Il nostro trimestrale appuntamento ci porta a Carpi, notevole centro industriale, agricolo e commerciale della pianura modenese che conserva tutt'oggi l'inconfondibile impianto urbanistico a strade ortogonali, tipico del periodo rinascimentale. Nel territorio comunale scavi archeologici ci attestano la presenza di insediamenti umani a partire dall'età del bronzo, mentre da poco sono state localizzate testimonianze di un villaggio villanoviano; successivamente, in epoca romana, il
sito faceva parte della circoscrizione di Mutina. Le prime notizie certe della città risalgono alla metà dell'VIII secolo e corrispondono all'edificazione della chiesa di Santa Maria, attorno alla quale si costituì un borgo fortificato che si ampliò velocemente e divenne possedimento della famiglia Canossa nel X secolo. In seguito appartenne ai Bonacolsi di Mantova all'inizio del XIV secolo prima di passare a Manfredo Pio nel 1327. La signoria dei Pio conobbe il massimo splendore con Alberto III che affidò a Baldassarre Peruzzi l'incarico di ristrutturare numerosi edifici civili e religiosi della città. Nel 1525 tramontò definitivamente la dinastia dei Pio e la città passò sotto il controllo degli Estensi, rimanendovi fino al 1859. Iniziamo la nostra visita da Piazza Garibaldi e percorrendo corso Alberto Pio raggiungiamo il cuore dell'insediamento rinascimentale, ovvero Piazza Martiri, di pianta rettangolare vasta e allungata. Sul lato destro vi prospetta l'imponente mole del castello – palazzo dei Pio, sul lato opposto una lunga e continua sequenza di case porticate denominata Portico Lungo, di epoca quattrocentesca, mentre il lato corto viene chiuso scenograficamente dalla barocca facciata della Cattedrale. Questa, intitolata a Santa Maria Assunta, fu iniziata nel 1514 su progetto del Peruzzi ma venne interrotta nel 1525, ripresa nel 1606 e definitivamente
completata con la cupola e la facciata barocca nel corso del XVIII secolo. L'interno, a tre navate, con transetto e profondo presbiterio, presenta diversi altari decorati con paliotti e ancone in scagliola. Si possono ammirare tele e sculture che vanno dal 1500 al 1700; la Cattedrale è anche dotata di un ricco tesoro composto da oreficerie e paramenti sacri dello stesso periodo. Di fronte al Portico Lungo si trova il variegato complesso del Palazzo dei Pio, formato da edifici di epoca e stile diverso. Il corpo principale presenta una linea classicheggiante, interrotta dalla seicentesca Torre dell'orologio, da cui si accede all'elegante cortile interno; all'angolo settentrionale posto verso la Cattedrale, si trovano il cilindrico bastione dell'Uccelliera del 1480 e la merlata torre di Passerino Bonacolsi risalente al 1320. all'angolo opposto si erge isolato il poderoso torione di Galasso Pio edificato verso la metà del XV secolo, ingentilito da una serie di terracotte e da alti pinnacoli. Dal cortile d'onore si sale al piano nobile che prevede la visita alla sala della Torre dell'orologio, inizio del percorso museale intitolato a Giulio Ferrari. Si prosegue con la sala degli Archivi, il salone dei Mori con affreschi prospettici del 1500, la Cappella affrescata da Bernardino Loschi all'inizio del XVI secolo, con lunette in terracotta invetriata di Andrea della Robbia raffiguranti i quattro Evangelisti. Si passa alla stanza del Forno poi alla stanza della Torre di Passerino con volta a crociera e affreschi e una tavola proveniente dalla bottega del Ghirlandaio, alla stanza Ornata con affreschi del Loschi. Di notevole valore la sala dei Trionfi con altri affreschi del Loschi e varie opere d'arte fra cui un'Allegoria di Palma il Giovane, un'Annunciazione dello
Scarsellino, un Filosofo di Jusepe de Ribera. Attraversato lo studiolo di Alberto Pio si entra nella stanza dell'Amore con camino quattrocentesco, affreschi del XV – XVII secolo e dipinti di scuola emiliana del XVII secolo. Tornati nel cortile, salendo un altro scalone si raggiunge la sala dei Cervi, con affreschi cinquecenteschi a carattere venatorio, seguita dalla sala degli stemmi con altri affreschi dello stesso periodo. Dietro al palazzo dei Pio, in Piazzale Re Astolfo possiamo ammirare la piccola quanto preziosa Pieve di Santa Maria in Castello, detta “la Sagra”, edificata verso la metà dell'VIII secolo per volere del re longobardo Astolfo. Venne ricostruita in forme romaniche nel XII secolo e accorciata per due terzi nel 1515. Di fianco si eleva l'alto campanile duecentesco, con doppio ordine di bifore, sormontato da cuspide e quattro pinnacoli. All'interno della chiesa si trovano un ambone del XII secolo con simboli degli Evangelisti, affreschi duecenteschi con scene del Nuovo Testamento, un affresco coevo di stile bizantino raffigurante l'Epifania, un bassorilievo quattrocentesco in terracotta con l'Assunta attribuito a Jacopo della Quercia, il trecentesco sarcofago marmoreo di Manfredo Pio. Nell'abside di sinistra si trova la Cappella di San Martino, decorata con affreschi quattrocenteschi di Antonio Alberti da Ferrara. Abbandonata Piazza Martiri e imboccata via Fanti raggiungiamo il convento di Santa Chiara, fondato da Camilla Pio nel 1490. La chiesa, di stile neoclassico, custodisce una tavola di Giacomo e
Giulio Francia raffigurante l'Adorazione dei pastori. Adiacente alla chiesa, nella zona riservata alla clausura, si trova un elegante chiostro rinascimentale a due ordini di loggiati su colonne in cotto. Altro edificio religioso di una certa rilevanza è la chiesa di San Nicolò, costruita nel 1494 su progetto bramantesco ma ultimata con l'aggiunta delle navate laterali ideate dal Peruzzi. All'interno meritano menzione gli affreschi della cupola con Evangelisti e Profeti e quelli delle quattro cupolette laterali raffiguranti le Sibille. Il nostro itinerario termina con la visita ad altre due chiese carpigiane: la chiesa di San Francesco e quella di San Bernardino da Siena, patrono della città. La prima venne costruita nel 1682 sui resti di una precedente chiesa duecentesca ma non fu ultimata nella facciata, rimasta incompiuta. All'interno sono custoditi il sarcofago di Marco Pio, realizzato da un allievo di Jacopo della Quercia e quello di Pietro Pio, entrambi quattrocenteschi, un affresco di Giovanni da Modena raffigurante la Madonna con il Bambino. Nella chiesa di San Bernardino, edificio ad unica navata iniziato nel 1605, si possono ammirare gli arredi in legno dorato e pregevole paliotti in scagliola, nella prima cappella a destra il Martirio di San Lorenzo, opera di Palma il Giovane, e nella seconda cappella sempre a destra un San Carlo Borromeo, tela firmata da Camillo Procaccini.
sito faceva parte della circoscrizione di Mutina. Le prime notizie certe della città risalgono alla metà dell'VIII secolo e corrispondono all'edificazione della chiesa di Santa Maria, attorno alla quale si costituì un borgo fortificato che si ampliò velocemente e divenne possedimento della famiglia Canossa nel X secolo. In seguito appartenne ai Bonacolsi di Mantova all'inizio del XIV secolo prima di passare a Manfredo Pio nel 1327. La signoria dei Pio conobbe il massimo splendore con Alberto III che affidò a Baldassarre Peruzzi l'incarico di ristrutturare numerosi edifici civili e religiosi della città. Nel 1525 tramontò definitivamente la dinastia dei Pio e la città passò sotto il controllo degli Estensi, rimanendovi fino al 1859. Iniziamo la nostra visita da Piazza Garibaldi e percorrendo corso Alberto Pio raggiungiamo il cuore dell'insediamento rinascimentale, ovvero Piazza Martiri, di pianta rettangolare vasta e allungata. Sul lato destro vi prospetta l'imponente mole del castello – palazzo dei Pio, sul lato opposto una lunga e continua sequenza di case porticate denominata Portico Lungo, di epoca quattrocentesca, mentre il lato corto viene chiuso scenograficamente dalla barocca facciata della Cattedrale. Questa, intitolata a Santa Maria Assunta, fu iniziata nel 1514 su progetto del Peruzzi ma venne interrotta nel 1525, ripresa nel 1606 e definitivamente
completata con la cupola e la facciata barocca nel corso del XVIII secolo. L'interno, a tre navate, con transetto e profondo presbiterio, presenta diversi altari decorati con paliotti e ancone in scagliola. Si possono ammirare tele e sculture che vanno dal 1500 al 1700; la Cattedrale è anche dotata di un ricco tesoro composto da oreficerie e paramenti sacri dello stesso periodo. Di fronte al Portico Lungo si trova il variegato complesso del Palazzo dei Pio, formato da edifici di epoca e stile diverso. Il corpo principale presenta una linea classicheggiante, interrotta dalla seicentesca Torre dell'orologio, da cui si accede all'elegante cortile interno; all'angolo settentrionale posto verso la Cattedrale, si trovano il cilindrico bastione dell'Uccelliera del 1480 e la merlata torre di Passerino Bonacolsi risalente al 1320. all'angolo opposto si erge isolato il poderoso torione di Galasso Pio edificato verso la metà del XV secolo, ingentilito da una serie di terracotte e da alti pinnacoli. Dal cortile d'onore si sale al piano nobile che prevede la visita alla sala della Torre dell'orologio, inizio del percorso museale intitolato a Giulio Ferrari. Si prosegue con la sala degli Archivi, il salone dei Mori con affreschi prospettici del 1500, la Cappella affrescata da Bernardino Loschi all'inizio del XVI secolo, con lunette in terracotta invetriata di Andrea della Robbia raffiguranti i quattro Evangelisti. Si passa alla stanza del Forno poi alla stanza della Torre di Passerino con volta a crociera e affreschi e una tavola proveniente dalla bottega del Ghirlandaio, alla stanza Ornata con affreschi del Loschi. Di notevole valore la sala dei Trionfi con altri affreschi del Loschi e varie opere d'arte fra cui un'Allegoria di Palma il Giovane, un'Annunciazione dello
Scarsellino, un Filosofo di Jusepe de Ribera. Attraversato lo studiolo di Alberto Pio si entra nella stanza dell'Amore con camino quattrocentesco, affreschi del XV – XVII secolo e dipinti di scuola emiliana del XVII secolo. Tornati nel cortile, salendo un altro scalone si raggiunge la sala dei Cervi, con affreschi cinquecenteschi a carattere venatorio, seguita dalla sala degli stemmi con altri affreschi dello stesso periodo. Dietro al palazzo dei Pio, in Piazzale Re Astolfo possiamo ammirare la piccola quanto preziosa Pieve di Santa Maria in Castello, detta “la Sagra”, edificata verso la metà dell'VIII secolo per volere del re longobardo Astolfo. Venne ricostruita in forme romaniche nel XII secolo e accorciata per due terzi nel 1515. Di fianco si eleva l'alto campanile duecentesco, con doppio ordine di bifore, sormontato da cuspide e quattro pinnacoli. All'interno della chiesa si trovano un ambone del XII secolo con simboli degli Evangelisti, affreschi duecenteschi con scene del Nuovo Testamento, un affresco coevo di stile bizantino raffigurante l'Epifania, un bassorilievo quattrocentesco in terracotta con l'Assunta attribuito a Jacopo della Quercia, il trecentesco sarcofago marmoreo di Manfredo Pio. Nell'abside di sinistra si trova la Cappella di San Martino, decorata con affreschi quattrocenteschi di Antonio Alberti da Ferrara. Abbandonata Piazza Martiri e imboccata via Fanti raggiungiamo il convento di Santa Chiara, fondato da Camilla Pio nel 1490. La chiesa, di stile neoclassico, custodisce una tavola di Giacomo e
Giulio Francia raffigurante l'Adorazione dei pastori. Adiacente alla chiesa, nella zona riservata alla clausura, si trova un elegante chiostro rinascimentale a due ordini di loggiati su colonne in cotto. Altro edificio religioso di una certa rilevanza è la chiesa di San Nicolò, costruita nel 1494 su progetto bramantesco ma ultimata con l'aggiunta delle navate laterali ideate dal Peruzzi. All'interno meritano menzione gli affreschi della cupola con Evangelisti e Profeti e quelli delle quattro cupolette laterali raffiguranti le Sibille. Il nostro itinerario termina con la visita ad altre due chiese carpigiane: la chiesa di San Francesco e quella di San Bernardino da Siena, patrono della città. La prima venne costruita nel 1682 sui resti di una precedente chiesa duecentesca ma non fu ultimata nella facciata, rimasta incompiuta. All'interno sono custoditi il sarcofago di Marco Pio, realizzato da un allievo di Jacopo della Quercia e quello di Pietro Pio, entrambi quattrocenteschi, un affresco di Giovanni da Modena raffigurante la Madonna con il Bambino. Nella chiesa di San Bernardino, edificio ad unica navata iniziato nel 1605, si possono ammirare gli arredi in legno dorato e pregevole paliotti in scagliola, nella prima cappella a destra il Martirio di San Lorenzo, opera di Palma il Giovane, e nella seconda cappella sempre a destra un San Carlo Borromeo, tela firmata da Camillo Procaccini.L’Inviato Speciale