sabato 7 giugno 2008

Immergiti in un libro ...

Come ormai tradizione anche quest’anno la Biblioteca Civica “Ferrante Bandera” - in collaborazione con il Comune di Ceresara - organizza il Concorso di Lettura “Immergiti in un Libro …”.
Scopo fondamentale dell’iniziativa - che nel corso delle scorse edizioni ha avuto un buon riscontro - è quello di promuovere la lettura tra i giovani, in un periodo come quello attuale dove questo prezioso piacere è sempre più insidiato da mille distrazioni, non sempre educative e formative.Riepiloghiamo in seguito cosa è necessario fare per partecipare al Concorso:

Chi può partecipare?
Gli alunni della Scuola Primaria e quelli della Scuola Media.
Cosa bisogna fare?
Per partecipare è necessario far parte di una delle due categorie sopra indicate, essere iscritti presso una della Biblioteche della Provincia di Mantova e aver preso in prestito presso la Biblioteca Civica “Ferrante Bandera” almeno cinque libri nel periodo compreso tra il 9 giugno e il 31 agosto 2008. E’ possibile richiedere più volumi contemporaneamente (esclusi i fumetti e riviste), ma per veder conteggiato il libro letto ai fini del Concorso è necessario riportare la Scheda Libro che verrà consegnata a richiesta dalla Biblioteca per ogni libro prestato. E’ inoltre possibile veder conteggiato quanto letto ai fini del concorso semplicemente “postalizzando” un suo commento - anche molto semplice - sul sito http://www.concorsolettura.blogspot.com/ - seguendo le semplici istruzioni presenti nella pagina principale; questa forma innovativa di partecipazione, permetterà di poter condividere con gli altri utenti web della Biblioteca - indipendentemente dal Concorso - le proprie impressioni su quanto letto.
Entro quando è necessario riconsegnare le Schede Libro?
In forma cartacea o elettronica le Schede dovranno pervenire alla Biblioteca entro e non oltre il 10 settembre 2008.

Cosa posso vincere?
I primi tre classificati delle due categorie sopra indicate - che avranno fatto pervenire presso la Biblioteca il maggior numero di schede in forma cartacea o elettronica (minimo cinque) - verranno premiati con i seguenti premi in denaro:

  • 1° Classificato Euro 50,00
  • 2° Classificato Euro 30,00
  • 3° Classificato Euro 20,00

La consegna dei premi avverrà nel corso di un’apposita festa di premiazione che si terrà nel mese di settembre.

Immergiti in un libro … e Buona Lettura a tutti!

Ceresara e la Iª Guerra di Indipendenza

Il 1848 fu, per molti paesi d’Europa l’anno della rivoluzione. Nei paesi occupati da eserciti stranieri o governati da regimi assolutistici (come gli Stati italiani, l’Ungheria, la Polonia e l’Austria) gli insorti chiesero maggiore libertà, una Costituzione e l’Indipendenza.
In Italia, i moti di Palermo e dell’intera Sicilia avevano preceduto le altre rivoluzioni europee, ma il movimento rivoluzionario acquistò maggiore forza e importanza quando l’insurrezione si estese al Lombardo-Veneto dove assunse il carattere di lotta per l’indipendenza nazionale e per l’Unità d’Italia.
A seguito di queste insurrezioni le truppe austriache, comandate dal maresciallo Radetzky, dovettero rifugiarsi nelle fortezze del Quadrilatero, un sistema di fortificazioni che comprendeva Mantova, Peschiera, Legnago e Verona.
Anche se presi alla sprovvista dalla vastità dei moti popolari ed obbligati ad abbandonare molte città, gli austriaci non erano ancora sconfitti.
Per batterli definitivamente era necessario l’intervento di un esercito. Per questo, appelli insistenti vennero rivolti al re del Piemonte Carlo Alberto che, dopo molte esitazioni, si decise a dichiarare guerra all’Austria.
Inizialmente, i piemontesi e gli alleati riuscirono a sbarrare agli austriaci la via verso il Brennero, ad impedire loro i contatti con Vienna e ad assediare Peschiera. Un corpo di spedizione austriaco riuscì tuttavia ad attraversare il Veneto e a congiungersi con le truppe del Radel Radetzky di stanza a Mantova.
Radezky tentò allora di uscire dalla città per sorprendere i piemontesi alle spalle ma fu fermato il 29 maggio dall’eroica resistenza, a Curtatone e Montanara, dei volontari toscani.
Carlo Alberto potè quindi fronteggiare gli austriaci e sconfiggerli nei giorni successivi il 30 maggio a Goito.
Relativamente alla Battaglia di Goito il territorio di Ceresara giocò un ruolo non secondario per il positivo esito da parte piemontese del combattimento.
Si riporta un estratto della relazione della Battaglia che riguarda il nostro territorio redatta dal Generale Bava, estrapolata dal volume “Memorie e osservazioni sulla Guerra dell’Indipendenza d’Italia nel 1848”, pubblicato a Torino nel 1849 e conservato presso la Biblioteca dell’Università statunitense di Harvard.

“Nella giornata del 28 maggio il marchese Passalacqua […], fece giungere avviso al barone Bava […] che una forza nemica con artiglieria e cavalleria, sortita la sera del 27 da Verona, era giunta quel mattino ad Isola della Scala e si dirigeva verso Mantova: verso le tre pomeridiane dello stesso giorno il prefato generale annunziava che per più rapporti gli veniva indicato che il feld maresciallo Radetzky e molti principi austriaci erano in marcia colle colonne, lo che dava a divedere l’intenzione di volere, colle forze loro riunite, abbattere il corpo dei Toscani accampato a Curtatone e Montanara, impadronirsi della guarnigione di Goito, distruggere quel ponte, come pure gli altri di Borghetto e Monzambano, devastare i nostro magazzini, spargere l’allarme alle nostre spalle, e finalmente rifornir di viveri la piazza di Peschiera, per la riva destra del Mincio.Premurosamente feci pervenire avviso nella notte del 28 al generale toscano di ciò che occorreva, gli ordinai di prendere le sue disposizioni di difesa, di fare sorvegliare il corso del Mincio e non venir preso alle spalle […].Mi avviai pertanto il 29 all’alba […]. Giunsi a Goito sul mezzodì […]. Nella sera […] giungeva la spiacente notizia che i Toscani erano stati disfatti, a malgrado di una bellissima difesa. Disposi allora perchè i medesimi dovessero andare a riordinarsi al più presto sullo stradale per Brescia, ed io, sapendo che sarei stato appoggiato dalle brigate granatieri Guardie e Aosta, mi avviai nel mattino del 30 sopra Goito […]. Arrivato, piazzai le truppe in addietro di Goito, sulla dritta della grande strada da Brescia a Goito, ed addietro della traversa che conduce a Ceresara, e feci occupare fortemente il bel plateau che sta addietro ed alla sinistra di Goito […]. Le nostre truppe serenavano al di là del campo di battaglia il nemico passava la notte occupato nel praticare feritoie nelle case di Sacca, Cagliara, Caigole e Santa Maria, come sulle cascine che stavano sulla sua fronte tagliando le strade ed abbattendo alberi pel buon tratto di circa tre miglia, onde formarsi delle barricate. Una pioggia sopravvenuta e che dirottamente continuò senza interruzione pendente le due successive giornate rese i terreni siffattamente impraticabili ed allagati, che il soldato nostro dovette passare le notti allo scoperto senza potersi coricare, si fece impossibile ogni marcia, e quindi fu forza il ritardare l’inseguimento del nemico, che profittò di questo intervallo per ben fortificarsi nelle sue posizioni.Da ciò protetto, egli potè impunemente la sua sinistra fino a Ceresara, e spingere oltre sulla riva sinistra dell’Oglio alcuni usseri ed ulani, i quali commisero ogni disordine e depredazione, gettando lo spavento nelle popolazioni. Il tempo essendosi ristabilito nella sera del 3, Sua Maestà ordinò che nel mattino seguente si dovesse contenere l’ala destra nemica con tre brigate e molte artiglierie, che si sforzasse il centro con forze di attacco superiori, e che per la strada di Gazzoldo, Solarolo e Ceresara un corpo imponente guidato da Sua Altezza Reale il duca di Savoia dovesse cercare di tagliar l’ala sinistra, così evitando le perdite di un attacco di fronte sopra posizioni messe in buona difesa […]. L’armata, con Sua Maestà in testa di colonna, inseguì il nemico fino a Curtatone che trovò evacuato, e lungo il cammino si ebbero a scorgere dolorose vestigia di rapina e distruzione.Nella sera l’armata prese posizione a Rivalta, e tornò nel dimane a Goito, pronta ad operare sull’una o l’altra riva del Mincio.”

Una gita a Fiesole ...

Adagiata su un colle che domina il fiume Arno e il torrente Mugnone, autentico balcone panoramico sulla città di Firenze, andiamo a conoscere Fiesole, località di origine etrusca fondata verso il V secolo a.C. Fu alleata di Roma nella battaglia contro Annibale, per poi diventarne nemica durante la guerra sociale nel corso della quale venne quasi interamente distrutta da Porzio Catone nel 90 a.C.. Furono i veterani di Silla a farla risorgere dotandola di Campidoglio, foro, templi, teatro e terme di cui oggi si conservano significative vestigia all’interno dell’area archeologica. Al termine di un lungo assedio Fiesole venne conquistata da Firenze nel 1125 e da allora seguì perennemente le sorti della gloriosa città medicea. La nostra visita inizia da piazza Nino da Fiesole, autentico cuore del tessuto urbano fiesolano, sulla quale prospettano molti edifici di interesse storico e artistico. All’ingresso si trova l’imponente Seminario, realizzato nel 1657 con rifacimenti successivi, che presenta un oratorio impreziosito da una grande pala in terracotta della bottega di Giovanni della Robbia. A destra del Seminario si trova il Palazzo Vescovile, risalente all’XI secolo, successivamente modificato con la facciata attuale del 1675. All’interno, nella cappella privata del Vescovo, si possono ammirare affreschi della scuola del Ghirlandaio. Di fronte al Palazzo Vescovile si erge il Duomo intitolato a San Romolo, edificato nell’XI secolo, con ampliamenti nel XIII e nel XIV. Nel XIX secolo subì un importante restauro con ricostruzione della facciata. L’adiacente campanile, alto 42 metri, presenta una caratteristica forma di torre con coronamento a merlatura aggettante. L’edificio presenta pianta basilicale con copertura a capriate di legno, a tre navate, divise da arcate a tutto sesto poggianti su colonne con capitelli scolpiti a motivi floreali. Due rampe di scale laterali conducono al presbiterio rialzato dove si trovano la cattedra episcopale, il coro ligneo e l’altare maggiore, sormontato da un pregevole polittico quattrocentesco di Bicci di Lorenzo. Il catino dell’abside è affrescato con dieci scene della vita di San Romolo, opera cinquecentesca di Nicodemo Ferrucci. Nella parte destra del presbiterio possiamo ammirare la Cappella Salutati, affrescata da Cosimo Rosselli con figure degli evangelisti nella volta e i santi Leonardo e Giovanni Battista nelle pareti laterali.Sempre alle pareti spiccano il busto del vescovo Salutati e un dossale con Madonna, bambino e santi, entrambi scolpiti dallo scultore Nino da Fiesole. Nella cappella del Sacramento si trova una tavola della scuola del Ghirlandaio con storie dalla vita di San Romolo mentre al di sopra del portale mediano è posizionata una statua del Patrono in terracotta policroma di Giovanni della Robbia datata 1521. All’uscita dalla cattedrale, sulla sinistra, chiude la piazza il caratteristico Palazzo Pretorio, oggi sede municipale, edificio trecentesco con modifiche quattrocentesche, che presenta un portico con sovrastante loggia su cui sono murati numerosi stemmi marmorei dei vari podestà che si sono succeduti nel tempo. Accanto al Palazzo Pretorio sorge la chiesa di Santa Maria Primerana che merita una visita per un grande crocifisso su tavola di Bonaccorso di Cino (XIV sec.), due bassorilievi in marmo di Francesco da Sangallo (XVI sec.), affreschi con storie della Vergine di Nicolò di Pietro Gerini e un crocefisso con Madonna, San Giovanni, Maddalena e angeli, in terracotta invetriata di Andrea della Robbia (XVI sec.). Una breve quanto impegnativa salita ci conduce alla sommità del colle fiesolano, dove sorgeva l’antica acropoli, per visitare il Convento di San Francesco. Si tratta di un complesso di grande valore artistico, con la chiesa del XIV secolo che annovera grandi tavole pittoriche quattrocentesche fra le quali ricordiamo l’Annunciazione di Raffaellino del Garbo, l’Adorazione dei Magi di Cosimo Rosselli, la Crocifissione di Neri di Bicci. Vicino alla Sagrestia si trova un minuscolo chiostro quattrocentesco, con dipinto murale raffigurante il Santo predicante agli uccelli da cui si scende nel museo missionario francescano, diviso in tre sezioni: etrusca, egiziana, cinese. A destra della chiesa si accede ad altri due chiostri del XIV e XV secolo; sul primo prospetta il dormitorio abitato da San Bernardino da Siena, superiore del convento per un buon periodo. Affrontiamo adesso la discesa che ci porta verso Firenze per raggiungere il complesso monastico di San Domenico, eretto nel 1406 su un preesistente edificio duecentesco. La chiesa, oggi di impronta settecentesca, è preceduta da un ampio porticato, e conserva al suo interno pregevoli opere rinascimentali tra cui spicca la mirabile pala del Beato Angelico raffigurante Madonna con bambino, angeli e santi del 1425. Di grande valore è pure lo splendido tabernacolo in legno dorato con statue di santi dominicani, completato nel 1617 da Andrea Balatri, cosi come la grande Annunciazione di Jacopo da Empoli, datata 1615. L’annesso oratorio di San Donato di Scozia presenta un crocefisso ligneo del XIII secolo, mentre la Sagrestia, del XVI, è arredata da eleganti armadi intarsiati. Negli ambienti conventuali meritano attenzione la Sala Capitolare con due affreschi del Beato Angelico, l’antico Refettorio con una copia dell’Ultima Cena ed il Chiostro Grande, eretto alla fine del ‘600. A poca distanza da San Domenico sorge l’inconfondibile struttura della Badia Fiesolana che fu cattedrale di Fiesole fino al 1028.Cosimo il Vecchio volle finanziare il recupero e l’ampliamento della Badia sfruttando un vecchio progetto del Brunelleschi, che era morto dieci anni prima. La facciata, rimasta incompiuta in seguito alla scomparsa di Cosimo il Vecchio, conserva la parte marmorea bianca e verde con disegni geometrici analoghi a quelli della facciata di San Miniato a Firenze. L’interno, ad unica navata, con cappelle laterali e relativi altari cinquecenteschi e transetto sopraelevato, custodisce una Crocifissione di Bernardino Campi, un affresco con Annunciazione della bottega di Raffaellino del Garbo, un quattrocentesco lavabo marmoreo di Gregorio di Lorenzo, un rilievo con Madonna e bambino della scuola di Jacopo della Quercia. A destra della chiesa si trova l’ingrasso dell’ex convento che, restaurato dai padri Scolopi, ospita l’Istituto Universitario Europeo. Oltre al chiostro rinascimentale meritano particolare attenzione la Sala Capitolare decorata con affreschi quattrocenteschi, l’antirefettorio con lavabo in pietra serena e affresco con stemma mediceo, il Refettorio, attuale sala conferenze, con pulpito in pietra, opera del fiesolano Pietro di Cecco e un grande affresco di Giovanni di San Giovanni, datato 1629, raffigurante il Cristo nutrito dagli angeli.

L’inviato speciale

Grest 2008 ...

“ApritiSesamo" è il titolo che quest’anno accompagnerà bambini e ragazzi del Grest di Ceresara. Il tema che intende proporre è quello della città come luogo privilegiato per le relazioni interpersonali. Semplice ma efficace il motto "chi trova un amico, trova un tesoro!" Il Grest si pone come servizio alle famiglie che hanno la necessità di trovare una proposta educativa per i propri figli anche nel periodo estivo. In oratorio i ragazzi trovano l’opportunità di incontrare ragazzi di età diverse e, altresì, adulti dei quali possono diventare amici. La struttura delle giornate e della settimana permette di offrire una serie di attività e di proposte che impegnano il tempo, lasciando libero il cuore di incontrare gli altri, di fare qualcosa insieme, di scoprirsi vicini, prossimi gli uni gli altri. È nel Grest che si compie la "magia" dell’Apritisesamo: ci si può aprire gli uni gli altri in un contesto con una forte valenza educativa come lo è l’oratorio.
Insomma … gite, giochi, piscina, canti, balli, spettacoli, ma soprattutto tantissimo divertimento nello stare insieme. Non mancate!
Gli Animatori

Open Day 2008 della Biblioteca

Come ormai tradizione l’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia ha promosso l’Open Day delle Biblioteche lombarde, sulla scorta delle positive esperienze degli anni precedenti, abbinandolo quest’anno alle altre manifestazioni culturali promosse dalla regione “Una notte al museo” e “Oltre il palcoscenico”. L’iniziativa - che quest’anno si è svolta domenica 18 maggio - aveva lo scopo di garantire per la giornata festiva l’apertura delle biblioteche della regione al fine di poterne presentare i servizi con particolare riferimento ad utenti nuovi e potenziali. La nostra Biblioteca ha aderito anche quest’anno - insieme ad una trentina di altre biblioteche mantovane - all’invito che ci è pervenuto dalla Regione tramite la Provincia di Mantova che coordina i servizi bibliotecari per il nostro territorio. Durante l’orario di apertura i Volontari sono stati come sempre a disposizione delle cittadinanza per illustrare tutti i servizi della Biblioteca, con particolare riferimento a quelli più innovativi (come ad esempio la possibilità di accedere direttamente dalla struttura ad alcuni servizi della Regione Lombardia tramite la Carta Regionale dei Servizi) … ma anche per fare quattro chiacchiere. Durante la giornata è stato inoltre possibile accedere al progetto “Oggi faccio il bibliotecario” dove alcuni bambini e ragazzi si sono cimentati a mettersi al posto del Professor Mangeri per comprendere come funziona il processo del prestito e a consigliare qualche libro agli altri utenti. E’ stata sicuramente una giornata positiva che porterà sicuramente i suoi frutti e l’appuntamento regionale con l’Open Day sarà sicuramente riconfermato anche per il prossimo anno.
Il Gruppo Volontari Biblioteca

BiblioSì: Firmino ...

In una Boston fredda e inospitale, popolata da vecchi ubriachi e uomini in cerca di facili passatempi, l’unico rifugio per la giovane e indifesa Flo, è lo scantinato di un affollato negozio. Il tepore che proviene da laggiù calma i suoi tremori, e la carta che contiene in abbondanza placa il suo proverbiale appetito ... Flo è la madre di Firmino e dei suoi dodici fratelli. L’unico posto sicuro che ha trovato per mettere al mondo la sua nidiata di topini sono gli scaffali di un’enorme libreria abbandonata, che funge da giaciglio per la notte e anche, sempre più spesso, da prima colazione. Si era già visto il mondo attraverso gli occhi di un topo, soprattutto nei fumetti (non solo quelli destinati ai bambini), ma questa volta ci si trova di fronte a una storia molto più complessa: un vero e proprio romanzo di formazione che vede il povero Firmino intento nell’impresa di conoscere il mondo. Ma un topo nato e cresciuto tra i grandi maestri della letteratura mondiale ha un solo strumento per interpretare la realtà, cioè la fantasia. Fuori dalla sua tana, alla scoperta del mondo, Firmino può finalmente mettere la letteratura alla prova dei fatti. Le donne di Lawrence, le paure di Anna Frank, il mondo intero di Oliver Twist si sgretolano di fronte a una realtà difficile e crudele, dove le immagini incantevoli legate alla lettura lasciano il posto agli incubi di una vita di stenti. Firmino osserva e sogna, cercando fuori dagli scaffali tutta la fascinazione che lo ha nutrito durante l’infanzia e trovandosi alla fine al cospetto della più grande fantasmagoria del secolo passato: il cinema. I protagonisti di questo delicatissimo romanzo di Sam Savage, uno stupefacente autore esordiente, non sono i libri, come potrebbe sembrare, e neanche il cinema, come si direbbe inoltrandosi nella lettura, ma è quel lento, magico processo di nutrimento culturale che, attraverso le parole e le immagini, alimenta il nostro spirito. Una ricerca incessante di senso che riguarda tutti i piccoli curiosi roditori del mondo: voraci come topi, insaziabili, spesso invisibili. Nelle oscure cantine delle nostre città un esercito di piccoli pensatori divora le idee del mondo. Tutti quelli che, come il nostro Firmino, ogni giorno affrontano la prova decisiva con loro stessi, con la loro immagine, con il disincanto e la disillusione. Firmino coglie fino in fondo tutte le occasioni che la vita gli offre, senza rendersi conto, alla fine, di essere diventato per noi lettori come uno dei personaggi letterari che hanno popolato la sua vita.

Il nostro viaggio ...

E' il venti febbraio, la maestra ci dice di fare un testo sull’ambiente, per partecipare ad un concorso. Abbiamo scritto tutti, alcuni sui fiori, sul vento, le nuvole, gli alberi … Il diciotto aprile gli organizzatori hanno chiamato la maestra Barbara e le hanno detto che avevamo vinto un viaggio a Roma, subito non ci credevo, ma poi quando hanno detto che il vincitore singolo era Andrea, lei si è emozionata tantissimo. La maestra è corsa in classe e ha detto che ci doveva dare una bella notizia, ma noi abbiamo pensato che non ci fosse la verifica (perché quello stesso giorno avevamo la verifica di geografia) allora Barbara ci ha detto che avevamo vinto un viaggio, per giunta gratis, a Roma programmato per il 9-10-11 Maggio. Eravamo tutti emozionantissimi e contentissimi e non vedevamo l’ora di partire, pensavamo a come sarebbe stato il viaggio a cosa avremmo visto, una gran confusione di sentimenti, e la verifica? Mentre Barbara comunicava la notizia a Paola e agli altri colleghi e al Dirigente, le nostre bidelle ci hanno aiutati a rispondere ad alcune domande. Che confusione!!! Due giorni prima della partenza le maestre ci hanno consegnato il programma e alcune informazioni su quello che avremmo visto. Venerdì nove maggio alla mattina molto presto è arrivato il pullman e tutti eravamo agitati ed emozionati ed abbiamo caricato le valigie nel portabagagli e siamo saliti. A Parma ci siamo fermati a prendere una classe della Scuola Secondaria di Primo Grado, anche loro vincitori ma della categoria manifesti. Alle quindici siamo arrivati all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma. Arrivati là siamo stati premiati da Lorena Bianchetti, la presentatrice di Domenica In … Dopo la premiazione l’autista ci ha portato a fare un giro per Roma. Siamo infine partiti per arrivare all’albergo Domus Relax di Capodimonte sul Lago di Bolsena dove siamo arrivati alla sera alle 9. Ci hanno dato le camere, abbiamo sistemato le valigie e siamo scesi per la cena, e a mezzanotte circa siamo andati a letto. Quante risate … al mattino presto le maestre sono passate a svegliarci, poi siamo scesi per fare colazione, poi ci siamo lavati i denti e abbiamo preso il pranzo al sacco che il personale dell’hotel ci aveva preparato. Siamo partiti e abbiamo raggiunto Tuscania con il pullman. La prima cosa che abbiamo visto è stata la necropoli etrusca, dove siamo entrati in una grande sala sotterranea e successivamente ci siamo recati al museo dove c’erano tutti gli oggetti e i corredi funerari, divisi per famiglia, trovati all’interno delle varie stanze della necropoli. Per mangiare, ci siamo fermati nel grande Parco Archeologico di Vulci vicino ad un piccolo laghetto dove hanno girato alcuni film. Dopo lo spuntino, sempre in quel parco abbiamo visto e abbiamo camminato su una antica via romana e abbiamo visitato, negli scavi, le porte di accesso all’abitato, un tempio e una casa di origine romana con i mosaici. Poi siamo entrati nella biglietteria, emporio del parco, dove vendevano souvenir. Da lì, col pullman, abbiamo raggiunto un borgo particolare: Civita di Bagnoregio, dove abbiamo percorso un ponte sopraelevato e una passerella lunga alcune centinaia di metri perché, a causa dell’erosione, non ci sono strade per arrivarci. Avevamo tutti molta paura di attraversarlo perché soffiava un vento molto forte e temevamo che ci portasse via Claudia … ma lo spettacolo da lì era magnifico. Quel paesino era un piccolo gioiello. Questo borgo è costruito nel tufo, sospeso nel vuoto e circondato da alberi e cespugli e appare misterioso e fiabesco. L’ultima sera del programma era prevista la serata di conoscenza delle classi partecipanti e dei luoghi di conoscenza e noi per l’occasione avevamo preparato qualcosa di speciale che il maestro Cristian ci aveva insegnato nell’ora di musica. Pazienza, noi siamo … Noi! Chiacchieroni! Spontanei, simpatici, fantasiosi, le maestre dicono speciali. Ma eravamo molto stanchi e dopo essere stati al parco giochi, davanti all’albergo siamo andati a letto. Domenica presto ci siamo svegliati e vestiti per scendere a far colazione e di seguito per partecipare alla Santa Messa in una sala dell’hotel. Nella tarda mattinata abbiamo fatto una escursione in battello sul Lago di Bolsena e abbiamo visto le isole Bisentina e Martana, successivamente abbiamo visitato il paese di Capodimonte e siamo rientrati a pranzo in hotel. Più tardi abbiamo salutato gli organizzatori della manifestazione e il personale dell’albergo e con molta tristezza a malincuore abbiamo lasciato quei luoghi intraprendendo il viaggio verso casa. Questo viaggio è stato indimenticabile. Uno dei più belli, divertenti ed emozionanti, vissuto con molta gioia, intensità e soprattutto tra amici.

La classe Vª
Testo vincitore del Concorso “Ci vuole un fiore …”
Il Vento
Io sono il vento, soffio, soffio a più non posso, soffio dappertutto e non mi stanco mai. Quando c’è caldo soffio forte per rinfrescare tutti, ma delle volte, quando ho la luna storta, soffio ancora più forte e combino dei grossi guai. Alla mattina presto soffio un po’ e intanto mi sposto da una parte all’altra e guardo il panorama dall’alto e sss soffio un po’ giù e su e guardo tutte le strade e non smetto mai di sbuffare. Se il cielo è limpido vedo dei bambini che giocano insieme a palla, corrono, saltano e mi diverto con loro.Quando viene notte mi sento solo: niente uccellini che cinguettano, niente bambini che giocano. Io giro un po’ per la città da solo e mi riposo lasciando una piccola brezza. Che bello c’è il sole, i bambini salutano le mamme e vanno a scuola e io soffio e li spingo dentro la scuola. Sbuffo per tutto il paese, asciugo i panni stesi, sollevo la sabbia del deserto. Io soffio dappertutto da sinistra a destra, da sotto in su … A me piace soffiare anche se faccio sempre le stesse cose … Soffio, soffio e basta, se la mia vita è così io sono felice e dall’alto vedo tutto: a me interessa solo che quelli che sono giù siano sempre felici. Se non ci fossi io che vita sarebbe …

Convivio a Palazzo - La Compagnia delle Torri


In occasione della Settimana dello Sport, domenica 15 giugno presso il Campo Sportivo Parrocchiale - durante la giornata dedicata all’atletica – in collaborazione con il gruppo Atletica A.V.I.S. Ceresara la Compagnia delle Torri ha organizzato la dimostrazione di alcuni giochi antichi inseriti nel programma e nella coreografia della Festa “Convivio a Palazzo” che si terrà presso Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago il 13 e 14 settembre prossimo.
Scopo fondamentale della dimostrazione è quello di promuovere tra la popolazione la manifestazione e di aggregare il maggior numero possibile di persone disponibili a partecipare ai giochi che si terranno nel corso di domenica 14 settembre a San Martino nel contesto della festa medievale/rinascimentale.
L’idea è quella di organizzare la prima edizione del Palio di Ceresara.
Si vorrebbero organizzare alcuni gruppi (squadre composte da uomini, donne, bambini e ragazzi) – comandati da un Capitano – corrispondenti grossomodo alle “Contrade” del paese:
  • Borgo Castello;
  • Borgo Mulino;
  • Borghi della Marchionale;
  • San Martino;
  • Villa Cappella

(aumentabili a sei)

La Compagnia delle Torri invita tutta la cittadinanza a partecipare alle riunioni che si tengono settimanalmente il lunedì sera presso i locali sopra la Biblioteca Civica: in queste riunioni si raccolgono le adesioni per le attività di preparazione della manifestazione che si tengono al sabato presso Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago.
Per maggiori informazioni è possibile contattare i seguenti numeri:

3394476922 – 339371337

Vi aspettiamo numerosi e sentitevi coinvolti: la Compagnia delle Torri siete voi!

La Compagnia delle Torri

Il Coro Parrocchiale

Lo stupendo gruppo che forma il Coro Parrocchiale della S.S. Trinità di Ceresara inizia a formarsi una decina di anni fa, dopo la scomparsa del Maestro Bruno Bertoni, che ha lasciato afona la nostra chiesa. Il servizio principale che svolge il coro è quello di animare la Santa Messa domenicale, nel corso degli anni si è iniziato ad organizzare il Concerto di Natale e per un paio d’anni abbiamo organizzato un presepio vivente che cantando percorreva le vie del paese. Col passare del tempo bambini, giovani, mamme, papà e nonni si sono aggregati a questo gruppo, ed ora tra cantanti, chitarristi e tastierista siamo circa in 40!!! La gioia di stare insieme per svolgere il nostro servizio alla comunità cristiana ceresarese guidati dal motto “chi canta prega due volte” ci ha portato ad essere ospiti di Villa Carpaneda dove siamo stati accolti in modo superbo e dove abbiamo potuto esibirci in un concerto di un’ora che mai ci dimenticheremo! In oltre abbiamo avuto il piacere di animare la giornata della fondatrice delle Suore Sacramentine, la Beata Gertrude Comensoli, presso la casa madre a Bergamo. Poi in più occasioni abbiamo cantato durante la celebrazione di vari matrimoni sia nella nostra parrochia che fuori. Chi canta, chi suona, chi dirige … la gioia di poter condividere esperienze che non dimenticheremo è uno dei punti forza di questo gruppo che in chiesa come fuori si impegna ad annunciare la parola di Dio e rendere un servizio alla comunità … dimostrando come anche l’età non conta!!! Il nostro repertorio che cerchiamo di rinnovare ogni anno, prevede, accanto a brani tradizionali e latini, anche canzoni inglesi e spagnole e i gospel che attualmente ci hanno dato parecchie soddisfazioni!! Permettendoci di arrivare al primo posto alla corrida de Sarida tenutasi il 3 maggio, sbaragliando i 18 altrettanto bravissimi concorrenti!!!!

A Tavola con "La Zucca"

Ravioli rustici ai funghi











Ingredienti:
Per il ripieno
400 gr. di salsiccia;
150 gr. di stracchino;
120 gr. di pecorino;
Scalogno, salvia, prezzemolo, timo, burro.
Per il sugo
250 gr. di champignon;
15 gr. di funghi secchi;
Alloro, sedano, carota, cipolla, aglio, farina, brodo vegetale, vino bianco secco, olio d’oliva, sale e pepe.
Per la pasta (6 persone)
400 gr. di farina;
250 gr. di patate lesse;
2 uova, parmigiano, sale.

Esecuzione:
Per il ripieno: raccogliete in una ciotola lo stracchino, la salamella sbriciolata e il pecorino grattugiato. Aggiungete un cucchiaio di trito aromatico e uno scalogno tritato e rosolato nel burro e amalgamate il tutto.
Per il sugo: saltate i champignon tagliati con un po’ di olio, gli aromi tritati e una foglia di alloro. Aggiungete i funghi porcini prima ammollo in acqua tiepida, strizzateli e tritateli grossolanamente in un cucchiaio con la farina. Aggiungete un dito di vino, due mestoli di brodo, sale, pepe. Coprite e fate bollire il sugo ottenuto a fuoco medio per 20 minuti.
Per la pasta: sbucciate le patate lesse calde, facendole cadere sulla farina raccolta spianatoia, quindi impastatele con le uova, il sale e un cucchiaio di parmigiano grattugiato. Stendete la pasta con tre millimetri di spessore, tagliatela a larghe striscie e distribuite il ripieno deponendolo in mucchietti ugualmente distanziati. Coprite il tutto con il lembo di pasta libero tagliate i ravioloni con il tagliapasta dentellato. Lessate i ravioli, conditeli con il sugo cospargeteli con abbondante parmigiano.

Pollo marinato con salsa di limone











Ingredienti:
Una cipolla;
Uno spicchio d’aglio;
La scorza grattugiata di un limone;
Marsala secco;
50 gr. di burro;
Una manciata di salvia;
Un pollo di circa due Kg.

Esecuzione:
Strofinate il pollo con il limone. Fate sciogliere il burro e mettete una trito di cipolla e aglio. Fate rosolare il pollo in tutte le sue parti, versate il marsala, il limone grattugiato e la salvia. Cuocete a fuoco moderato per 45 minuti e servite caldo.
Lonza alle mele












Ingredienti:
1 Kg di lonza;
4 mele;
3 arance;
3 foglie di alloro;
3 bacche di ginepro;
3 cucchiai di olio di oliva;
30 gr. di burro;
Mezzo bicchiere di gin;
Sale.

Esecuzione:
Lavate un’arancia e sbucciatela. Tagliate la buccia a julienne e scottatela per due minuti.
Pelate le arance e lavate le mele. Lasciatene due intere e tagliatene una a metà e una a quarti. In una casseruola scolate l’olio e unitevi l’alloro e le bacche di ginepro, adagiatevi la lonza e fatela colorire. Fate saltare e spruzzate con il gin.
Unite la frutta e coprite con un foglio d’alluminio e infornate a 200 gradi per 20 minuti.
Togliete dal forno e schiacciate le arance. Unite le scorrette e infornate per altri 40 minuti. Lasciate raffreddare e tagliate. Servite freddo con il fondo di cottura.
Torta gateau












Ingredienti (per sei tortine):
600 gr. di farina bianca;
100 gr. di strutto;
100 ml di vino bianco;
175 ml di acqua frizzante;
Un cucchiaino di sale;
Un cucchiaino di zucchero;
Due mele tagliate a fettine sottili;
Cannella, burro.
Esecuzione:
Mescolate la farina e lo strutto, e in seguito aggiungete il vino, l’acqua, il sale e lo zucchero e fate assorbire. Dividete la pasta in sei panetti, che dovranno essere stesi a forma di un sottile cerchio. Zuccherate, spargete un po’ di farina e aggiungete le mele e un po’ di cannella. Cuocete a 200 gradi per 20 minuti. Quando sono quasi cotte spargete qualche fiocchetto di burro e un po’ di zucchero.