco e quando l'acqua comincia a bollire, fate bollire i rettangoli di pasta (o i cannelloni già pronti per l'uso) per qualche minuto. Scolateli molto al dente e immergeteli in una ciotola piena di acqua ghiacciata in modo da raffreddarli, e fateli poi asciugare su uno strofinaccio da cucina senza però sovrapporli altrimenti si incollano.
Su ciascuno di questi mettete, aiutandovi con la tasca da cucina, un poco del ripieno e se usate i cannelloni fatti in casa arrotolateli e adagiateli su una pirofila imburrata.
Ricoprite con la salsa béchamel, in cui avrete stemperato la pasta di tartufo bianco, cospargete con il parmigiano grattugiato e qualche fiocchetto di burro qua e là ed infornate a 200° per circa 15 minuti.
Lasagne autunnali vegetariane

Ingredienti per 6 persone

· 500 g di lasagne fresche
· 400 g di porcini freschi, o surgelati
· 400 ml di salsa Mornay
· 2 cucchiai di Marsala
· olio di oliva (poco)
· burro
· parmigiano grattugiato
· sale e pepe q.b.

Procedimento:
Prendete una teglia, riempitela a 3/4 di acqua leggermente salata, mettetela sul fuoco e quando l'acqua incomincia a bollire, fate bollire le lasagne per circa 1 minuto per parte. Scolatele, e fatele asciugare su uno strofinaccio da cucina senza però sovrapporle altrimenti si incollano.
Preparate la salsa Mornay e tenetela in caldo.
Pulite e fate a pezzi i funghi e saltateli in una padella con un po' di olio fino a quando sono cotti. Se usate quelli surgelati cuoceteli direttamente in una padella fino a quando tutta la loro acqua è completamente evaporata. A fine cottura, salate a vostro piacimento.
Accendete ora il forno a 200°, imburrate una pirofila di circa 25x35 cm e ricoprite la base con la salsa Mornay adagiandoci sopra uno strato di lasagne.
Ricoprite poi ogni strato di lasagna con i funghi e qualche cucchiaiata di salsa Mornay amalgamando bene il tutto. Formate altri strati farcendoli come il precedente e finendo con un ultimo strato di lasagne ricoperte con la salsa Mornay, una bella spolverata di parmigiano e dei fiocchetti di burro quà e là.
Infornate per circa mezz'ora e, prima di servire, fate riposare le vostre lasagne per almeno dieci minuti.
Questo piatto potete prepararlo con anche 2 giorni di anticipo prima della sua cottura. In questo caso lo conserverete, ricoperto con la pellicola trasparente in frigorifero fino al momento della cottura, che sarà più lunga di circa 10 minuti.

Petti di faraona alla crema di zucca

Ingredienti per 6 persone

· 3 petti di faraona preparati e puliti
· 3 scalogni
· 50 g di burro
· maizena
· sale e pepe q.b.
· 500 gr di puré di zucca
· 200 gr panna

Procedimento:
Fate soffriggere a fuoco lento nel burro gli scalogni e lasciateli dorare leggermente. Passate nella maizena i petti di faraona tagliati in modo da ottenere delle fettine sottili e fateli rosolare da ambo i lati dopo averli salati e pepati.
Quando cotti, adagiateli sul piatto di portata e copriteli con la purea di zucca che avete diluita con la panna in modo da ottenere una crema semifluida.

Panettone a fette con crema al mascarpone

Ingredienti per 6 persone

· 6 fette di panettone
· per la crema al mascarpone:
· 200 g di mascarpone
· 200 g di zucchero
· 3 uova
· un bicchierino di rhum

Procedimento:
Scongelate le fette di panettone e passatele per qualche minuto sotto il grill del forno in modo che siano dorate da entrambi i lati. Servitele subito accompagnandole dalla crema di mascarpone che avrete ottenuto montando con un frullino elettrico i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema bianca.
Proseguite poi aggiungendo il mascarpone ed il rhum e per ultimi i bianchi d'uovo montati a neve ferma.
Ecco un modo per riciclare le fette di panettone che vi ho fatto surgelare. Chi non amasse il mascarpone, può sostituirlo con lo zabaione.

Tronchetto di Natale

Ingredienti per 6 persone

· 5 uova
· 180 g di zucchero
· 180 g di cioccolato fondente
· 300 ml di panna montata 200 g cioccolato amaro a pezzetti
· cacao in polvere
· zucchero al velo

Procedimento:
Ricoprite una placca da forno di circa 30 x 20 cm con della carta da forno pennellata con dell'olio ed infarinata. Con il frullino elettrico montate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno diventati cremosi e aggiungete il cioccolato sciolto a bagnomaria, fate raffreddare. Montate a neve ben ferma gli albumi che amalgamerete con delicatezza alla crema di cioccolato. Versate il composto sulla placca stendendolo in modo da formare un rettangolo di circa 1/2 cm di spessore. Fate cuocere per circa 12 minuti stando attenti a non fare scurire l'impasto. Levate dal forno, fate raffreddare sulla placca che ricoprirete con un canovaccio inumidito. Rovesciate poi il composto su un foglio di carta da forno spolverizzato con dello zucchero al velo, togliete con delicatezza la carta che foderava la placca e tagliate i bordi secchi della pasta. Spalmate il biscotto con la panna montata a cui avrete aggiunto i pezzetti di cioccolato lasciando liberi 4 cm. su uno dei 2 lati corti e arrotolatelo aiutandovi con la carta. Mettete il rotolo ottenuto sul piatto di portata con il lato sovrapposto appoggiato sul fondo e decorate con il cacao e lo zucchero al velo. Per ultimo passate sullo zucchero e sul cacao un forchetta in modo da dare "l'effetto tronco".

giovedì 11 ottobre 2007

Immergiti in un Libro

La Biblioteca Civica “Ferrante Bandera”, in collaborazione con il Comune di Ceresara, ha organizzato dal 1° aprile al 31 agosto il Concorso di Lettura “Immergiti in un libro”, dedicato principalmente ai bambini ed ai ragazzi che frequentano la Scuola Elementare e la Scuola Media. Scopo fondamentale dell’iniziativa - che già viene ormai organizzata da qualche anno - non è quella di generare una competizione tra i ragazzi, ma quella di promuovere - attraverso il meccanismo del gioco - il piacere della lettura tra i più giovani; piacere che al giorno d’oggi è sempre più minacciato dalla televisione, dai videogiochi e da altre mille sollecitazioni esterne. Leggere è oggi più che mai necessario - è una scelta di libertà - in quanto permette alla persona di allargare i propri orizzonti, di capire meglio ciò che la circonda e di acquisire senso critico, oggi più che mai necessario in un periodo storico come quello attuale dove è forte la tendenza all’omologazione dei comportamenti e del pensiero. La missione della nostra Biblioteca è proprio questa: essere il motore della crescita culturale della comunità di Ceresara. Negli ultimi anni si è lavorato duramente per promuovere l’immagine della struttura all’interno del paese, ma i risultati non hanno tardato ad arrivare. La Biblioteca di Ceresara non viene infatti vista come quel luogo tetro e polveroso dove vengono conservati migliaia di libri, ma un posto attivo – dinamico – al passo con i tempi, dove ci si può andare per fare anche solo quattro chiacchiere: un centro di aggregazione dove potersi confrontare e mettersi in discussione. Al di là delle fredde statistiche numeriche sulle movimentazioni dei prestiti che interessano solo gli addetti ai lavori, il futuro della Biblioteca è proprio questo: diventare sempre maggiormente un luogo dove viene promossa la cultura al fine di far crescere la comunità locale che la ospita.È sicuramente una sfida – specialmente all’interno di una piccola comunità come la nostra – ma i positivi riscontri di questi ultimi anni ci stanno facendo percepire che la strada intrapresa è quella corretta. La “competizione” si è conclusa sabato 29 settembre con un piccola cerimonia che si è tenuta presso i locali della Biblioteca Civica, dove alla presenza dell’Assessore alla Cultura Dottoressa Laura Marsiletti e di molti genitori, sono stati proclamati i primi classificati delle categorie in gara. Anche gli altri partecipanti che hanno riconsegnato almeno una scheda libro sono stati ugualmente omaggiati con un piccolo presente, in quanto per gli organizzatori essere riusciti a far leggere ad un bambino anche un solo libro è già stato un grande successo, in quanto pone le basi per un probabile maggiore attaccamento futuro alla lettura. Facendo tesoro dell’esperienza acquisita in questi anni e dei costruttivi suggerimenti ricevuti vi diamo appuntamento per la prossima edizione ...

Festivaletteratura 2007

La Biblioteca Civica “Ferrante Bandera” anche quest’anno è riuscita a partecipare ad alcuni degli eventi più significativi che si sono tenuti in occasione dell’ormai consueto appuntamento settembrino con il Festivaletteratura di Mantova, che anno dopo anno attira nella nostra città sempre un maggior pubblico di appassionati. Muovendoci per tempo siamo infatti riusciti a partecipare alle conferenze tenute da alcuni importanti ospiti. Il primo appuntamento - sicuramente uno dei principali di tutto il Festival - è stato quello con il famoso scrittore israeliano David Grossman: un appuntamento sicuramente fuori dall’ordinario, in quanto l’autore ha voluto incontrare i suoi lettori nel corso di una passeggiata nel suggestivo scenario naturalistico rappresentato da Bosco Fontana, dove molte persone hanno potuto affiancarlo e discretamente rivolgergli qualche domanda. La passeggiata si è poi conclusa presso la gonzaghesca Palazzina di Caccia, al centro del parco, dove Grossman ha intrattenuto i suoi “compagni di passeggiata” con alcune intense riflessioni e la lettura - prima in lingua ebraica e poi in italiano - di un breve passaggio di un suo famoso romanzo. Una piacevole sorpresa è stata la partecipazione ad uno degli eventi tenuti nel cortile di Palazzo D’Arco dedicati alla lettura di alcuni passi delle Bucoliche di Virgilio, magistralmente interpretati da alcuni giovani attori del Piccolo Teatro di Milano, accompagnati musicalmente da alcuni musicisti del Conservatorio di Mantova. L’originale rappresentazione ha fatto gustare ai presenti il piacere di ascoltare questi antichi versi scritti dal nostro concittadino, che conservano ancora una straordinaria attualità. Un altro interessante appuntamento è stato quello con i curatori italiani dell’enciclopedia Wikipedia, che anche noi in Biblioteca utilizziamo molto spesso nel nostro lavoro quotidiano. Wikipedia è un'enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari. È pubblicata in circa 250 lingue differenti e contiene voci sia sugli argomenti propri di una tradizionale enciclopedia, sia su quelli di almanacchi, dizionari geografici e di attualità. Il suo scopo è quello di creare e distribuire una enciclopedia libera, nel maggior numero di lingue possibili. La caratteristica primaria è il fatto che dà la possibilità a chiunque di collaborare, utilizzando un sistema di modifica e pubblicazione aperto. Contiene in totale più di 7 milioni di voci, 23 milioni di pagine, con 293 milioni di modifiche alle pagine e 7,3 milioni di utenti registrati. È curata da volontari seguendo un modello di sviluppo di tipo “wiki”, nel senso che le pagine possono essere modificate da chiunque. Uno dei principi alla base di Wikipedia è il punto di vista neutrale secondo il quale le opinioni presentate da personaggi importanti o da opere letterarie vengono riassunte senza tentare di determinarne una verità oggettiva. Il bilancio di questi incontri è sicuramente positivo. Per il prossimo anno cercheremo possibilmente di partecipare ad un maggior numero di eventi e ci auguriamo di poter coinvolgere qualche utente e lettore.

Notizie dall'Associazione "La Sorgente"

Finalmente abbiamo fatto la prima consegna dei tappi di plastica incassando una piccola cifra che mettiamo da parte per i missionari di Ceresara: la raccolta prosegue nel parcheggio del Supermercato Tommasi e presso le Scuole.
Informiamo che, in collaborazione con il Comune, abbiamo messo a disposizione una sedia a rotelle al Cimitero per i visitatori con difficoltà di movimento: per trovarla, basta seguire i cartelli indicativi posti agli ingressi.

Ed ora l’elenco dei ringraziamenti:
Anche se in ritardo, ad Angelo Maestrini che per il Mercatino di Natale ha messo a disposizione del tutto gratuitamente il distributore di cioccolata calda presso il nostro banchetto. Grazie Angelo e Lorena!
Agli Amici Biancorossi che hanno impiegato l’incasso della Lotteria per acquistare una sedia a rotelle super accessoriata. Grazie e Forza Mantova!
Tante grazie a Pietro Sisti che ha dato la sua disponibilità come autista per accompagnare un gruppo di persone a Sirmione per le cure termali.
Ringraziamo di cuore Graziella Ghio che ci ha gentilmente messo a disposizione lo spazio per immagazzinare i sacchi dei tappi di plastica!Grazie per le generose offerte alla famiglia Renato Pellizzoni, alla famiglia Luigi Tomezzoli, alla famiglia Crotti-De Biasi per le offerte raccolte in memoria della Signora Caterina Doppio, e all’Autoscuola Bignotti di Guidizzolo.
Chiudiamo ricordando che i Volontari dell’Associazione si riuniscono il secondo giovedì di ogni mese nella sede di Via Roma n. 3 (primo piano) alle ore 21.00 e che la porta è sempre aperta a tutti!

Su e Giù per lo stivale: una gita a Lucignano

Nel cuore della fiorente Val di Chiana, al centro dell’ipotetico triangolo formato dalle città di Arezzo, Cortona e Siena, troviamo Lucignano, interessante borgo medievale che si distingue per l’assetto urbanistico concentrico a forma ellittica. L’insediamento sorse in epoca romana sulla sommità di un modesto colle e fu fondato dal console Licinio, da cui prese il nome. In epoca medievale divenne un importante castello di confine e assunse la struttura urbanistica attuale, secondo uno schema consolidato nella progettazione delle mura senesi. Il borgo risulta diviso in due settori dall’andamento di due vie principali: Via Matteotti verso sud, ricca, ampia e caratterizzata da palazzi rinascimentali di stile senese e Via Roma verso nord, povera, più stretta, sulla quale prospettano edifici di chiara impronta medievale. La nostra visita inizia varcando una delle tre porte della cinta muraria, ovvero Porta San Giusto (le altre due sono Porta San Giovanni e Porta Murata), dalla quale si sviluppa il percorso concentrico che conduce alla parte alta del borgo. Raggiungiamo in breve il trecentesco Cassero munito di un’alta torre quadrata e di un elegante loggiato edificato nel 1700 su progetto di Andrea Pozzo. Una scenografica scalinata ellittica sempre del Pozzo, ci accompagna alla Collegiata, intitolata a San Michele Arcangelo, realizzata nel 1594. Nel suo interno, ad unica navata, possiamo ammirare il grandioso altare maggiore del Pozzo e la Cappella del Crocifisso con interessanti affreschi e un pregevole crocifisso ligneo. Dietro la Collegiata si erge il trecentesco Palazzo Comunale, la cui facciata è impreziosita da numerosi stemmi in pietra; all’interno merita attenzione la Sala del Consiglio, affrescata con scene tratte dai trionfi di Cesare. A pianterreno, nella Sala della Cancelleria, é gelosamente conservato un capolavoro d’arte orafa trecentesca, ovvero un reliquiario in rame dorato e argento dalla bizzarra forma ad albero, ricco di smalti, cristalli di roccia, pregiate miniature e una notevole quantità di corallo che gli orafi senesi inserirono nell’opera rispettandone la forma. Il Museo Civico annovera anche altre opere importanti come una Crocifissione di scuola umbra del XIII secolo, un trittico con Madonna, bambino e Santi di Bartolo di Fredi, due tavole della bottega di Luca Signorelli, un San Bernardino da Siena di Pietro di Giovanni. Sulla destra del Palazzo Comunale sorge la chiesa di San Francesco, edificata nel XIII secolo, con armoniosa facciata in stile romanico a fasce bianche e grigie, elegante portale gotico e rosone. L’interno, ad unica navata, è decorato con tracce d’affreschi quattrocenteschi di Bartolo di Fredi e Taddeo di Bartolo; nel chiostro si può ammirare un antico colonnato da poco restaurato. Adiacente alla chiesa di San Francesco si trova l’Oratorio della Misericordia, datato XV secolo, riccamente decorato all’interno in stile rinascimentale. Per concludere degnamente la nostra visita usciamo dall’abitato superando nuovamente Porta San Giusto e ci incamminiamo per circa un chilometro verso la Fortezza Medicea, costruzione militare incompiuta, fatta erigere da Cosimo I de Medici, caratterizzata da grandi e poderosi bastioni, nelle cui vicinanze scorgiamo il Santuario della Madonna delle querce, costruito nella seconda metà del XVI secolo su progetto di Giorgio Vasari. E’ di particolare interesse il portale scolpito da Ippolito Bracci mentre all’interno, di stile tardorinascimentale, possiamo ammirare un’immagine della Madonna dipinta da Feliciano Batone nel 1417. Il Santuario, molto caro alla devozione degli abitanti di Lucignano, venne ripetutamente visitato in passato da numerosi Papi e Cardinali che contribuirono con la loro presenza ad aumentarne la fama e la venerazione.

Guida la Tua Vita

L’Associazione EOS - Cultura & Ricerca di Piubega, con il Patrocinio del Comune di Piubega e dell’Amministrazione Provinciale di Mantova, organizza la prima edizione del Concorso Fotografico Nazionale dal tema “Guida la Tua Vita” che partirà tra breve in ricordo di Alice, la ragazza di Piubega prematuramente scomparsa l'anno scorso a causa di un incidente stradale provocato da un'auto pirata. Il concorso mira a sensibilizzare i giovani e diffondere un'etica di rispetto dell'altrui vita non solo al volante. Per maggiori informazioni sull’iniziativa, che ha il sostegno di numerosi altri partner, è possibile contattare i responsabili dell’Associazione ai seguenti recapiti:

3280985743
3334752414
3400516559

Fax 0376655346

Nasce www.ceresara.forumer.it

Nasce http://www.ceresara.forumer.it/ il forum della Biblioteca Civica "Ferrante Bandera", che ha lo scopo di creare uno spazio virtuale di discussione per gli utenti della struttura stessa e gli altri abitanti della nostra comunità. Molti di voi si chiederanno: ma cosa è un forum? Il forum è un punto d'incontro in rete nel quale gli utenti di Internet, attraverso l'inserimento di messaggi in successione, possono discutere di vari argomenti, leggendo le opinioni altrui e intervenendo per esprimere le proprie. Per facilitare un primo approccio sono già stati inseriti alcuni spunti, ma gli utenti possono inserirne altri a loro volta. Partecipare alla discussione su un argomento che interessa potrebbe risultare un'ottima fonte di informazioni e di nuove idee (se si ha ad esempio un dubbio specifico su un argomento o una proposta basta inserire un quesito nella relativa sezione del forum e attendere che o il Moderatore o qualche navigatore lo raccolga esprimendo la sua opinione in merito). Partecipare ad un forum di discussione è senza dubbio divertente.Vediamo ora quali sono le sue principali caratteristiche: Il forum da la sensazione di un luogo specifico; questa caratteristica contribuisce in maniera rilevante a creare, fra le persone quella sensazione di appartenenza che è il sale di ogni comunità; Offre un contesto visibile alla conversazione: fornisce immediatamente il contesto di ogni discussione, favorendo in questo modo l'inserimento dei nuovi arrivati che possono rapidamente rendersi conto sia dell'argomento oggetto del dibattito sia delle opinioni espresse in proposito; Tiene traccia della storia della comunità, in quanto archiviando i messaggi inseriti consente in questo modo a chi si avvicina per la prima volta al servizio di rendersi rapidamente conto di come funzioni il posto in cui è capitato.Ma per capire meglio come funziona è forse più facile iscriversi on-line e provare "sul campo" il suo funzionamento …Vi aspettiamo numerosi su http://www.ceresara.forumer.it/ per contribuire alla nascita della prima comunità virtuale di Ceresara ... Siamo sicuri che sarà un esperienza interessante per tutti gli internauti ceresaresi.
Per poter accedere al forum è necessario registrarsi. La procedura di registrazione è semplice e necessita di solo pochi secondi. È necessario indicare una Username (il vostro nome nel forum), il vostro indirizzo e-mail e la password di accesso (la parola d’ordine per poter accedere con il nome precedentemente impostato al sistema). Le altre informazioni richieste sono facoltative e non necessarie al fine del nostro forum. Una volta effettuate queste semplici operazioni siete pronti per accedere alla piattaforma.

Massoterapia

Se il chirurgo austriaco Winiwarter fosse ancora in vita, si accorgerebbe che dopo 120 anni la terapia principale degli edemi degli arti continua a essere quella che lui praticava, in modo molto rudimentale, sul finire dell’800: massaggi, elastocompressione ed esercizi antistasi.Il Linfodrenaggio Manuale o Drenaggio Linfatico Manuale (DLM) è una metodica massoterapia che emerge dal “mare manum” dei massaggi. La sua caratteristica peculiare è quella di favorire, aiutare, incrementare quella che è una naturale funzione del nostro organismo: il fisiologico drenaggio linfatico operato per mezzo della rete di capillari linfatici, linfangioni e vasi linfatici principali.Il DLM ha come effetto principale l’azione antiedemigena: agisce sull’accumulo di fluidi nell’interstizio (acqua, ma soprattutto proteine), incrementandone il riassorbimento attraverso le vie linfatiche iniziali (reti capillari), e accelerando la linfa endovasale verso le stazioni linfonodali di riferimento, e infine verso il torrente ematico.Agisce inoltre favorendo l’apertura e l’incremento di funzionalità di vie linfatiche collaterali, anastomosi linfolinfatiche e linfo-venose (dimostrato fra l’altro da esami linfoscintigrafici). Gli edemi degli arti generati da un deficit organico o funzionale del circolo linfatico (Linfedema) e quelli dovuti a patologie del sistema venoso (Flebedema), o di entrambi (Flebolinfedema), costituiscono l’indicazione elettiva alla terapia con il Linfodrenaggio. Tra le indicazioni principali vanno inclusi anche gli edemi post-traumatici e postchirurgici (specie dopo chirurgia flebologica, plastica, ORL), caratterizzati da elevata concentrazione proteica, e gli edemi da ipofunzionalità della muscolatura degli arti inferiori (pz. allettati, plegici, ecc.). Esiste infine una serie di indicazioni secondarie, dove il DLM viene utilizzato come complemento terapeutico, sfruttando una serie di effetti minori: sedativo-antalgico-rilassante, microcircolatorio, rofico su cute e sottocute, immunitario, cicatrizzante. Fra queste ricordiamo, per la grande richiesta terapeutica, quello che è l’inestetismo più diffuso e sentito, la Pannicolopatiaedemato-fibrosclerotica (PEFS), meglio conosciuta come “Cellulite”, dove il Linfodrenaggio Manuale rappresenta senza alcun dubbio il trattamento massoterapico più rigoroso ed efficace. La terapia del Flebolinfedema si basa sul DLM in primis, cercando sempre di instaurare un approccio terapeutico globale e integrato. Dall’unione del Linfodrenaggio Manuale, soprattutto con l’elastocompressione mediante vari tipi di bendaggio e tutori elastici e associando la presso terapia sequenziale gli esercizi di fisiokinesiterapia antistasi, la farmacoterapia (Cumairina in primis e altri flebolinfotropi), linfodrenaggio con oscillatore molecola, le norme d’igiene flebolinfatica, deriverà un sinergismo positivo con il conseguimento di risultati terapeutici validi e spesso duraturi, pur con i limiti imposti dagli stadi avanzati del Linfedema. Il terapista che esegue il DLM e l’elastocompressione deve possedere un bagaglio culturale importante circa l’anatomia, la fisiopatologia del circolo veno-linfatico, le indicazioni e le controindicazioni delle metodiche, associato a una rigorosa formazione pratica, che preveda anche l’apprendimento di più tecniche di esecuzione delle manualità (tedesco-austriaca, francese). Tutto questo è possibile solo frequentando corsi di formazione adeguati che non cadano nella mistificazione del Linfodrenaggio, ma che abbiano un’impronta medico-scientifica rigorosa e una altrettanto robusta formazione pratica.

A Tavola con "La Zucca"

Pasta saltata con Scamorza










Per ogni persona:
- 1/4 di scamorza affumicata;
- Olio;
- Una porzione pastasciutta;
- Due fettine di prosciutto crudo;
- 5-6 foglie di basilico.

Preparazione:
Pelate la scamorza e tagliatela a fette non troppo sottili (1/2 cm circa). Scegliete una padella antiaderente di grandezza adatta alla quantità di pasta che disponete; su fiamma dolce scaldatevi l’olio, quanto ne occorre per ungere il fondo della padella. Appena l’olio è caldo, stendete sul fondo un terzo della pasta, in uno strato uniforme; disponetevi sopra le fette di prosciutto, un altro strato di pasta, la scamorza e le foglie di basilico (se decidete di usarle), infine l’ultimo strato di pasta. Mettete un coperchio per scaldare bene la pasta anche in superficie; cuocete per 7-8 minuti, regolando la fiamma in modo da sentire un leggero sfrigolio e la pasta sul fondo diventi dorata e croccante senza bruciature. Coprite la padella con un piatto rovesciato, capovolgete tutto insieme e servite caldo.

Brasato di Manzo California










Per 6-8 persone:
- Tre cucchiai d’olio;
- Un Kg di carne di manzo;
- Una cipolla;
- Un cucchiaio di farina;
- Due cucchiai di aceto forte;
- 100 gr di panna liquida;
- Sale.

Preparazione:
Scaldate l’olio in una casseruola grande, su fiamma moderata per un minuto circa. Adagiatevi la carne e cuocetela a fuoco moderato per 10 minuti, girandola spesso perché rosoli bene da tutte le parti. Intanto pelate la cipolla, lavatela e tagliatela a metà nel senso dell’altezza e poi a fette sottili. Unitela alla carne e rosolate tutto insieme per altri cinque minuti, continuando a girare la carne e mescolando spesso la cipolla perché non bruci. In una tazza stemperate la farina con l’aceto; poi mescolatevi la panna. Versate nella casseruola questo insieme, salate e fate alzare il bollore. Coprite la casseruola, riducete la fiamma e cuocete a fuoco dolce per due ore e 45 minuti. Durante la cottura girate la carne almeno una volta e mescolate ogni tanto il sugo.

Castagnaccio (Patùna)










Per 4-6 persone:
- 200 gr di farina di castagne;
- Un cucchiaio di zucchero;
- Un cucchiaio di semi di finocchio;
- Un cucchiaio di pinoli;
- Mezzo cucchiaino scarso di sale;
- 5 cucchiai d’olio.

Preparazione:
Accendete il forno a 220 gradi. Mettete la farina di castagne in una ciotola e aggiungete lo zucchero, i semi di finocchio, pinoli, il sale e, mescolando, unitevi gradualmente 3 decilitri d’acqua. Ungete con 2 cucchiai d’olio il fondo di una tortiera con diametro di 22 centimetri circa; versatevi l’impasto ottenuto e distribuitelo in uno strato uniforme inclinando la tortiera da tutte le parti. Cospargete la superficie con l’olio rimasto. Mettete in forno e cuocete per 45 minuti o finché la superficie è molto scura e tutta crepata. Lasciate raffreddare qualche ora e servite.

Per ottenere un impasto più omogeneo, setacciate la farina di castagne mentre la mettete nella ciotola.

Gran Premio Nuvolari

La scomparsa di Tazio Nuvolari avvenuta l’11 agosto 1953, destò grande sensazione in tutto il mondo, in particolare, commosse gli uomini della Mille Miglia, Renzo Castagneto, Aymo Maggi e Giovanni Canestrini, i tre che cin Franco Mazzotti, scomparso durante la IIª Guerra Mondiale, avevano ideato e realizzato la “corsa più bella del mondo”. Castagneto, il deus ex machina della Mille Miglia, ed i suoi amici erano autenticamente legati al pilota mantovano, non solo per l’affetto e la stima per l’uomo e l’ammirazione che provavano per il grande campione, ma anche per i sentimenti di riconoscenza che gli attribuivano, per essere stato tra coloro che, con la proprie gesta, avevano maggiormente contributo all’inarrestabile crescita della loro creatura. Per onorarne la memoria, il percorso tradizionale delle Mille Miglia venne modificato così da transitare per Mantova. Da allora, venne istituito il Gran Premio Nuvolari, da destinare al pilota più veloce e quindi da disputarsi sui lunghi rettilinei che percorrono la pianura Padana, partendo da Cremona e transitando per Mantova, fino al traguardo di Brescia.
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Alla 21ª Edizione del Gran Premio Nuvolari - disputata dal 14 al 16 settembre 2007 - ha partecipato anche un equipaggio ceresarese composto da Antonio Atti e Alessandra Pelosi su Mini Cooper del 1972. Il percorso, che si articola su mille chilometri, ha toccato numerose località celebri, tra le quali Viareggio, Pisa, Siena, Arezzo, Rimini e Ferrara.Per i partecipanti è stata una positiva esperienza, sicuramente da ripetere anche in futuro …Un particolare ringraziamento per il supporto tecnico e non solo … a papà Atti.

BiblioSì: Mille Slendidi Soli, Khaled Hosseini

Animato della stessa straordinaria forza narrativa che ha fatto del precedente romanzo un classico amato in tutto il mondo, Mille splendidi soli è un’incredibile cronaca della storia dell’Afghanistan degli ultimi trent’anni e una commovente storia di famiglia, amicizia, fede e della salvezza che possiamo trovare forse solo nell’amore. Khaled Hosseini, subito dopo l’uscita di Il cacciatore di aquiloni e in occasione di un viaggio in Afghanistan, ventisette anni dopo averlo lasciato per gli Stati Uniti, aveva promesso che il prossimo libro avrebbe raccontato le donne afgane. Questo nuovo romanzo, infatti, parla di due donne, nascoste dietro al burqua, della vita travolta dalla paura di padri e mariti padroni “dal cuore spregevole”, dell’isolamento, della rassegnazione, ma anche dell’amore, del coraggio, persino del riscatto. Ma c’è molto di più tra queste pagine: ancora una volta Hosseini ci fa precipitare tra le pieghe della Storia di un paese tormentato – e per noi occidentali ancora misterioso –. La storia inizia ai tempi del re, quando, nonostante famiglie più tradizionaliste facessero indossare il burqua alle donne e la mentalità maschilista pashtun, tutta “onore e orgoglio”, fosse quella prevalente, c’erano la musica, i film occidentali, i colori accesi dei mercati e per le città si potevano anche trovare donne da volto scoperto e le unghie laccate di rosso. È in questo periodo, nel 1959, che viene al mondo Mariam, una harami, una bastarda, nata dalla relazione tra uno degli uomini più ricchi di Herat, Jalil Khan, e la sua serva. Le prime pagina scorrono la vita di Mariam e di sua madre, confinate in una kolba, il rifiuto sociale, l’impossibilità di un’educazione e di una vita “normale”. La narrazione prende una piega diversa dopo il suicidio di Nana, la madre di Mariam: la ragazza, appena quindicenne, viene data in sposa a Rashid, un calzolaio di Kabul. Inizia così una nuova vita, in un paese sconosciuto, scandito dalle preghiere, i mullah, il tandur, i locali che vendono kebab. E il burqua. Anche se Rashid all’inizio non sembra male, una serie di aborti spontanei di Mariam dà inizio alla fine: il disprezzo, la violenza, la sofferenza. Nella casa accanto, vivono Fariba e Hakim: lui è professore di scuole superiori e vuole che i suoi figli abbiano la migliore istruzione – anche la piccola Laila ne merita una, soprattutto dopo che i fratelli maggiori, Ahmad e Nur, a seguito del colpo di stato comunista del ’78, partono con i mujahidin di Massud. Per Laila il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo, ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra.In mezzo alla vita di queste due donne che il destino farà incontrare in un momento drammatico, ci sono la guerra e l’occupazione sovietica, il terrore instaurato dai signori della guerra, la legge islamica, le bombe, i talebani e le esecuzioni pubbliche negli stadi. Mille splendidi soli è un romanzo denso, semplice e autentico: tra le sue pagine si svolge la Storia – quella con la S maiuscola – e s’intrecciano storie intense e toccanti. Come quelle di Laila e Mariam che, nate a distanza di una generazione e con idee molto diverse, sono due donne che la guerra e la morte costringono a condividere un destino comune. Mentre affrontano i pericoli che le circondano – sia nella loro casa che per le strade di Kabul – Mariam e Laila danno vita a un rapporto che le rende sorelle e che alla fine cambierà il corso delle loro vite e di quelle dei loro discendenti. Con grandissima sensibilità, Hosseini mostra come l’amore di una donna per la sua famiglia possa spingerla a gesti inauditi e a eroici sacrifici, e come alla fine sia l’amore, o persino il ricordo di esso, l’unica via per sopravvivere.

Ferrara: Cosmè Tura e Francesco del Cossa

Durante il ventennio (1450-71) della signoria di Borso d’Este Ferrara, dal punto di vista della ricerca artistica è da collocare tra le città più illustri nel panorama delle corti italiane ed europee del tempo, un punto di riferimento paragonabile alla Padova e Mantova di Andrea Mantenga o della Firenze medicea. Protagonisti di questa splendida stagione ferrarese sono Cosmè Tura e Francesco del Cossa, due artisti spesso accomunati ma in realtà molto diversi, che nella dinamica corte estense erano contornati da una nutrita schiera di miniatori, pittori e decoratori chiamati dal duca a dare forma alle sue aspirazioni estetiche. A questa straordinaria fucina d’ingegni è dedicata la mostra allestita nella prestigiosa cornice del Palazzo dei Diamanti e in Palazzo Schifanoia, due monumenti emblematici della Ferrara estense. La rassegna intende ricostruire la ricchezza di quella splendida parabola figurativa, riunendo oltre 150 opere provenienti dalle più prestigiose collezioni pubbliche e private, mettendo in mostra non solo dipinti, ma anche sculture, miniature, disegni, incisioni, medaglie, oreficerie e tessuti. Sono oggetti usciti dalla così detta “Officina ferrarese” che segna il passaggio dalle forme eleganti del gotico internazionale ad un nuovo linguaggio caratterizzato da cromie preziose e da una marcata espressività. Tura, che al tempo di Borso figura come pittore di corte con domicilio in Castello è l’artista prodigioso che movendosi tra Mantenga e la pittura fiamminga inventa un linguaggio fantasioso, popolare molto apprezzato. Quasi tutta la sua parabola artistica è messa a completa disposizione del suo signore ferrarese, segue i suoi gusti artistici e dimostra una grande duttilità immaginifica poiché, oltre alle sue abilità pittoriche disegna le oreficerie per la corte, i mobili, i piatti d’argento o di metallo dorato, sa disegnare composizioni per arazzi e splendide miniature. La sezione a lui dedicata offre una ricca selezione di opere che illustrano, in modo esaustivo l’evoluzione del suo stile.Diverso appare il percorso artistico di Francesco del Cossa molto più aperto e aggiornato, poiché ha nella sua esperienza un nuovo metro espressivo, la così detta “pittura di luce” che si elabora a Firenze alla bottega di Paolo Uccello e di Filippo Lippi. La composizione delle sue opere s’imposta su una scrittura pittorica più asciutta, morbida e plastica, felicemente cromatica, naturalistica e potentemente prospettica. Tra i suoi capolavori il più significativo è da considerarsi il “Ritratto d’uomo” ed è spettacolare il suo ciclo pittorico nel Salone dei Mesi in Palazzo Schifanoia dove realizza, insieme a Ercole de Roberti una abbagliante traduzione visiva della cultura di corte e delle ambizioni politiche del duca Borso. Il percorso espositivo si conclude proprio in due sale di Palazzo Schifanoia che, dopo un restauro di dieci anni, permette al visitatore di ammirare uno dei cicli decorativi più importanti del Rinascimento.

Gruppo di Lettura

Nelle scorse edizioni de “La Zucca” abbiamo lanciato l’idea di istituite tra i nostri utenti un Gruppo di Lettura. Siamo quasi pronti per la partenza e probabilmente molto presto organizzeremo una serata, di taglio sicuramente orientativo, con lo scopo di illustrare il progetto. Ricordiamo che i Gruppi di Lettura di utenti delle biblioteche pubbliche sono già una realtà consolidata all’estero da diverso tempo. In Italia stanno muovendo i primi passi, ma si stanno diffondendo rapidamente.Il successo che raccoglie l’iniziativa nell’ambito del bacino di utenti delle varie strutture bibliotecarie è sicuramente attribuibile alla semplicità dell’offerta e alla facilità di accesso da parte di ogni utente alla comunità.Per far parte del Gruppo di Lettura è infatti sufficiente iscriversi presso la Biblioteca e partecipare agli incontri che periodicamente verranno organizzati, dove in un clima piacevole e disteso, sarà possibile – se si vuole – esporre i propri punti di vista sui libri letti, in un’ottica di scambio di emozioni e conoscenze suscitate dal piacere della lettura. Chi fosse interessato a partecipare al costituendo Gruppo di Lettura può scriverci o rivolgersi alla Biblioteca durante gli orari di apertura per ottenere eventuali maggiori informazioni.