venerdì 14 marzo 2008

Qui comincia la lettura ...

“Che deserto è il mondo fuori dal nostro guscio! Che significa viaggiare? ... ramingare come naufraghi fra gente straniera, isolati come cani dispersi, sbalestrati all’infinito, e non trovar requie in nessun luogo."

Alpinisti Ciabattoni,
Achille Giovanni Cagna


Il Festivaletteratura di Mantova da tre anni da vita al progetto “Qui comincia la lettura”.
L’idea è quella di scatenare una vera e propria campagna di lettura solo proponendo un libro.
Dopo il successo di “Jolanda, la figlia del Corsaro Nero” e “Il bacio di una morta”, il comitato organizzatore per il 2008 ha proposto il libro di Giovanni Achille Cagna Alpinisti Ciabattoni.

Qui comincia la lettura. Ciascuno potrà fare quello che vuole. Per esempio, leggersi il libro. Oppure, organizzare delle serate di lettura collettiva con la propria tribù allargata.

Con un po’ più di iniziativa, si può scegliere il libro come spunto per scrivere un pezzo per il teatro o se si è in un gruppo più numeroso, o se si è un’associazione, una scuola, partendo dal libro si possono organizzare incontri, pensare a mostre tematiche, cicli di letture, spettacoli …

L’iniziativa passa ai lettori. Festivaletteratura sarà poco più che uno spettatore e si limiterà a prendere nota nel periodo intercorrente dall’inizio di febbraio alla fine di aprile di quello che accade nei vari comuni della provincia mantovana e a pubblicarlo sul sito www.quicomincialalettura.it
La Biblioteca di Ceresara sin dalla prima edizione appoggia attivamente questa iniziativa di “Festivaletteratura” come punto informativo sul territorio ceresarese. Sono infatti a disposizione alcune copie del testo che potranno essere prese a prestito senza particolari restrizioni lungo tutta la durata dell’iniziativa.

Alpinisti Ciabattoni
Chi avrebbe mai detto che quella vacanza rimandata “da una stagione all’altra, per una ventina d’anni” si sarebbe trasformata in un ginepraio di disavventure per i poveri coniugi Gibella?
Lasciata la botteguccia di Sannazzaro Lomellina per il lago d’Orta, il sor Gaudenzio e sua moglie Martina ne passano davvero di tutti i colori. E non bastano il mal di piedi e il dente dolorante di Martina, o la disgraziata gita “alla ricerca del latte”.
A turbare la quiete dei due commercianti, ci si mettono anche gli altri villeggianti, conosciuti loro malgrado: l’impiegato Noretti, il professore Amadeo, l’elegante Rulloni, i Segezzi e la loro amatissima figlia Zina, quel “Robinson svizzero” del professor Augustini e suo figlio Carlino … “Mi andaris a casa, subit ades!” sbotta Martina, dopo neanche cinque pagine dall’inizio del romanzo …

Piccolo gioiello della nostra letteratura di fine Ottocento, Alpinisti ciabattoni è uno dei rari esempi italiani di romanzo umoristico.