Se il chirurgo austriaco Winiwarter fosse ancora in vita, si accorgerebbe che dopo 120 anni la terapia principale degli edemi degli arti continua a essere quella che lui praticava, in modo molto rudimentale, sul finire dell’800: massaggi, elastocompressione ed esercizi antistasi.Il Linfodrenaggio Manuale o Drenaggio Linfatico Manuale (DLM) è una metodica massoterapia che emerge dal “mare manum” dei massaggi. La sua caratteristica peculiare è quella di favorire, aiutare, incrementare quella che è una naturale funzione del nostro organismo: il fisiologico drenaggio linfatico operato per mezzo della rete di capillari linfatici, linfangioni e vasi linfatici principali.Il DLM ha come effetto principale l’azione antiedemigena: agisce sull’accumulo di fluidi nell’interstizio (acqua, ma soprattutto proteine), incrementandone il riassorbimento attraverso le vie linfatiche iniziali (reti capillari), e accelerando la linfa endovasale verso le stazioni linfonodali di riferimento, e infine verso il torrente ematico.Agisce inoltre favorendo l’apertura e l’incremento di funzionalità di vie linfatiche collaterali, anastomosi linfolinfatiche e linfo-venose (dimostrato fra l’altro da esami linfoscintigrafici). Gli edemi degli arti generati da un deficit organico o funzionale del circolo linfatico (Linfedema) e quelli dovuti a patologie del sistema venoso (Flebedema), o di entrambi (Flebolinfedema), costituiscono l’indicazione elettiva alla terapia con il Linfodrenaggio. Tra le indicazioni principali vanno inclusi anche gli edemi post-traumatici e postchirurgici (specie dopo chirurgia flebologica, plastica, ORL), caratterizzati da elevata concentrazione proteica, e gli edemi da ipofunzionalità della muscolatura degli arti inferiori (pz. allettati, plegici, ecc.). Esiste infine una serie di indicazioni secondarie, dove il DLM viene utilizzato come complemento terapeutico, sfruttando una serie di effetti minori: sedativo-antalgico-rilassante, microcircolatorio, rofico su cute e sottocute, immunitario, cicatrizzante. Fra queste ricordiamo, per la grande richiesta terapeutica, quello che è l’inestetismo più diffuso e sentito, la Pannicolopatiaedemato-fibrosclerotica (PEFS), meglio conosciuta come “Cellulite”, dove il Linfodrenaggio Manuale rappresenta senza alcun dubbio il trattamento massoterapico più rigoroso ed efficace. La terapia del Flebolinfedema si basa sul DLM in primis, cercando sempre di instaurare un approccio terapeutico globale e integrato. Dall’unione del Linfodrenaggio Manuale, soprattutto con l’elastocompressione mediante vari tipi di bendaggio e tutori elastici e associando la presso terapia sequenziale gli esercizi di fisiokinesiterapia antistasi, la farmacoterapia (Cumairina in primis e altri flebolinfotropi), linfodrenaggio con oscillatore molecola, le norme d’igiene flebolinfatica, deriverà un sinergismo positivo con il conseguimento di risultati terapeutici validi e spesso duraturi, pur con i limiti imposti dagli stadi avanzati del Linfedema. Il terapista che esegue il DLM e l’elastocompressione deve possedere un bagaglio culturale importante circa l’anatomia, la fisiopatologia del circolo veno-linfatico, le indicazioni e le controindicazioni delle metodiche, associato a una rigorosa formazione pratica, che preveda anche l’apprendimento di più tecniche di esecuzione delle manualità (tedesco-austriaca, francese). Tutto questo è possibile solo frequentando corsi di formazione adeguati che non cadano nella mistificazione del Linfodrenaggio, ma che abbiano un’impronta medico-scientifica rigorosa e una altrettanto robusta formazione pratica.