Adagiato sulle verdi colline moreniche che circondano la parte meridionale del Lago di Garda, incontriamo Lonato, centro agricolo e industriale di grande interesse storico, artistico e culturale. Nel territorio di sua pertinenza e più precisamente in località Polada sono stati ritrovati numerosi reperti che accertano la presenza di insediamenti umani a carattere palafitticolo, risalenti a 8000 anni fa. Questa civiltà raggiunse il suo culmine nel periodo compreso tra il 1800 e il 1500 a.C., tanto che gli studiosi definiscono “cultura della Polada” questo ben definito
periodo preistorico. Successivamente la zona venne abitata dai Romani, dei quali rimangono notevoli ritrovamenti, tra cui una fornace, ma bisogna attendere il 909 d.C. per scovare la prima citazione di Lonato, quando il Re Berengario I concesse agli abitanti la facoltà di erigere un fortilizio a difesa degli Ungheri. Arrivarono in seguito le dominazioni degli Scaligeri, dei Conti di Montichiari, dei Gonzaga, dei Visconti prima che Lonato entrasse a far parte dei possedimenti della Serenissima di Venezia. La visita al centro storico può iniziare da Piazza Corlo, situata a ridosso del borgo
medievale, sulla quale si affaccia la Chiesa della Madonna del Corlo, edificata dai Disciplini nel XIV secolo e rimaneggiata parzialmente nel XVII secolo. All’interno si possono ammirare affreschi riconducibili ai due periodi di costruzione, un dipinto raffigurante San Michele realizzato da Pietro da Marone nel 1596, mentre gli stucchi e le decorazioni murarie sono opera di Paolo Soratini.Una lieve salita ci accompagna verso l’imponente mole fortificata della Rocca, costruita verso il mille ma abbondantemente modificata nelle forme attuali da Azione Visconti nel XIV secolo. All’interno, nella parte più elevata della struttura denominata “casa del castellano”, vi è allestito il Museo Civico Ornitologico che annovera circa 700 esemplari di uccelli di cui solo 250 sono in esposizione. Poco distante dalle mura della Rocca si trova la quattrocentesca Casa del Podestà, abitazione del Senatore Ugo da Como, che dopo un adeguato ampliamento, la trasformò in un autentico scrigno di reperti storici e umanistici. Di inestimabile valore la biblioteca che conserva 52.000 volumi, 405 incunaboli, 470 manoscritti e codici miniati rarissimi, 49 lettere di Ugo Foscolo per Maria Martinengo, disegni di Lattanzio Gambara e del Tiepolo, pergamene e stampe che vanno dal XIII al XVIII secolo. In altri nove ambienti possiamo ammirare pregevoli camini, cassapanche cinquecentesche, anfore romane, affreschi del Padovanino e di Floriano Ferramola. Dalla Casa del Podestà scendiamo verso Piazza Matteotti dove svetta con i suoi 55 metri d’altezza la Torre Maestra, innalzata in pietra arenaria nel 1555 e completata con la merlatura nel 1880. Nell’adiacente Piazza Martiri della Libertà si trova il Palazzo Municipale a cui si accede salendo uno scenografico scalone interno; da segnalare, fra le varie stanze, la Sala dei Celesti che presenta un dipinto di Andrea Celesti raffigurante la “Peste di San Carlo Borromeo”. Davanti alla loggia municipale si erge una colonna marmorea sormontata dal leone marciano, simbolo della denominazione veneziana. Poco più avanti non può sfuggire alla nostra attenzione l’imponente costruzione del Duomo, intitolato a San Giovanni Battista, edificato nel XVIII secolo su progetto di Paolo Soratini con elegante facciata marmorea e alta quanto ampia cupola, caratteristica inconfondibile insieme alla torre del profilo di Lonato. All’interno possiamo ammirare un ciborio cinquecentesco e una serie di opere pittoriche realizzate da Paolo e Orazio Farinati, Giosuè Scotti, Pietro da Marone, Andrea Celesti, Francesco Paglia, Giambettino Cignaroli. Ritornati in Piazza del Corlo, raggiungiamo con un breve tragitto il Santuario della Madonna di San Martino, edificio a pianta centrale costruito dopo la peste del 1630; da segnalare all’interno le sfarzose decorazioni barocche degli altari e un affresco strappato con Madonna e Bambino. Usciti definitivamente dal centro abitato imbocchiamo un sentiero in salita che ci conduce sulla sommità di una collinetta sulla quale sorge l’antica Pieve di San Zeno, prima parrocchiale di Lonato, eretta in stile romanico nel XII secolo su una preesistente chiesa risalente al V secolo, con caratteristica abside circolare, alte monofore ed elegante decorazione ad archetti. Proseguendo verso la parte più settentrionale del territorio lonatese possiamo scorgere la piacevole simmetria del Castello del Brugolo, fortezza fatta erigere nel 1300 dalla famiglia Griffi. L’edificio a pianta quadrangolare presenta mura fortemente scarpate, ingresso con ponte levatoio, due torri merlate agli angoli meridionali e una cappella settecentesca; il raffinato cortile è caratterizzato da un porticato a loggette. Scendendo verso il Lago raggiungiamo la frazione di Maguzzano dove sorge l’omonimo complesso abbaziale di fondazione benedettina. La chiesa, in stile rinascimentale, presenta una sola navata con volta a botte affrescata, una pala d’altare del Moretto raffigurante l’Assunzione di Maria, un crocifisso ligneo di Paolo Amatore datato 1613, una croce astile in rame dorato finemente lavorata; l’annesso chiostro merita una visita per il loggiato disposto su tre lati, con undici archi sui lati maggiori e sei sul minore. L’ultimo spostamento lungo strade ondulate, accompagnate da filari di vigneti, ci conduce all’amena località denominata Madonna della Scoperta, dove si trova una pregevole chiesa-santuario di epoca settecentesca, molto cara alla devozione popolare degli abitanti della zona, che sicuramente molti di voi lettori avranno già visitato almeno una volta prima di un’abbondante scorpacciata nella vicina trattoria.
L’Inviato Speciale