Situata ai piedi del Monte Penice, sulla sponda sinistra del fiume Trebbia, andiamo a visitare la cittadina di Bobbio, d’origine alto medievale, fondata nel 614 dal monaco irlandese Colombano che edificò un nucleo cenobitico destinato ad assumere grande rilevanza nel corso del IX e X secolo fino al 1014 quando Bobbio fu nominata sede vescovile. Verso la fine del XIII secolo il nucleo abitato venne cinto da mura che presentavano cinque porte d’accesso, poi nel XIV secolo la città passò sotto la signoria dei Visconti e nel secolo successivo sotto il controllo della famiglia feudataria dei Dal Verme. In seguito rimase nei possedimenti dello
stato milanese fino al 1748 quando entrò a far parte dello stato Sabaudo che ne detenne il dominio fino all’unità d’Italia del 1859. La nostra visita inizia da Piazza San Francesco con il santuario della Madonna dell’Aiuto, della prima metà del ‘600. Nelle due cappelle laterali si trovano tele seicentesche, mentre nell’abside è posizionata un’Annunciazione, copia fedele di un dipinto del Guercino. Nella cripta, all’interno di un tempietto, è conservato un affresco risalente al XV secolo che apparteneva alla chiesa preesistente. Sulla stessa piazza prospetta la chiesa con l’annesso convento di San Francesco; l’attuale edificio realizzato agli inizi del ‘700, presenta decorazioni di Francesco Porro, e comprende due chiostri del XV secolo. Nel refettorio del primo chiostro possiamo ammirare un affresco della prima metà del XV secolo raffigurante Crocifissione e Santi. Siamo ormai in prossimità del complesso più articolato e famoso di Bobbio, ovvero l’Abbazia di San Colombano, la cui basilica attuale venne edificata tra il 1456 e il 1522 in stile gotico-rinascimentale, sui resti della chiesa originaria costruita prima del mille, di cui rimangono visibili
la torre campanaria, l’absidiola, il mosaico pavimentale e la cancellata. La facciata tripartita è preceduta da un portico a sette archi ed è ingentilita da un rosone, da un’edicola contenente la statua del Santo e da tre pinnacoli. L’interno a croce latina, diviso in tre navate, è caratterizzato dalla decorazione pittorica di Bernardino Lanzani (XVI sec.) raffigurante scene della vita di santi, con fregio a grottesche.Nelle cappelle possiamo ammirare una vasca battesimale di origine longobarda del IX secolo, una pala d’altare raffigurante Madonna e Santi di Giulio Campi, altre tavole di scuola lombarda del XVI secolo, mentre il presbiterio è decorato con affreschi secenteschi: la volta presenta la “Gloria di San Colombano”, la parete destra il “Miracolo di Orso e Bue”, la parete sinistra “San Colombano contro gli Idoli”. Sempre nel presbiterio troviamo un meraviglioso coro ligneo intarsiato e un elegante lettorile, opere di Domenico da Piacenza datate 1488. Nella sottostante cripta è posizionato un mosaico pavimentale del XII secolo appartenente alla basilica romanica, raffigurante nella prima e seconda fascia la lotta del bene contro il male, nella terza e quarta fascia i mesi con le attività agricole e i segni zodiacali. Al centro
si trova il sarcofago di San Colombano, arca marmorea scolpita da Giovanni de Patriarcis nel 1480, sulle pareti laterali sono murati i sepolcri di San Attala e San Bertulfo, sormontati da lastre tombali alto medievali e decorati con affreschi quattrocenteschi.Un lungo portico che costeggia il fianco della basilica ci accompagna al museo che conserva svariati reperti archeologici d’epoca romana e longobarda, numerosi reliquari, calici, ostensori e paramenti sacri, diversi doni ricevuti dagli abati di Bobbio tra cui spiccano una teca in avorio (III / IV sec.), un’anfora d’alabastro (III sec.), dono di Onorio I°, un’ampolla palestinese (VI sec.) e un polittico con Assunzione della Vergine di Bernardino Luini. Un breve tragitto ci conduce alla porticata Piazza del Duomo sulla quale prospettano il Duomo, intitolato all’Assunta, il seminario vecchio e il Vescovado. La facciata del Duomo, risalente al 1463, è affiancata da due torri di diversa altezza le cui basi appartengono all’impianto originale del XI secolo. L’interno a tre navate, presenta una parte figurativa realizzata da Luigi Morgari verso la fine dell’800 con pregevoli figure di santi nei lunettoni di volta; la parte decorativa è stata affrescata da Aristide Secchi nello stesso periodo. Di grande pregio sono le decorazioni dell’abside e del transetto; nella prima vi è il grande affresco di Francesco Porro che rappresenta la plastica ascesa della Vergine Maria verso il cielo, accolta da Dio Padre e dal Figlio. Ammiriamo il monumentale altare maggiore realizzato nel 1750 mentre il grande crocifisso è opera del XVI secolo. Nel braccio sinistro del transetto vi sono pitture del bobbiese Luigi Brugnelli (1824) mentre nel braccio destro è ricavata la cappella dell’Eucaristia con affreschi settecenteschi di pittori milanesi. Particolarmente interessante è la cappella di San Giovanni nella quale è stata da poco scoperta e restaurata una mirabile Annunciazione di autore ignoto. Nella cripta è custodita l’urna con il corpo di Sant’Antonio Giannelli mentre la Sacrestia del 1636 è arredata con pregevoli armadi in noce del XVIII secolo. Uscendo da Piazza Duomo per Via di Porta Alcarina incontriamo un caratteristico palazzotto trecentesco seguito sulla sinistra dall’elegante Palazzo Olmi; siamo ormai in vista dell’imbocco dello storico Ponte Gobbo, realizzato a undici arcate diseguali sul fiume Trebbia. Il ponte fu documentato a partire dal 1197 ma sembra che esistesse già nel VII secolo, mentre venne ampliato nel XVI e XVII secolo per migliorare il collegamento con la zona delle saline. La nostra visita prosegue nella parte alta della città dove domina la mole del castello fatto erigere nel 1440 da Pietro Dal Verme, feudatario dell’epoca. Del maniero rimangono oggi la porta d’ingresso, tratti delle mura, il poderoso mastio che conserva un affresco cinquecentesco raffigurante Madonna con Bambino, una torretta circolare.
Abbandonato il centro abitato si sale tra dolci declivi verso il Monte Penice, dove è possibile visitare due antichi edifici religiosi: la chiesa santuario di Santa Maria che custodisce frammenti di affreschi quattrocenteschi e la chiesa di Sant’Eustachio con presbiterio di epoca romanica.
L’Inviato Speciale