Per celebrare il Millennio di fondazione della Abbazia benedettina di San Benedetto Po a Mantova sono state allestite tre mostre che presentano la figura della Grancontessa (1046 – 1115) come un personaggio chiave dell’Alto Medioevo nelle tormentate vicende delle “Lotte per l’Investitura” tra Papato e Impero, tra il Papa Gregorio VII e l’Imperatore Enrico IV. Il suo feudo che andava da Roma al Lago di Garda ha svolto un ruolo di primaria importanza nel cuore della pianura del Po e lungo l’Appennino, poiché era un territorio di transito per le complicate vicende italiane, e intorno al suo castello di Canossa sono state scritte pagine memorabili di storia. Le tre manifestazioni culturali aperte in contemporanea, ruotano intorno a Matilde ed in particolare:
a) – La mostra presso la casa del Mantegna espone documenti, mappe, simboli del potere imperiale ed ecclesiastico, reperti archeologici mai esposti prima, raffigurazioni del mondo medioevale, oggetti di uso rurale, altri oggetti carichi di valore simbolico ed opere d’arte. E’ l’esposizione più ricca e completa che intende essere il punto di riferimento a tutte le manifestazioni e nella fase inaugurale è stata contornata da una folcloristica parata di figuranti in costume.
b) – Nella seconda rassegna a San Benedetto Po presso il refettorio del chiostro di San Simeone sono esposti interessanti documenti autografi che riguardano i donativi e i lasciti di Matilde al monastero del Polirone: la “Montecassino del Nord”. Matilde lo ha reso celebre e potente e ne ha fatto uno dei capisaldi della riforma gregoriana inserendolo nella grande rete delle abbazie cluniacensi e per 40 anni ha costantemente favorito il suo sviluppo culturale. Lo aveva scelto come luogo della sua sepoltura e lo è stato fino al 1633, quando per volontà del Papa Urbano VIII, è stata collocata in San Pietro. Unica donna insieme alla regina Cristina di Svezia ad avere questo privilegio con una tomba del Bernini che la definisce: “Onore e Gloria d’Italia”. I 120 reperti messi in mostra intendono anche promuovere l’immagine del paese, facendo conoscere la sua storia millenaria scandita dalla meritoria presenza dei Benedettini che sul territorio hanno favorito anche lo sviluppo civile ed economico.
c) – La terza esposizione è collocata presso il Museo diocesano di Piazza Virgiliana dove si è messo in risalto la figura di San Anselmo da Baggio, Vescovo e Patrono di Mantova, personaggio venerato, ma poco conosciuto. Era nipote del Papa Alessandro II e fu eletto vescovo di Lucca, ma rifiutò la nomina rifiutando di ricevere dall’Imperatore Enrico IV le “regalie” dovute al suo ufficio come dipendente imperiale. Per il suo forte sostegno al movimento riformatore della Chiesa, nel 1081 venne esiliato dall’Imperatore e si ritirò come monaco nell’abbazia di San Benedetto in Polirone. Svolse la sua funzione di consigliere e confessore di Matilde che seguiva in tutti i suoi spostamenti e morì a Mantova nel 1086. Fu sepolto in Duomo e divenne protettore della città.