venerdì 12 dicembre 2008

In bici sulle orme dei pellegrini

Da Ceresara a Roma

Dopo il pellegrinaggio a Santiago di Compostela gli indomiti ciclisti ceresaresi Walter Ghizzi, Gian Paolo Oneda e Lino Giuradei questa volta hanno ripercorso parte della via Francigena, attraversando l'Emilia e la Toscana, fino ad arrivare a Roma, in un'ideale continuazione, sulle orme dei cavalieri templari, di un avventura che Walter dipinge come "un’occasione unica, un pellegrinaggio autentico, una fatica che abbiamo affrontato con il sorriso anche senza avere nessuna grazia particolare da chiedere". I nostri compaesani sono partiti la mattina del 7 giugno da Piazza Castello, e la loro prima destinazione era Berceto. Dopo aver fatto tappa a Casalmaggiore e a Parma è iniziata, in corrispondenza con la Cisa, la "vera" via Francigena che, come ci ricorda Walter, "è ancora decisamente sentita, dato che, dopo il Giubileo del 2000, al percorso sono stati apportati diversi miglioramenti. Ad esempio, la nostra prima sistemazione per la notte è stata in una casa cantoniera, adibita a ostello, proprio dal periodo del Giubileo". Il tratto successivo del percorso, "durante il quale abbiamo potuto ammirare alcuni borghi incantevoli, come quello di Filetto", si è concluso a Lucca. Nei dintorni della città toscana si è scatenato un violento temporale, "dal quale ci siamo riparati sotto la pensilina di un bar". Dopo Lucca il pellegrino entra sulla Via Cassia, il cui percorso originale sarebbe su un ciottolato, strada fin troppo accidentata per le ruote di una bicicletta, sorride Walter: "abbiamo quindi optato per percorsi alternativi, ma non per questo meno suggestivi. Basti pensare alla tappa successiva, San Gimignano, che avevo già visitato in modo più tradizionale, ovvero arrivando in automobile. Ma in bicicletta la sensazione è ben diversa: il cosiddetto borgo del tufo è semplicemente un luogo magico". Ma la fatica non aveva ancora del tutto abbandonato i nostri pellegrini, che si sono diretti immediatamente a Siena, "sotto un sole cocente, affrontando salite con grado di pendenza dal 6 al 10%. Se non altro, abbiamo potuto attraversare in bicicletta Piazza del Campo, senza incorrere in nessun richiamo da parte dei vigili". Dopo essere passati per altri numerosi centri (San Quirico d'Orcia, Buonconvento e Radicofani) nei pressi della famosa Abbazia di Sant'Antimo, "abbiamo passato il confine tra Toscana e Lazio, su un tratto di Francigena in terra battuta che conduceva al lago di Bolsena, per poi fare rotta verso Viterbo". Le condizioni meteorologiche non hanno permesso a Walter, Gian Paolo e Lino di concludere interamente il loro percorso ciclistico, e hanno dovuto infine ripiegare su un'ultima tratta in treno. Una volta giunti nella capitale, il giorno 12 giugno, dopo la foto di rito davanti a San Pietro sono stati ospiti di Padre Marani, gesuita ceresarese che cura i rapporti tra il Vaticano e le Chiese bizantine presso la Santa Sede. "Siamo stati presentati alla congregazione di Padre Marani" ricorda Walter "e una volta che i suoi confratelli hanno capito che eravamo pellegrini recatisi da Mantova a Roma, ci hanno tributato un lungo applauso. Ecco, questo è stata la nostra vera vittoria". Dopo il ritiro del meritato attestato presso l'Ufficio del Pellegrino in Vaticano, i nostri tre eroi hanno preso la via del ritorno, consapevoli di aver raggiunto un nuovo traguardo. Così come aveva fatto parlando del pellegrinaggio a Compostela, Walter consiglia vivamente ad altri cicloamatori di seguirli nelle prossime tappe. Per ogni informazione in merito si può contattare il numero 037687450.