Ceresara è un paese piuttosto anonimo, è una realtà provinciale conosciuta quasi esclusivamente per il suo Santuario, Palazzo Pastore e qualche rinomato ristorante. Poche sono le occasioni in cui Ceresara e le sue vicende si scoprono alle località confinanti, e la maggior parte delle notizie che trapelano dai quotidiani circa la terra delle ciliegie riguardano guerriglie intestine fra i quattro gatti che vi abitano, notizie che fanno sorridere chi le legge ma che comunque non sono buona pubblicità. Chi osserva il paese venendo da una delle quattro provinciali in miniatura - forse fra le provinciali più piccole della provincia! – ha la sensazione di entrare in una realtà quasi addormentata: qualche macchina gira per le vie, pochi uomini fumano davanti ai bar, una manciata di ragazzi schiamazza in piazza e ogni viso nuovo è subito inseguito dagli sguardi incuriositi degli abitanti che tutto sanno e tutti conoscono. Per molti è necessario che Ceresara si svegli e si modernizzi, raggiungendo gli invidiabili risultati dello sviluppo industriale che i paesi negli immediati dintorni stanno già sperimentando; per altri a Ceresara si vive bene così, nella calma e nella tranquillità che ancora poche realtà sanno offrire ai propri abitanti. La calma e la tranquillità però svaniscono incredibilmente con la primavera, per quattro giorni, quando arriva il momento della Fiera della Possenta, appuntamento fisso da oltre mezzo secolo! In questa occasione Ceresara è il primo comune della provincia mantovana a dare il via alle danze a fiere, a sagre e alle feste popolari che si susseguiranno trasportando gente di paese in paese, dalla primavera al tardo autunno, alla ricerca di bancarelle, prelibatezze, divertimento e folla. Certamente la fiera ha mutato il suo volto; gli stand espositivi, così come erano stati inizialmente concepiti, non hanno ormai la capacità di sopravvivere ai nostri giorni e gli spettacoli si sono ridimensionati perché la TV, i teatri, i cinema offrono svariate occasioni per intrattenere il pubblico che può scegliere cosa, come, dove e quando godersi uno spettacolo. Nonostante ciò la fiera è ardentemente attesa da tanti, come una cosa dovuta. Ma la fiera è fatta dalla gente. Nonostante le critiche che sempre anticipano i preparativi e spesso seguono l’arrivederci della Sagra, Ceresara lentamente si muove e si prepara a dare vita a qualcosa che scuota il paese, perché si possa sentire almeno un urlo che dia il benvenuto alla nuova stagione. Ci sono tanti ragazzi e tante persone che ci credono, e tentano di solleticare il paese per sentirlo ridere, o perlomeno per vederlo sorridere di tanto in tanto. E’ necessario avere speranza perché ci sia sempre chi, munito di piuma o con le dita ben allenate, abbia il coraggio di provare a solleticare Ceresara, perché tutti, al posto di rimanere seri a commentare, possano provare a sorridere e a muovere le mani di conseguenza, in una contagiosa catena di allegra e complice collaborazione.venerdì 14 marzo 2008
La Fiera, solletichiamoci!
Ceresara è un paese piuttosto anonimo, è una realtà provinciale conosciuta quasi esclusivamente per il suo Santuario, Palazzo Pastore e qualche rinomato ristorante. Poche sono le occasioni in cui Ceresara e le sue vicende si scoprono alle località confinanti, e la maggior parte delle notizie che trapelano dai quotidiani circa la terra delle ciliegie riguardano guerriglie intestine fra i quattro gatti che vi abitano, notizie che fanno sorridere chi le legge ma che comunque non sono buona pubblicità. Chi osserva il paese venendo da una delle quattro provinciali in miniatura - forse fra le provinciali più piccole della provincia! – ha la sensazione di entrare in una realtà quasi addormentata: qualche macchina gira per le vie, pochi uomini fumano davanti ai bar, una manciata di ragazzi schiamazza in piazza e ogni viso nuovo è subito inseguito dagli sguardi incuriositi degli abitanti che tutto sanno e tutti conoscono. Per molti è necessario che Ceresara si svegli e si modernizzi, raggiungendo gli invidiabili risultati dello sviluppo industriale che i paesi negli immediati dintorni stanno già sperimentando; per altri a Ceresara si vive bene così, nella calma e nella tranquillità che ancora poche realtà sanno offrire ai propri abitanti. La calma e la tranquillità però svaniscono incredibilmente con la primavera, per quattro giorni, quando arriva il momento della Fiera della Possenta, appuntamento fisso da oltre mezzo secolo! In questa occasione Ceresara è il primo comune della provincia mantovana a dare il via alle danze a fiere, a sagre e alle feste popolari che si susseguiranno trasportando gente di paese in paese, dalla primavera al tardo autunno, alla ricerca di bancarelle, prelibatezze, divertimento e folla. Certamente la fiera ha mutato il suo volto; gli stand espositivi, così come erano stati inizialmente concepiti, non hanno ormai la capacità di sopravvivere ai nostri giorni e gli spettacoli si sono ridimensionati perché la TV, i teatri, i cinema offrono svariate occasioni per intrattenere il pubblico che può scegliere cosa, come, dove e quando godersi uno spettacolo. Nonostante ciò la fiera è ardentemente attesa da tanti, come una cosa dovuta. Ma la fiera è fatta dalla gente. Nonostante le critiche che sempre anticipano i preparativi e spesso seguono l’arrivederci della Sagra, Ceresara lentamente si muove e si prepara a dare vita a qualcosa che scuota il paese, perché si possa sentire almeno un urlo che dia il benvenuto alla nuova stagione. Ci sono tanti ragazzi e tante persone che ci credono, e tentano di solleticare il paese per sentirlo ridere, o perlomeno per vederlo sorridere di tanto in tanto. E’ necessario avere speranza perché ci sia sempre chi, munito di piuma o con le dita ben allenate, abbia il coraggio di provare a solleticare Ceresara, perché tutti, al posto di rimanere seri a commentare, possano provare a sorridere e a muovere le mani di conseguenza, in una contagiosa catena di allegra e complice collaborazione.