Ceresara è un paese piuttosto anonimo, è una realtà provinciale conosciuta quasi esclusivamente per il suo Santuario, Palazzo Pastore e qualche rinomato ristorante. Poche sono le occasioni in cui Ceresara e le sue vicende si scoprono alle località confinanti, e la maggior parte delle notizie che trapelano dai quotidiani circa la terra delle ciliegie riguardano guerriglie intestine fra i quattro gatti che vi abitano, notizie che fanno sorridere chi le legge ma che comunque non sono buona pubblicità. Chi osserva il paese venendo da una delle quattro provinciali in miniatura - forse fra le provinciali più piccole della provincia! – ha la sensazione di entrare in una realtà quasi addormentata: qualche macchina gira per le vie, pochi uomini fumano davanti ai bar, una manciata di ragazzi schiamazza in piazza e ogni viso nuovo è subito inseguito dagli sguardi incuriositi degli abitanti che tutto sanno e tutti conoscono. Per molti è necessario che Ceresara si svegli e si modernizzi, raggiungendo gli invidiabili risultati dello sviluppo industriale che i paesi negli immediati dintorni stanno già sperimentando; per altri a Ceresara si vive bene così, nella calma e nella tranquillità che ancora poche realtà sanno offrire ai propri abitanti. La calma e la tranquillità però svaniscono incredibilmente con la primavera, per quattro giorni, quando arriva il momento della Fiera della Possenta, appuntamento fisso da oltre mezzo secolo! In questa occasione Ceresara è il primo comune della provincia mantovana a dare il via alle danze a fiere, a sagre e alle feste popolari che si susseguiranno trasportando gente di paese in paese, dalla primavera al tardo autunno, alla ricerca di bancarelle, prelibatezze, divertimento e folla. Certamente la fiera ha mutato il suo volto; gli stand espositivi, così come erano stati inizialmente concepiti, non hanno ormai la capacità di sopravvivere ai nostri giorni e gli spettacoli si sono ridimensionati perché la TV, i teatri, i cinema offrono svariate occasioni per intrattenere il pubblico che può scegliere cosa, come, dove e quando godersi uno spettacolo. Nonostante ciò la fiera è ardentemente attesa da tanti, come una cosa dovuta. Ma la fiera è fatta dalla gente. Nonostante le critiche che sempre anticipano i preparativi e spesso seguono l’arrivederci della Sagra, Ceresara lentamente si muove e si prepara a dare vita a qualcosa che scuota il paese, perché si possa sentire almeno un urlo che dia il benvenuto alla nuova stagione. Ci sono tanti ragazzi e tante persone che ci credono, e tentano di solleticare il paese per sentirlo ridere, o perlomeno per vederlo sorridere di tanto in tanto. E’ necessario avere speranza perché ci sia sempre chi, munito di piuma o con le dita ben allenate, abbia il coraggio di provare a solleticare Ceresara, perché tutti, al posto di rimanere seri a commentare, possano provare a sorridere e a muovere le mani di conseguenza, in una contagiosa catena di allegra e complice collaborazione.venerdì 14 marzo 2008
La Fiera, solletichiamoci!
Ceresara è un paese piuttosto anonimo, è una realtà provinciale conosciuta quasi esclusivamente per il suo Santuario, Palazzo Pastore e qualche rinomato ristorante. Poche sono le occasioni in cui Ceresara e le sue vicende si scoprono alle località confinanti, e la maggior parte delle notizie che trapelano dai quotidiani circa la terra delle ciliegie riguardano guerriglie intestine fra i quattro gatti che vi abitano, notizie che fanno sorridere chi le legge ma che comunque non sono buona pubblicità. Chi osserva il paese venendo da una delle quattro provinciali in miniatura - forse fra le provinciali più piccole della provincia! – ha la sensazione di entrare in una realtà quasi addormentata: qualche macchina gira per le vie, pochi uomini fumano davanti ai bar, una manciata di ragazzi schiamazza in piazza e ogni viso nuovo è subito inseguito dagli sguardi incuriositi degli abitanti che tutto sanno e tutti conoscono. Per molti è necessario che Ceresara si svegli e si modernizzi, raggiungendo gli invidiabili risultati dello sviluppo industriale che i paesi negli immediati dintorni stanno già sperimentando; per altri a Ceresara si vive bene così, nella calma e nella tranquillità che ancora poche realtà sanno offrire ai propri abitanti. La calma e la tranquillità però svaniscono incredibilmente con la primavera, per quattro giorni, quando arriva il momento della Fiera della Possenta, appuntamento fisso da oltre mezzo secolo! In questa occasione Ceresara è il primo comune della provincia mantovana a dare il via alle danze a fiere, a sagre e alle feste popolari che si susseguiranno trasportando gente di paese in paese, dalla primavera al tardo autunno, alla ricerca di bancarelle, prelibatezze, divertimento e folla. Certamente la fiera ha mutato il suo volto; gli stand espositivi, così come erano stati inizialmente concepiti, non hanno ormai la capacità di sopravvivere ai nostri giorni e gli spettacoli si sono ridimensionati perché la TV, i teatri, i cinema offrono svariate occasioni per intrattenere il pubblico che può scegliere cosa, come, dove e quando godersi uno spettacolo. Nonostante ciò la fiera è ardentemente attesa da tanti, come una cosa dovuta. Ma la fiera è fatta dalla gente. Nonostante le critiche che sempre anticipano i preparativi e spesso seguono l’arrivederci della Sagra, Ceresara lentamente si muove e si prepara a dare vita a qualcosa che scuota il paese, perché si possa sentire almeno un urlo che dia il benvenuto alla nuova stagione. Ci sono tanti ragazzi e tante persone che ci credono, e tentano di solleticare il paese per sentirlo ridere, o perlomeno per vederlo sorridere di tanto in tanto. E’ necessario avere speranza perché ci sia sempre chi, munito di piuma o con le dita ben allenate, abbia il coraggio di provare a solleticare Ceresara, perché tutti, al posto di rimanere seri a commentare, possano provare a sorridere e a muovere le mani di conseguenza, in una contagiosa catena di allegra e complice collaborazione.La Compagnia delle Torri
Il primo grande evento che è in corso di preparazione - progetto intorno al quale è nata l'Associazione stessa - è l'organizzazione di una Rievocazione Storica in stile rinascimentale presso la suggestiva ambientazione di Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago, gentilmente concesso per l'iniziativa dalla famiglia Pastore.
I lavori preliminari sono già iniziati ed è ora possibile anticipare qualche dato saliente che caratterizzerà il progetto:
Sicuramente un punto fisso e la data di realizzazione dell'evento:
sabato 13 e domenica 14 settembre 2008
Un altro progetto molto impegnativo - ma fondamentale per la buona riuscita della manifestazione - è la realizzazione di un banchetto in stile rinascimentale all'interno del Palazzo per un numero di circa 200 commensali. Durante la manifestazione verrà inoltre organizzato un convegno sulla figura di Francesco Secco d'Aragona, committente del Palazzo che ospiterà l'evento.La manifestazione sarà caratterizzata dalla presenza di numerosi figuranti in costume d'epoca, che vivacizzeranno il Palazzo, i giardini e le vie adiacenti del borgo di San Martino Gusnago. Per eventuali maggiori informazioni sull'iniziativa è già possibile contattare i seguenti numeri:
3394476922 - 339371337
Una Gita a Bobbio
Situata ai piedi del Monte Penice, sulla sponda sinistra del fiume Trebbia, andiamo a visitare la cittadina di Bobbio, d’origine alto medievale, fondata nel 614 dal monaco irlandese Colombano che edificò un nucleo cenobitico destinato ad assumere grande rilevanza nel corso del IX e X secolo fino al 1014 quando Bobbio fu nominata sede vescovile. Verso la fine del XIII secolo il nucleo abitato venne cinto da mura che presentavano cinque porte d’accesso, poi nel XIV secolo la città passò sotto la signoria dei Visconti e nel secolo successivo sotto il controllo della famiglia feudataria dei Dal Verme. In seguito rimase nei possedimenti dello
stato milanese fino al 1748 quando entrò a far parte dello stato Sabaudo che ne detenne il dominio fino all’unità d’Italia del 1859. La nostra visita inizia da Piazza San Francesco con il santuario della Madonna dell’Aiuto, della prima metà del ‘600. Nelle due cappelle laterali si trovano tele seicentesche, mentre nell’abside è posizionata un’Annunciazione, copia fedele di un dipinto del Guercino. Nella cripta, all’interno di un tempietto, è conservato un affresco risalente al XV secolo che apparteneva alla chiesa preesistente. Sulla stessa piazza prospetta la chiesa con l’annesso convento di San Francesco; l’attuale edificio realizzato agli inizi del ‘700, presenta decorazioni di Francesco Porro, e comprende due chiostri del XV secolo. Nel refettorio del primo chiostro possiamo ammirare un affresco della prima metà del XV secolo raffigurante Crocifissione e Santi. Siamo ormai in prossimità del complesso più articolato e famoso di Bobbio, ovvero l’Abbazia di San Colombano, la cui basilica attuale venne edificata tra il 1456 e il 1522 in stile gotico-rinascimentale, sui resti della chiesa originaria costruita prima del mille, di cui rimangono visibili
la torre campanaria, l’absidiola, il mosaico pavimentale e la cancellata. La facciata tripartita è preceduta da un portico a sette archi ed è ingentilita da un rosone, da un’edicola contenente la statua del Santo e da tre pinnacoli. L’interno a croce latina, diviso in tre navate, è caratterizzato dalla decorazione pittorica di Bernardino Lanzani (XVI sec.) raffigurante scene della vita di santi, con fregio a grottesche.Nelle cappelle possiamo ammirare una vasca battesimale di origine longobarda del IX secolo, una pala d’altare raffigurante Madonna e Santi di Giulio Campi, altre tavole di scuola lombarda del XVI secolo, mentre il presbiterio è decorato con affreschi secenteschi: la volta presenta la “Gloria di San Colombano”, la parete destra il “Miracolo di Orso e Bue”, la parete sinistra “San Colombano contro gli Idoli”. Sempre nel presbiterio troviamo un meraviglioso coro ligneo intarsiato e un elegante lettorile, opere di Domenico da Piacenza datate 1488. Nella sottostante cripta è posizionato un mosaico pavimentale del XII secolo appartenente alla basilica romanica, raffigurante nella prima e seconda fascia la lotta del bene contro il male, nella terza e quarta fascia i mesi con le attività agricole e i segni zodiacali. Al centro
si trova il sarcofago di San Colombano, arca marmorea scolpita da Giovanni de Patriarcis nel 1480, sulle pareti laterali sono murati i sepolcri di San Attala e San Bertulfo, sormontati da lastre tombali alto medievali e decorati con affreschi quattrocenteschi.Un lungo portico che costeggia il fianco della basilica ci accompagna al museo che conserva svariati reperti archeologici d’epoca romana e longobarda, numerosi reliquari, calici, ostensori e paramenti sacri, diversi doni ricevuti dagli abati di Bobbio tra cui spiccano una teca in avorio (III / IV sec.), un’anfora d’alabastro (III sec.), dono di Onorio I°, un’ampolla palestinese (VI sec.) e un polittico con Assunzione della Vergine di Bernardino Luini. Un breve tragitto ci conduce alla porticata Piazza del Duomo sulla quale prospettano il Duomo, intitolato all’Assunta, il seminario vecchio e il Vescovado. La facciata del Duomo, risalente al 1463, è affiancata da due torri di diversa altezza le cui basi appartengono all’impianto originale del XI secolo. L’interno a tre navate, presenta una parte figurativa realizzata da Luigi Morgari verso la fine dell’800 con pregevoli figure di santi nei lunettoni di volta; la parte decorativa è stata affrescata da Aristide Secchi nello stesso periodo. Di grande pregio sono le decorazioni dell’abside e del transetto; nella prima vi è il grande affresco di Francesco Porro che rappresenta la plastica ascesa della Vergine Maria verso il cielo, accolta da Dio Padre e dal Figlio. Ammiriamo il monumentale altare maggiore realizzato nel 1750 mentre il grande crocifisso è opera del XVI secolo. Nel braccio sinistro del transetto vi sono pitture del bobbiese Luigi Brugnelli (1824) mentre nel braccio destro è ricavata la cappella dell’Eucaristia con affreschi settecenteschi di pittori milanesi. Particolarmente interessante è la cappella di San Giovanni nella quale è stata da poco scoperta e restaurata una mirabile Annunciazione di autore ignoto. Nella cripta è custodita l’urna con il corpo di Sant’Antonio Giannelli mentre la Sacrestia del 1636 è arredata con pregevoli armadi in noce del XVIII secolo. Uscendo da Piazza Duomo per Via di Porta Alcarina incontriamo un caratteristico palazzotto trecentesco seguito sulla sinistra dall’elegante Palazzo Olmi; siamo ormai in vista dell’imbocco dello storico Ponte Gobbo, realizzato a undici arcate diseguali sul fiume Trebbia. Il ponte fu documentato a partire dal 1197 ma sembra che esistesse già nel VII secolo, mentre venne ampliato nel XVI e XVII secolo per migliorare il collegamento con la zona delle saline. La nostra visita prosegue nella parte alta della città dove domina la mole del castello fatto erigere nel 1440 da Pietro Dal Verme, feudatario dell’epoca. Del maniero rimangono oggi la porta d’ingresso, tratti delle mura, il poderoso mastio che conserva un affresco cinquecentesco raffigurante Madonna con Bambino, una torretta circolare.
Abbandonato il centro abitato si sale tra dolci declivi verso il Monte Penice, dove è possibile visitare due antichi edifici religiosi: la chiesa santuario di Santa Maria che custodisce frammenti di affreschi quattrocenteschi e la chiesa di Sant’Eustachio con presbiterio di epoca romanica.
L’Inviato Speciale
Marzo
Ecco marzo pazzo
di nuvole e pensieri
è sempre diverso da ieri
con un sole sbiadito
vuole accattivarsi
un consenso tradito
addomestica un vento
per scagliartelo contro
ma è meglio non tenerne conto.
la primavera tra un po’ disegnerà
marcandone dubbi e verità
senza temere che faccia avrà
con la fiera per la Madonna
e fatiche umane
marzo risolve le beghe quotidiane
Vittorio Melchiori
di nuvole e pensieri
è sempre diverso da ieri
con un sole sbiadito
vuole accattivarsi
un consenso tradito
addomestica un vento
per scagliartelo contro
ma è meglio non tenerne conto.
la primavera tra un po’ disegnerà
marcandone dubbi e verità
senza temere che faccia avrà
con la fiera per la Madonna
e fatiche umane
marzo risolve le beghe quotidiane
Vittorio Melchiori
Corsa su Strada C.S.I. a Ceresara
Domenica 2 marzo sul percorso cittadino di Ceresara si è svolta una delle tappe del campionato provinciale C.S.I. di Corsa su Strada, brillantemente vinta dalla formazione locale dell’Atletica A.V.I.S. Ceresara, campionessa provinciale di corsa campestre e di corsa su strada negli ultimi due anni, che già aveva brillantemente esordito nelle prime competizioni della stagione 2007/2008 vincendo -
tra le altre - anche la precedente gara tenutasi domenica 2 dicembre 2007 a Ceresara della Corsa Campestre. La squadra conta attualmente una quarantina di iscritti, dai sette ai settant’anni, e il gruppo ha già dimostrato di voler aggiudicarsi i campionati della stagione corrente.La manifestazione di Ceresara ha avuto esito positivo non solo a livello sportivo, ma anche organizzativo grazie al contributo di numerosi volontari e di alcuni sponsor che hanno offerto medaglie e trofei: l’A.V.I.S., la Torneria Vellini Lorenzo, la ditta I.T.M. di Marsiletti Mario.
Un ringraziamento particolare va ancora ai numerosi atleti e alle loro famiglie, che da alcuni anni ci seguono e credono nello sport come momento importante per la crescita fisica e come appuntamento fondamentale per la formazione della persona.Motocross ceresarese
Cresce il numero d’appassionati di motocross a livello agonistico, molti dei quali partecipano a competizioni a carattere regionale ottenendo ottimi risultati.Tra gli appassionati locali di questo sport possiamo sicuramente elencare: Atti Luciano, Pistoni Daniele, Zoetti Lorenzo, Stancari Mattia e Maestrini Stefano.
I nostri ragazzi sono tutti appassionati da anni e gareggiano nel Campionato Regionale per il Motoclub Canneto nelle rispettive
categorie di appartenenza.
Pistoni Daniele, 1° classificato nella categoria “Esperti”;
Zoetti Lorenzo, 4° classificato nella categoria “Hobby Cross”;
Atti Luciano, 9° classificato nella categoria “Agonisti”;
Stancari Mattia, 11° classificato nella categoria “Amatori”;
Maestrini Stefano, a seguito di una brutta caduta non ha potuto concludere i campionato.
Zoetti Lorenzo, 4° classificato nella categoria “Hobby Cross”;
Atti Luciano, 9° classificato nella categoria “Agonisti”;
Stancari Mattia, 11° classificato nella categoria “Amatori”;
Maestrini Stefano, a seguito di una brutta caduta non ha potuto concludere i campionato.
Da marzo incomincia una nuova avventura e non resta altro che augurargli
IN BOCCA A LUPO !!!
IN BOCCA A LUPO !!!
Qui comincia la lettura ...
“Che deserto è il mondo fuori dal nostro guscio! Che significa viaggiare? ... ramingare come naufraghi fra gente straniera, isolati come cani dispersi, sbalestrati all’infinito, e non trovar requie in nessun luogo."Alpinisti Ciabattoni,
Achille Giovanni Cagna
Il Festivaletteratura di Mantova da tre anni da vita al progetto “Qui comincia la lettura”.
L’idea è quella di scatenare una vera e propria campagna di lettura solo proponendo un libro.
Dopo il successo di “Jolanda, la figlia del Corsaro Nero” e “Il bacio di una morta”, il comitato organizzatore per il 2008 ha proposto il libro di Giovanni Achille Cagna Alpinisti Ciabattoni.
Qui comincia la lettura. Ciascuno potrà fare quello che vuole. Per esempio, leggersi il libro. Oppure, organizzare delle serate di lettura collettiva con la propria tribù allargata.
Con un po’ più di iniziativa, si può scegliere il libro come spunto per scrivere un pezzo per il teatro o se si è in un gruppo più numeroso, o se si è un’associazione, una scuola, partendo dal libro si possono organizzare incontri, pensare a mostre tematiche, cicli di letture, spettacoli …
L’iniziativa passa ai lettori. Festivaletteratura sarà poco più che uno spettatore e si limiterà a prendere nota nel periodo intercorrente dall’inizio di febbraio alla fine di aprile di quello che accade nei vari comuni della provincia mantovana e a pubblicarlo sul sito www.quicomincialalettura.it
La Biblioteca di Ceresara sin dalla prima edizione appoggia attivamente questa iniziativa di “Festivaletteratura” come punto informativo sul territorio ceresarese. Sono infatti a disposizione alcune copie del testo che potranno essere prese a prestito senza particolari restrizioni lungo tutta la durata dell’iniziativa.
Alpinisti Ciabattoni
Chi avrebbe mai detto che quella vacanza rimandata “da una stagione all’altra, per una ventina d’anni” si sarebbe trasformata in un ginepraio di disavventure per i poveri coniugi Gibella?
Lasciata la botteguccia di Sannazzaro Lomellina per il lago d’Orta, il sor Gaudenzio e sua moglie Martina ne passano davvero di tutti i colori. E non bastano il mal di piedi e il dente dolorante di Martina, o la disgraziata gita “alla ricerca del latte”.
A turbare la quiete dei due commercianti, ci si mettono anche gli altri villeggianti, conosciuti loro malgrado: l’impiegato Noretti, il professore Amadeo, l’elegante Rulloni, i Segezzi e la loro amatissima figlia Zina, quel “Robinson svizzero” del professor Augustini e suo figlio Carlino … “Mi andaris a casa, subit ades!” sbotta Martina, dopo neanche cinque pagine dall’inizio del romanzo …
Piccolo gioiello della nostra letteratura di fine Ottocento, Alpinisti ciabattoni è uno dei rari esempi italiani di romanzo umoristico.
Lasciata la botteguccia di Sannazzaro Lomellina per il lago d’Orta, il sor Gaudenzio e sua moglie Martina ne passano davvero di tutti i colori. E non bastano il mal di piedi e il dente dolorante di Martina, o la disgraziata gita “alla ricerca del latte”.
A turbare la quiete dei due commercianti, ci si mettono anche gli altri villeggianti, conosciuti loro malgrado: l’impiegato Noretti, il professore Amadeo, l’elegante Rulloni, i Segezzi e la loro amatissima figlia Zina, quel “Robinson svizzero” del professor Augustini e suo figlio Carlino … “Mi andaris a casa, subit ades!” sbotta Martina, dopo neanche cinque pagine dall’inizio del romanzo …
Piccolo gioiello della nostra letteratura di fine Ottocento, Alpinisti ciabattoni è uno dei rari esempi italiani di romanzo umoristico.
Carta Regionale dei Servizi ...
Presso la Biblioteca Civica "Ferrante Bandera" dal 15 gennaio 2008 è possibile accedere On-Line con la Carta Regionale dei Servizi a molti servizi offerti dalla Regione Lombardia, grazie ad appositi lettori di smart-card forniti appositamente dall'ente regionale alle principali biblioteche lombarde.Tramite Internet con la Carta Regionale dei Servizi e l’apposito codice PIN - inviato separatamente alla Carta dalla Regione - è ora possibile accedere direttamente dalla Biblioteca ai seguenti servizi:
Servizi Socio-Sanitari:
· Visualizzazione dei dati del cittadino e consultazione della storia clinica personale (Fascicolo Sanitario Elettronico).
· Scelta e revoca del Medico di Medicina Generale (non è più quindi necessario recarsi ad Asola o Castel Goffredo per l’evasione di questo semplice servizio).
· Gestione del consenso al trattamento dei propri dati.
· Prenotazione di prestazioni specialistiche (non ancora attivo per Mantova).
Servizi attivati da Regione Lombardia:
· Richiesta Buoni Scuola (DG Istruzione, Formazione e Lavoro).
· Domande di Patrocinio Cultura (DG Culture, Identità e Autonomie della Lombardia).
· Domande Leggi di Finanziamento (DG Culture, Identità e Autonomie della Lombardia).
· Domande per finanziamenti previsti dal Fondo Sociale Europeo, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e da fondi del bilancio regionale.
· Servizi del Portale dei Tributi: Tassa Automobilistica, Depositi in discarica, Carta sconto metano/GPL.
Cerchiamo di capire insieme cos’è la Carta Regionale dei Servizi, che dopo essere arrivata in sordina nelle nostre case da alcuni anni, dall’inizio dell’anno è sempre più indispensabile per l’erogazione dei servizi presenti sul territorio, per il momento prevalentemente in ambito sanitario (ad esempio all’ASL o in farmacia), ma che progressivamente sarà estesa a tutti i principali settori della pubblica amministrazione.
La Carta Regionale dei Servizi (CRS) è uno strumento che consente di identificare il cittadino in rete e gli permette di usufruire di una serie di servizi.
La CRS nasce dal Progetto Carta Regionale dei Servizi - Sistema Informativo Socio-Sanitario (CRS-SISS) messo in atto dalla Regione Lombardia per "modernizzare" e facilitare il rapporto fra cittadino e Pubblica Amministrazione e viene recapitata a tutti i cittadini iscritti alle ASL della Regione Lombardia.
E' stata creata secondo gli standard tecnici della Carta Nazionale dei Servizi (CNS) e per questo consente l'accesso ai servizi On-Line erogati da Enti pubblici o privati di tutto il territorio nazionale che richiedono un'identificazione; è Tessera Sanitaria Nazionale e sostituisce l'attuale tesserino sanitario cartaceo e sostituisce ufficialmente la tessera del codice fiscale;
ha funzione di Tessera Europea di Assicurazione Malattia: sostituisce il modello E-111, garantendo l'assistenza sanitaria nell'Unione Europea e in Norvegia, Islanda, Liechtenstein e Svizzera, secondo le normative dei singoli Paesi.
La Carta è assolutamente gratuita e il suo utilizzo è strettamente personale.
Al momento della consegna, è già attiva: gli operatori possono accedere ai dati memorizzati nella carta per un utilizzo degli stessi per fini amministrativi. Per consentire, invece, il trattamento dei propri dati con finalità di cura è necessario esprimere il Consenso al Trattamento dei Dati. Il cittadino stesso può, inoltre, direttamente accedere alla propria storia clinica e a tutti i servizi On-Line messi a disposizione dalle Pubbliche Amministrazioni utilizzando il Codice Personale (PIN) della propria CRS.
I cittadini che non hanno ancora ricevuto la CRS possono farne richiesta presso la propria ASL (Azienda Sanitaria Locale).
In caso di furto o smarrimento, occorre contattare subito il numero verde 800.030.606 e, con una semplice autocertificazione, recarsi all'ASL per richiedere il rilascio di una nuova Carta.
Per maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito internet: http://www.crs.lombardia.it/
Firenze: Mostra Fotografica ...
In occasione della nuova edizione della nostra Fiera della Possenta, la Biblioteca Civica “Ferrante Bandera” ospiterà una interessante esposizione fotografica dal titolo “Firenze”.La mostra - realizzata in collaborazione con l’Associazione “Amici della Fotografia” di Castel Goffredo - presenterà numerosi scatti realizzati nella splendida città toscana dai soci dell’associazione in occasione di una delle loro periodiche escursioni tematiche, che in passato li ha visti dedicarsi ad esempio alla città di Mantova e all’acqua, che hanno successivamente dato vita ad esposizioni analoghe.
L’associazione, attiva sul territorio castellano da alcuni anni, è coordinata dal fotografo professionista Benito Pelizzoni - molto conosciuto anche a Ceresara - che grazie alla sua esperienza è riuscito a far scattare nei vari associati l’amore per questa forma d’arte capace di far vivere forti emozioni non solo in chi la pratica, ma anche nell’osservatore.
L’esposizione che ci onoriamo di ospitare rappresenta quindi l’anteprima degli scatti relativi all’ultima esperienza di studio della fotografia realizzata dall’associazione, che la nostra struttura si onora di ospitare e di portare all’attenzione e alla valutazione di amici e frequentatori della Biblioteca di Ceresara e del vasto pubblico che il nostro paese ha il piacere di ospitare nei giorni della Sua annuale Fiera.
A Tavola con "La Zucca"
Gnocchi di Patata alla Besciamella
Ingredienti:
· 250 gr. di farina;
· 80 gr. di spinaci lessati e strizzati;
· 60 gr. di bicchiere di latte;
· 3 uova;
· Sale.
Per il condimento:
· 15 gr. di burro, più una noce per la teglia e per gratinare;
· 180 gr. di latte;
· 80 gr. di prosciutto cotto;
· 80 gr. di fontina;
· Sale e parmigiano.
Esecuzione:
Preparare i gnocchetti. In una ciotola mescolate la farina con le uova e stemperate l’impasto con il latte, aggiungete gli spinaci passati nel mixer e un pizzico di sale. Amalgamate bene il composto ottenuto sino ad ottenere la consistenza di una densa crema e fatelo scendere poco alla volta da un setaccio a maglie molto larghe in una pentola salata in ebollizione. L’impasto, cadendo nell’acqua, si rapprenderà in cilindretti simili a gnocchetti.
Appena affioreranno dall’acqua toglieteli e passateli in una ciotola contenente acqua fredda.
Scolateli e teneteli da parte.
Con burro, farina, latte ed un pizzico di sale, preparate la besciamella e con questa condite i gnocchetti.
Successivamente versateli in una pirofila imburrata, cospargeteli con la fontina, il prosciutto tagliato in piccoli dadi e il parmigiano grattugiato. Aggiungete qualche fiocco di burro e passate la pirofila in forno a 250 gradi. Sfornate non appena si sarà formata una crosticina dorata. Servire direttamente nella teglia di cottura.
Ingredienti:
Ingredienti:
· Una faraona;
· 100 gr. di burro;
· 200 gr. di mascarpone (metà per la farcitura e metà per il sugo);
· Olio extravergine;
· Sedano, carota, cipolla;
· Un bicchiere di vino bianco secco;
· Brodo o latte.
Esecuzione:
In una pentola aggiungete due cucchiai di olio, il burro tagliato a pezzettini, sedano, carote e cipolle. Sul letto di verdure adagiate la faraona, farcita con il mascarpone. Bagnate il tutto con vino bianco e cuocete a fuoco lento. Ogni tanto girate la faraona per evitare che si bruci, aggiungendo brodo caldo o latte in quantità sufficiente ad evitare che la faraona si attacchi alla pentola. Dopo 90 minuti togliete la faraona dal fuoco, setacciate il sughetto e le verdure, e riscaldate a fuoco lento per non più di 10 minuti. Aggiungete il mascarpone, tagliate la faraona e mettetela nel sugo.
Servire ben caldo.
Ingredienti:
· 300 gr. di latte;
· 200 gr. di panna;
· 150 gr. di farina gialla;
· 150 gr. di cioccolato fondente;
· Una scatola di pere sciroppate
· Zucchero;
· Vanillina;
· Sale;
· Maraschino;
· Salsa alla vaniglia già pronta.
Ingredienti:· 250 gr. di farina;
· 80 gr. di spinaci lessati e strizzati;
· 60 gr. di bicchiere di latte;
· 3 uova;
· Sale.
Per il condimento:
· 15 gr. di burro, più una noce per la teglia e per gratinare;
· 180 gr. di latte;
· 80 gr. di prosciutto cotto;
· 80 gr. di fontina;
· Sale e parmigiano.
Esecuzione:
Preparare i gnocchetti. In una ciotola mescolate la farina con le uova e stemperate l’impasto con il latte, aggiungete gli spinaci passati nel mixer e un pizzico di sale. Amalgamate bene il composto ottenuto sino ad ottenere la consistenza di una densa crema e fatelo scendere poco alla volta da un setaccio a maglie molto larghe in una pentola salata in ebollizione. L’impasto, cadendo nell’acqua, si rapprenderà in cilindretti simili a gnocchetti.
Appena affioreranno dall’acqua toglieteli e passateli in una ciotola contenente acqua fredda.
Scolateli e teneteli da parte.
Con burro, farina, latte ed un pizzico di sale, preparate la besciamella e con questa condite i gnocchetti.
Successivamente versateli in una pirofila imburrata, cospargeteli con la fontina, il prosciutto tagliato in piccoli dadi e il parmigiano grattugiato. Aggiungete qualche fiocco di burro e passate la pirofila in forno a 250 gradi. Sfornate non appena si sarà formata una crosticina dorata. Servire direttamente nella teglia di cottura.
Tortelloni al Radicchio Rosso
Ingredienti:Per la pasta:
· 300 gr. di farina di grano duro;
· 2 cucchiai di vino bianco secco;
· 3/4 cucchiai d’acqua;
· 2 cucchiai di olio extravergine;
· 3 tuorli d’uovo;
· Un albume;
· Sale.
· 300 gr. di farina di grano duro;
· 2 cucchiai di vino bianco secco;
· 3/4 cucchiai d’acqua;
· 2 cucchiai di olio extravergine;
· 3 tuorli d’uovo;
· Un albume;
· Sale.
Per il ripieno:
· 1,3 Kg. di radicchio rosso;
· 50 gr. di prosciutto crudo in una sola fetta;
· Mezzo bicchiere di vino bianco secco;
· 70 gr. di grana grattugiato;
· Mezzo spicchio d’aglio;
· Uno scalogno;
· 2 tuorli d’uovo;
· Un po’ di olio extravergine;
· 250 gr. di ricotta romana;
· Sale e pepe.
Per condire:
· 80 gr. di burro;
· Grana grattugiato.
Esecuzione:
Preparate la pasta. Avvolgete l’impasto in un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare per 30 minuti. Preparate il ripieno. Pulite il radicchio e tagliatelo a fette nel senso della lunghezza, spennellatelo con un po’ di olio, sale e pepe e origliatelo per qualche minuto. Lasciatelo raffreddare e ridurlo finemente, tritate anche l’aglio, lo scalogno e il prosciutto crudo. In un tegame mettete un po’ di olio e fate appassire il trito d’aglio e scalogno. Versate successivamente il vino e aggiungete il prosciutto crudo, il radicchio, sale e pepe. Fate rosolare brevemente. Togliete dal fuco il composto e fatelo raffreddare, unendovi la ricotta, i tuorli d’uovo, il grana grattugiato e amalgamate il tutto.
Preparate i tortelloni nel modo classico, cuocendoli in abbondante acqua salata, scolateli al dente e conditeli con burro e grana grattugiato.
· 1,3 Kg. di radicchio rosso;
· 50 gr. di prosciutto crudo in una sola fetta;
· Mezzo bicchiere di vino bianco secco;
· 70 gr. di grana grattugiato;
· Mezzo spicchio d’aglio;
· Uno scalogno;
· 2 tuorli d’uovo;
· Un po’ di olio extravergine;
· 250 gr. di ricotta romana;
· Sale e pepe.
Per condire:
· 80 gr. di burro;
· Grana grattugiato.
Esecuzione:
Preparate la pasta. Avvolgete l’impasto in un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare per 30 minuti. Preparate il ripieno. Pulite il radicchio e tagliatelo a fette nel senso della lunghezza, spennellatelo con un po’ di olio, sale e pepe e origliatelo per qualche minuto. Lasciatelo raffreddare e ridurlo finemente, tritate anche l’aglio, lo scalogno e il prosciutto crudo. In un tegame mettete un po’ di olio e fate appassire il trito d’aglio e scalogno. Versate successivamente il vino e aggiungete il prosciutto crudo, il radicchio, sale e pepe. Fate rosolare brevemente. Togliete dal fuco il composto e fatelo raffreddare, unendovi la ricotta, i tuorli d’uovo, il grana grattugiato e amalgamate il tutto.
Preparate i tortelloni nel modo classico, cuocendoli in abbondante acqua salata, scolateli al dente e conditeli con burro e grana grattugiato.
Faraona al Mascarpone
Ingredienti:· Una faraona;
· 100 gr. di burro;
· 200 gr. di mascarpone (metà per la farcitura e metà per il sugo);
· Olio extravergine;
· Sedano, carota, cipolla;
· Un bicchiere di vino bianco secco;
· Brodo o latte.
Esecuzione:
In una pentola aggiungete due cucchiai di olio, il burro tagliato a pezzettini, sedano, carote e cipolle. Sul letto di verdure adagiate la faraona, farcita con il mascarpone. Bagnate il tutto con vino bianco e cuocete a fuoco lento. Ogni tanto girate la faraona per evitare che si bruci, aggiungendo brodo caldo o latte in quantità sufficiente ad evitare che la faraona si attacchi alla pentola. Dopo 90 minuti togliete la faraona dal fuoco, setacciate il sughetto e le verdure, e riscaldate a fuoco lento per non più di 10 minuti. Aggiungete il mascarpone, tagliate la faraona e mettetela nel sugo.
Servire ben caldo.
Torta di Polenta in Terrina al Cioccolato
Ingredienti:· 300 gr. di latte;
· 200 gr. di panna;
· 150 gr. di farina gialla;
· 150 gr. di cioccolato fondente;
· Una scatola di pere sciroppate
· Zucchero;
· Vanillina;
· Sale;
· Maraschino;
· Salsa alla vaniglia già pronta.
Esecuzione:
Preparate la polenta con il latte, 300 gr. di acqua, la farina gialla, un pizzico di sale, due cucchiai di zucchero, una bustina di bustina di vanillina.
Dopo 50 minuti di cottura, versare il tutto in uno stampo alto e fate raffreddare.
Tagliate a fette sottili che sistemerete a strati in uno stampo rivestito di pellicola.
Alternate gli strati di polenta con fette di pere e salsa di cioccolato ottenuta facendo sciogliere il cioccolato fondente su fiamma moderata a bagnomaria con la panna e un goccio di maraschino. Coprite lo stampo e tenetelo in frigorifero per 6 ore, quindi sfornate la terrina e servite a fette con un velo si salsa di vaniglia.
Preparate la polenta con il latte, 300 gr. di acqua, la farina gialla, un pizzico di sale, due cucchiai di zucchero, una bustina di bustina di vanillina.
Dopo 50 minuti di cottura, versare il tutto in uno stampo alto e fate raffreddare.
Tagliate a fette sottili che sistemerete a strati in uno stampo rivestito di pellicola.
Alternate gli strati di polenta con fette di pere e salsa di cioccolato ottenuta facendo sciogliere il cioccolato fondente su fiamma moderata a bagnomaria con la panna e un goccio di maraschino. Coprite lo stampo e tenetelo in frigorifero per 6 ore, quindi sfornate la terrina e servite a fette con un velo si salsa di vaniglia.
La Forza del Bello
Posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, la mostra, che apre il 29 marzo, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici, dal Comune di Mantova, dal Museo Civico di Palazzo Te e dalla Regione Siciliana, sostenuta dalla Regione Lombardia Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Mantova, organizzata dal Centro Internazionale d’Arte e Cultura di Palazzo Te, con il contributo di Banca Agricola Mantovana e Eni.L’esposizione, che si avvale dell’allestimento di Andrea Mandara, si propone di illustrare narrativamente, con una scelta di oltre cento opere di straordinario impatto visivo, provenienti da tutto il mondo ed esposte per la prima volta contemporaneamente nelle Sale di Palazzo Te e nelle Fruttiere, la storia della presenza dell’arte greca sul territorio italiano, di centrale importanza nella millenaria vicenda di contatti e scambi che forma la trama delle culture artistiche del Mediterraneo.Pur non essendo questa una vicenda lineare, si sono individuate tre fasi successive e ben caratterizzate, corrispondenti, ciascuna, a una sezione della mostra. Si propone così un racconto storico attraverso opere di altissima qualità estetica. Nella prima fase (VII-II sec. a.C.) l’arte prodotta nelle città greche dell’Italia meridionale e della Sicilia s’intreccia con quella prodotta in Grecia e importata non solo dai Greci d’Italia, ma anche da altri popoli della Penisola, specialmente gli Etruschi, che ne sono conquistati e prendono a imitarla. Fra le culture durevolmente sedotte dall’arte greca spicca quella di Roma, cui è dedicata la seconda parte dell’esposizione (III sec. a.C. - IV sec. d.C.). I Romani non solo saccheggiano e raccolgono opere d’arte greca, ma attraggono artisti greci a lavorare per loro in Italia, e delle opere più celebrate vogliono copie “in serie”, a ornare case, palestre e giardini.Questa “moltiplicazione” dell’arte greca e l’eco duratura che essa lascia nelle opere degli scrittori romani, ne ha assicurato la fama e ha costruito le premesse per la sua ricerca e riscoperta dal Medio Evo all’Ottocento, tema della terza parte della mostra. A un’idea quasi favolistica dell’arte greca perduta si affianca, dal Quattrocento in poi, l’importazione di sculture dalla Grecia; rinasce il collezionismo di scultura antica e, nell’assiduo tentativo di ricostruire l’antica narrazione storica dell’arte, si impara a distinguere gli originali dalle copie, mentre dal suolo italiano spuntano nuovi originali greci. Questa sequenza narrativa vuole far emergere alcuni tratti costanti del gusto che ha radicato l’arte greca nelle culture d’Italia: dall’una all’altra sezione si inseguono dunque, con la forza potente del richiamo visivo, i grandi temi che segnano i meccanismi della ricezione. E' infatti su questa base che nasce, dal Settecento in poi, lo studio “scientifico” dell’arte greca, partito con l’antiquaria italiana e culminato nell’archeologia tedesca. La presenza dell’arte greca in Italia diviene così la matrice e il lievito di un processo di riscoperta e conoscenza storica ancora in corso.La Forza del Bello L’arte greca conquista l’Italia
Mantova, Palazzo Te dal 29 marzo al 6 luglio 2008
http://www.laforzadelbello.it/
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