venerdì 12 dicembre 2008

Santo Natale 2008

"Buon Natale" è l'augurio verbale d'obbligo tra noi cattolici, però stiamo attenti di cadere sempre nello stereotipo senza cogliere il significato di quel "Buon Natale" così caro a tutti. Necessita collocare questa ricorrenza annuale nell'oggi storico e ambientale in cui spendiamo il nostro tempo qui, sulla terra (dono di Dio all'uomo). Tante sono le questioni affioranti essenziali. Quest'anno, accogliendo l'invito della Biblioteca, vorrei che riflettessimo sul matrimonio oggi, fondamento della società, e sulla famiglia (Beata Famiglia!). Intorno al matrimonio e alla famiglia c'è da tempo aria di crisi. La cultura corrente ha mutato, anche radicalmente, i modi e i tempi dei rapporti di coppia, e della loro traduzione nell'ambito familiare. Non dimentichiamo che Natale vuol dire che Cristo, Figlio di Dio, parola per la quale furono create tutte le cose per voi, ha scelto di nascere sulla terra nel calore della famiglia = La Sacra Famiglia. La mia opinione è che si discuta troppo sugli effetti dei cambiamenti e si trascuri invece l'analisi delle cause profonde che li hanno prodotti. Questo induce spesso a dare risposte prefabbricate ai molti interrogativi emergenti, senza riuscire perciò a orientare ciò che è nuovo salvaguardando la sostanza di ciò che è passato. Nell'insegnamento della Chiesa, che è la mano di Dio che ci guida dopo la nostra nascita battesimale, e nella cultura cattolica il matrimonio e la famiglia sono da sempre considerati due pilastri della costruzione di una vita vera e cristiana. Non è perciò per se stessi, solo per l'individuo, ma, l'insegna il Concilio Vaticano secondo, essere la famiglia modo di stare nella vocazione universale alla santità = ecco perché è Beata Famiglia, dove i due coniugi cercano Dio nell'altro, non cercare solo se stessi, che vuol dire amarsi senza egoismo disinteressandosi. Il mio augurio di vostro parroco "che si dia sempre più importanza e impulso alla santità tra le mura di casa" è la famiglia cristiana vissuta che salva le famiglie e la società nel mondo "andate in tutto il mondo …”.
Con affetto paterno spirituale.
Vostro Don Guido

Auguri a tutti ...

Ci stiamo avvicinando velocemente al Natale 2008. Un Natale un po’ diverso sotto certi aspetti, la politica italiana che ci propina polemiche in continuazione: chi va da una parte e chi va dall’altra, immancabilmente non riusciamo ad andare diritti. Il grande segnale che è appena arrivato d’oltre oceano, di una persona di colore a capo di una grande potenza. I fatti quotidiani che la televisione e i giornali ci danno in continuazione, a volte senza il senso della misura. L’economia sull’orlo del precipizio, vedi banche in declino, la recessione che spaventa anche chi non sa che cosa significhi. Io personalmente non voglio fare allarmismo su tutto quello che sta succedendo, ma semplicemente riflettere su che cosa si può fare, sulla strada da percorrere, continuando a credere che siamo vivi nel corpo e nella mente, che ce la possiamo fare.
Auguro a tutti Voi che tutti i giorni sia Natale e non solo un giorno all’anno.

Un augurio speciale lo faccio alle persone anziane e sole, a volte una parola per loro vale più di cento panettoni.
Buon Natale a tutti i bambini e ai giovani, grandi speranze per il nostre futuro.
Buon Natale a chi soffre.
Buon Natale a tutti noi.
Giovanni Grazioli
Sindaco di Ceresara

Mercatino di Natale 2008

La Biblioteca Civica “Ferrante Bandera” di Ceresara, in stretta collaborazione con l’Associazione Culturale “Compagnia delle Torri” e il Comune di Ceresara, organizza sabato 20 e domenica 21 dicembre 2008 la nuova edizione dell’ormai tradizionale “Mercatino di Natale”. La stretta sinergia con la “Compagnia delle Torri” - che nel mese di settembre ha organizzato con grande successo la prima edizione di “Convivio a Palazzo” presso Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago - ha permesso quest’anno di rivisitare la formula della manifestazione, affiancando alla vocazione originaria di vetrina dell’associazionismo locale, alcuni momenti di incontro, con lo specifico intento di coinvolgere attivamente la cittadinanza. Altra importante novità è costituita dalla tendostruttura che quest’anno verrà allestita in Piazza Castello e sarà il punto nevralgico del mercatino. Non mancheranno le caldarroste, il vin brulè e la cioccolata calda ma anche altre specialità gastronomiche mantovane come le trippe ed altre giunte direttamente da Praga quali il prosciutto e l’inedito dolce del Trulet (cz = Trdlo) che i visitatori potranno consumare comodamente seduti all’interno della tendostruttura. La preparazione delle specialità sarà curata da Avis, Aido, Circolo Acli “La Vigna”, Compagnia delle Torri, Pianeta Biancorosso, che saranno coadiuvate per l’allestimento del mercatino dalle altre associazioni presenti. La manifestazione si aprirà sabato 20 dicembre alle ore 17.00 con la fiaccolata dei bambini partendo dalla Scuola Materna Statale, alla quale farà seguito, dopo alcuni momenti di canto sotto l’albero di Natale, una lettura animata di fiabe e racconti. La serata sarà allietata sotto la tendostruttura allestita in Piazza Castello con intrattenimento musicale e giochi in compagnia. Domenica 21 dicembre alle ore 9.00 si inizierà con la Colazione in Piazza; alle ore 9.30 presso la Sala Civica del Comune di Ceresara, Mariano Vignoli presenterà il Volume “Castelli, guerre, assedi” - con particolare riferimento al Castello di Ceresara. Nel primo pomeriggio l’atmosfera natalizia si farà più intensa in quanto un gruppo di zampognari animerà con la sua musica le vie del centro storico, al quale si affiancherà l’intrattenimento musicale curato dal gruppo dei “Reböt”. Alle ore 15.00 si svolgerà l’attesissima prova invernale del Palio delle Contrade organizzato dalla “Compagnia delle Torri”, mentre alle 20.30 presso la tendostruttura di Piazza Castello si potrà assistere all’esibizione dei Cori Parrocchiali che proporranno alcune canzoni del loro repertorio natalizio.
Vi aspettiamo numerosi …

Una gita a Carpi ...

Il nostro trimestrale appuntamento ci porta a Carpi, notevole centro industriale, agricolo e commerciale della pianura modenese che conserva tutt'oggi l'inconfondibile impianto urbanistico a strade ortogonali, tipico del periodo rinascimentale. Nel territorio comunale scavi archeologici ci attestano la presenza di insediamenti umani a partire dall'età del bronzo, mentre da poco sono state localizzate testimonianze di un villaggio villanoviano; successivamente, in epoca romana, il sito faceva parte della circoscrizione di Mutina. Le prime notizie certe della città risalgono alla metà dell'VIII secolo e corrispondono all'edificazione della chiesa di Santa Maria, attorno alla quale si costituì un borgo fortificato che si ampliò velocemente e divenne possedimento della famiglia Canossa nel X secolo. In seguito appartenne ai Bonacolsi di Mantova all'inizio del XIV secolo prima di passare a Manfredo Pio nel 1327. La signoria dei Pio conobbe il massimo splendore con Alberto III che affidò a Baldassarre Peruzzi l'incarico di ristrutturare numerosi edifici civili e religiosi della città. Nel 1525 tramontò definitivamente la dinastia dei Pio e la città passò sotto il controllo degli Estensi, rimanendovi fino al 1859. Iniziamo la nostra visita da Piazza Garibaldi e percorrendo corso Alberto Pio raggiungiamo il cuore dell'insediamento rinascimentale, ovvero Piazza Martiri, di pianta rettangolare vasta e allungata. Sul lato destro vi prospetta l'imponente mole del castello – palazzo dei Pio, sul lato opposto una lunga e continua sequenza di case porticate denominata Portico Lungo, di epoca quattrocentesca, mentre il lato corto viene chiuso scenograficamente dalla barocca facciata della Cattedrale. Questa, intitolata a Santa Maria Assunta, fu iniziata nel 1514 su progetto del Peruzzi ma venne interrotta nel 1525, ripresa nel 1606 e definitivamente completata con la cupola e la facciata barocca nel corso del XVIII secolo. L'interno, a tre navate, con transetto e profondo presbiterio, presenta diversi altari decorati con paliotti e ancone in scagliola. Si possono ammirare tele e sculture che vanno dal 1500 al 1700; la Cattedrale è anche dotata di un ricco tesoro composto da oreficerie e paramenti sacri dello stesso periodo. Di fronte al Portico Lungo si trova il variegato complesso del Palazzo dei Pio, formato da edifici di epoca e stile diverso. Il corpo principale presenta una linea classicheggiante, interrotta dalla seicentesca Torre dell'orologio, da cui si accede all'elegante cortile interno; all'angolo settentrionale posto verso la Cattedrale, si trovano il cilindrico bastione dell'Uccelliera del 1480 e la merlata torre di Passerino Bonacolsi risalente al 1320. all'angolo opposto si erge isolato il poderoso torione di Galasso Pio edificato verso la metà del XV secolo, ingentilito da una serie di terracotte e da alti pinnacoli. Dal cortile d'onore si sale al piano nobile che prevede la visita alla sala della Torre dell'orologio, inizio del percorso museale intitolato a Giulio Ferrari. Si prosegue con la sala degli Archivi, il salone dei Mori con affreschi prospettici del 1500, la Cappella affrescata da Bernardino Loschi all'inizio del XVI secolo, con lunette in terracotta invetriata di Andrea della Robbia raffiguranti i quattro Evangelisti. Si passa alla stanza del Forno poi alla stanza della Torre di Passerino con volta a crociera e affreschi e una tavola proveniente dalla bottega del Ghirlandaio, alla stanza Ornata con affreschi del Loschi. Di notevole valore la sala dei Trionfi con altri affreschi del Loschi e varie opere d'arte fra cui un'Allegoria di Palma il Giovane, un'Annunciazione dello Scarsellino, un Filosofo di Jusepe de Ribera. Attraversato lo studiolo di Alberto Pio si entra nella stanza dell'Amore con camino quattrocentesco, affreschi del XV – XVII secolo e dipinti di scuola emiliana del XVII secolo. Tornati nel cortile, salendo un altro scalone si raggiunge la sala dei Cervi, con affreschi cinquecenteschi a carattere venatorio, seguita dalla sala degli stemmi con altri affreschi dello stesso periodo. Dietro al palazzo dei Pio, in Piazzale Re Astolfo possiamo ammirare la piccola quanto preziosa Pieve di Santa Maria in Castello, detta “la Sagra”, edificata verso la metà dell'VIII secolo per volere del re longobardo Astolfo. Venne ricostruita in forme romaniche nel XII secolo e accorciata per due terzi nel 1515. Di fianco si eleva l'alto campanile duecentesco, con doppio ordine di bifore, sormontato da cuspide e quattro pinnacoli. All'interno della chiesa si trovano un ambone del XII secolo con simboli degli Evangelisti, affreschi duecenteschi con scene del Nuovo Testamento, un affresco coevo di stile bizantino raffigurante l'Epifania, un bassorilievo quattrocentesco in terracotta con l'Assunta attribuito a Jacopo della Quercia, il trecentesco sarcofago marmoreo di Manfredo Pio. Nell'abside di sinistra si trova la Cappella di San Martino, decorata con affreschi quattrocenteschi di Antonio Alberti da Ferrara. Abbandonata Piazza Martiri e imboccata via Fanti raggiungiamo il convento di Santa Chiara, fondato da Camilla Pio nel 1490. La chiesa, di stile neoclassico, custodisce una tavola di Giacomo e Giulio Francia raffigurante l'Adorazione dei pastori. Adiacente alla chiesa, nella zona riservata alla clausura, si trova un elegante chiostro rinascimentale a due ordini di loggiati su colonne in cotto. Altro edificio religioso di una certa rilevanza è la chiesa di San Nicolò, costruita nel 1494 su progetto bramantesco ma ultimata con l'aggiunta delle navate laterali ideate dal Peruzzi. All'interno meritano menzione gli affreschi della cupola con Evangelisti e Profeti e quelli delle quattro cupolette laterali raffiguranti le Sibille. Il nostro itinerario termina con la visita ad altre due chiese carpigiane: la chiesa di San Francesco e quella di San Bernardino da Siena, patrono della città. La prima venne costruita nel 1682 sui resti di una precedente chiesa duecentesca ma non fu ultimata nella facciata, rimasta incompiuta. All'interno sono custoditi il sarcofago di Marco Pio, realizzato da un allievo di Jacopo della Quercia e quello di Pietro Pio, entrambi quattrocenteschi, un affresco di Giovanni da Modena raffigurante la Madonna con il Bambino. Nella chiesa di San Bernardino, edificio ad unica navata iniziato nel 1605, si possono ammirare gli arredi in legno dorato e pregevole paliotti in scagliola, nella prima cappella a destra il Martirio di San Lorenzo, opera di Palma il Giovane, e nella seconda cappella sempre a destra un San Carlo Borromeo, tela firmata da Camillo Procaccini.
L’Inviato Speciale

La mia vita per te

Abeo, Aido e Avis unite per promuovere la cultura del dono

Anche quest’anno molte persone continueranno a vivere solo grazie alla donazione di sangue, midollo osseo e organi di tanti e tanti volontari che vivono nella nostra provincia. Garantire che questo possa avvenire anche in futuro è una esigenza irrinunciabile, anzi, un bisogno vitale.
Per questa ragione, noi di ABEO, AIDO e AVIS, abbiamo deciso di fare qualcosa in più rispetto al passato. Abbiamo deciso di metterci assieme, di fare rete per promuovere una nuova campagna di sensibilizzazione alla donazione rivolta a tutti e in particolar modo ai giovani.
Il senso del nostro progetto è sintetizzato in una semplice frase: "La mia vita in te" ovvero il mio sangue o il mio midollo per chiunque ne abbia necessità; la mia vita in te anche dopo la morte, grazie alla possibilità di donare gli organi. L’appello che lanciamo uniti è: “Non spegniamo la speranza di vita di tanti. Donare un po’ di noi a un altro essere umano non è difficile”.
Il progetto “La mia vita in te” prevede la realizzazione di un filmato che sarà diffuso prioritariamente nelle scuole per sensibilizzare gli studenti (soprattutto quelli che si avvicinano alla maggiore età) alla cultura del dono; a tal fine le tre associazioni stanno elaborando assieme al CSVM un calendario di incontri con gli istituti virgiliani.
Il progetto prevede inoltre azioni di comunicazione comuni alle tre associazioni che si presenteranno in modo coeso con materiali di stampa condivisi e riportanti i loghi di tutti e tre i sodalizi legati alla donazione.
Altra azione prevista consiste nella presenza unitaria a manifestazioni, come è avvenuto in occasione del recente Festival della Cooperazione (25 e 26 ottobre) e, nel caso delle nostre sezioni comunali di Ceresara, la partecipazione alla nuova edizione del “Mercatino di Natale” in Piazza Castello.
Sezioni AIDO e AVIS Ceresara
Per la donazione di midollo osseo
ABEO - Tel. 0376288754 - http://www.abeo-mn.it/
Per la donazione di organi
AIDO - Tel. 0376223001 - http://www.aido.it/
Per la donazione di sangue
AVIS - Tel. 0376364944 - http://www.avis.it/

Abeo Mantova

Perché donare il midollo osseo? La donazione di midollo osseo per molte patologie rappresenta l’unica speranza di guarigione. La possibilità di trovare un donatore in famiglia è del 25%. In mancanza di un familiare compatibile, si ricerca un potenziale donatore non consanguigno tramite le banche dei donatori di midollo osseo (con probabilità di successo 1:100.000). Il nostro obiettivo è accrescere il numero di potenziali donatori … di vita: diventa anche tu donatore di midollo osseo!
Come fare per donare il midollo osseo? Se hai un’età compresa tra i 18 e 40 anni, godi di buona salute e sei esente da infezioni virali vieni a trovarci nella nostra sede presso il Laboratorio Analisi dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova in Via Albertoni 1, nei giorni di martedì, giovedì e sabato delle ore 9.30 alle 12.00. Per informazioni: Tel. 0376201856 - 0376288754.
Ti aspettiamo!
Associazione ABEO - Mantova

In bici sulle orme dei pellegrini

Da Ceresara a Roma

Dopo il pellegrinaggio a Santiago di Compostela gli indomiti ciclisti ceresaresi Walter Ghizzi, Gian Paolo Oneda e Lino Giuradei questa volta hanno ripercorso parte della via Francigena, attraversando l'Emilia e la Toscana, fino ad arrivare a Roma, in un'ideale continuazione, sulle orme dei cavalieri templari, di un avventura che Walter dipinge come "un’occasione unica, un pellegrinaggio autentico, una fatica che abbiamo affrontato con il sorriso anche senza avere nessuna grazia particolare da chiedere". I nostri compaesani sono partiti la mattina del 7 giugno da Piazza Castello, e la loro prima destinazione era Berceto. Dopo aver fatto tappa a Casalmaggiore e a Parma è iniziata, in corrispondenza con la Cisa, la "vera" via Francigena che, come ci ricorda Walter, "è ancora decisamente sentita, dato che, dopo il Giubileo del 2000, al percorso sono stati apportati diversi miglioramenti. Ad esempio, la nostra prima sistemazione per la notte è stata in una casa cantoniera, adibita a ostello, proprio dal periodo del Giubileo". Il tratto successivo del percorso, "durante il quale abbiamo potuto ammirare alcuni borghi incantevoli, come quello di Filetto", si è concluso a Lucca. Nei dintorni della città toscana si è scatenato un violento temporale, "dal quale ci siamo riparati sotto la pensilina di un bar". Dopo Lucca il pellegrino entra sulla Via Cassia, il cui percorso originale sarebbe su un ciottolato, strada fin troppo accidentata per le ruote di una bicicletta, sorride Walter: "abbiamo quindi optato per percorsi alternativi, ma non per questo meno suggestivi. Basti pensare alla tappa successiva, San Gimignano, che avevo già visitato in modo più tradizionale, ovvero arrivando in automobile. Ma in bicicletta la sensazione è ben diversa: il cosiddetto borgo del tufo è semplicemente un luogo magico". Ma la fatica non aveva ancora del tutto abbandonato i nostri pellegrini, che si sono diretti immediatamente a Siena, "sotto un sole cocente, affrontando salite con grado di pendenza dal 6 al 10%. Se non altro, abbiamo potuto attraversare in bicicletta Piazza del Campo, senza incorrere in nessun richiamo da parte dei vigili". Dopo essere passati per altri numerosi centri (San Quirico d'Orcia, Buonconvento e Radicofani) nei pressi della famosa Abbazia di Sant'Antimo, "abbiamo passato il confine tra Toscana e Lazio, su un tratto di Francigena in terra battuta che conduceva al lago di Bolsena, per poi fare rotta verso Viterbo". Le condizioni meteorologiche non hanno permesso a Walter, Gian Paolo e Lino di concludere interamente il loro percorso ciclistico, e hanno dovuto infine ripiegare su un'ultima tratta in treno. Una volta giunti nella capitale, il giorno 12 giugno, dopo la foto di rito davanti a San Pietro sono stati ospiti di Padre Marani, gesuita ceresarese che cura i rapporti tra il Vaticano e le Chiese bizantine presso la Santa Sede. "Siamo stati presentati alla congregazione di Padre Marani" ricorda Walter "e una volta che i suoi confratelli hanno capito che eravamo pellegrini recatisi da Mantova a Roma, ci hanno tributato un lungo applauso. Ecco, questo è stata la nostra vera vittoria". Dopo il ritiro del meritato attestato presso l'Ufficio del Pellegrino in Vaticano, i nostri tre eroi hanno preso la via del ritorno, consapevoli di aver raggiunto un nuovo traguardo. Così come aveva fatto parlando del pellegrinaggio a Compostela, Walter consiglia vivamente ad altri cicloamatori di seguirli nelle prossime tappe. Per ogni informazione in merito si può contattare il numero 037687450.

A Tavola con "La Zucca"

Asparagi al fomaggio con salsa di pomodoro

Ingredienti per 4 persone:
16 fette di fontina;
150 grammi di formaggio fresco cremoso;
1 confezione di asparagi freschi o surgelati;
1 tazza di salsa al pomodoro già pronta;
erba cipollina secca;
peperoncino in polvere;
sale, pepe;
4 cucchiai di olio.

Preparazione:
Lessare gli asparagi, condirli con un giro di olio e lasciarli raffreddare. Mettere in una ciotola il formaggio fresco, aggiungere un pizzico di sale, una presa di pepe, una di erba cipollina, una di peperoncino, 3 cucchiai di olio e mescolare. Mettere al centro di ciascuna fetta di fontina il composto e 4 o 5 asparagi, rivolgendo le punte verso l’esterno. Arrotolare le fette e accomodarle in un piatto da portata. Condire gli involtini con la salsa di pomodoro e servire, oppure riporre in frigo fino a completo raffreddamento.
Lasagne con funghi

Ingredienti per più persone:
lasagne (fresche o secche);
circa mezzo chilo di funghi misti un bicchiere di vino bianco;
besciamella;
salsa di pomodoro;
formaggio grattugiato;
una mozzarella;
aglio;
prezzemolo;
peperoncino, olio.

Preparazione:
Tritare finemente l'aglio e il prezzemolo, rosolarli con un po' di olio e il peperoncino, aggiungere i funghi ancora surgelati e alzare la fiamma. Non appena rosolati aggiungere il vino e lasciare evaporare sempre a fiamma alta. Evaporato il liquido aggiungere la salsa di pomodoro e lasciare cuocere un altro po'. Imburrare una pirofila, versare sul fondo uno strato abbondante di besciamella e sopra il primo strato di pasta, disporre po' di salsa di funghi, altra besciamella, un po' di cubetti di mozzarella e una manciata di formaggio grattugiato. Disporre il secondo strato di pasta e ripetere il procedimento facendo 5 o 6 strati. Sull'ultimo disporre abbondante besciamella, parmigiano e fiocchi di burro per farlo gratinare. Mettere in forno già caldo regolato a 200/220 per circa mezz'ora o fino a quando la superficie sarà dorata.

Pasticcio di polenta con funghi alla fontina

Ingredienti per 4 persone:
Mezzo chilo di polenta fredda;
mezzo litro di besciamella;
mezzo chilo di funghi champignon, mezzo mazzetto di prezzemolo;
1 bicchiere di vino bianco secco;
1 spicchio di aglio;
1 etto di fontina tagliata a cubetti;
1 etto di parmigiano grattugiato;
50 grammi di burro;
2 cucchiai di olio, sale, pepe.

Preparazione:
Tritare il prezzemolo, dividere a metà l'aglio sbucciato e rosolarli per qualche minuto in una padella con l'olio. Aggiungere i funghi puliti e tagliati a fettine e rosolarli a fiamma alta per qualche minuto. Eliminare l'aglio, versare il vino e lasciarlo evaporare. Proseguire la cottura per altri 5 minuti, aggiungendo un pizzico di sale e uno di pepe. Foderare una teglia rotonda con un foglio di carta da forno. Disporre sul fondo uno strato di polenta tagliata a fettine sottili, versare qualche cucchiaiata di besciamella, un po’ di funghi, qualche cubetto di fontina e una manciata di parmigiano. Proseguire gli strati, terminando con fiocchetti di burro. Mettere il pasticcio nel forno caldo (220 gradi) a gratinare per 25/30 minuti o fino a quando il formaggio sarà fuso e la superficie apparirà ben dorata.

Pasticcini di cocco

Ingredienti per più persone:
200 gr. di farina di cocco;
20 gr. di burro;
1 bicchiere di latte;
6 cucchiai di zucchero;
sale;
50 grammi di nocciole tostate;
8 biscotti secchi;
1 tavoletta di cioccolata al latte.

Preparazione:
Versare il cocco (meno 1 cucchiaio per la decorazione) in una padella antiaderente a fiamma bassa. Aggiungere il latte (meno 1 cucchiaio), lo zucchero, un pizzichino di sale, il burro e cuocere per circa 10/15 minuti sempre mescolando. A fiamma spenta aggiungere 4 biscotti sbriciolati e mescolare nuovamente. Lasciare raffreddare per qualche minuto il composto, in modo che si possa maneggiare. Con un cucchiaio prelevare una piccola quantità di composto e adagiarlo sul palmo della mano precedentemente inumidito con acqua fredda. Mettere al centro una nocciola, coprire con un'altra piccola quantità di composto e formare una pallina un po' più grande di una noce. Sbriciolare in un piatto piano 4 biscotti e rotolare i pasticcini facendo aderire bene le briciole. Trasferirli in un piatto e riporli in frigo. In un padellino spezzettare la tavoletta di cioccolato, aggiungere il latte e fare sciogliere il cioccolato a fiamma bassissima mescolando in continuazione con un cucchiaio di legno. Versare il cioccolato fuso sopra i pasticcini, lasciandolo cadere dal mestolo di legno. Cospargere la superficie con 1 cucchiaio di cocco e rimettere in frigo per almeno 1 ora.

Auguri dai Volontari de "La Sorgente" ...

Questo è, più o meno, il lavoro svolto quest’anno con un numero di volontari che si può contare appena appena su due mani, ma che speriamo possa aumentare anche perché, col passare degli anni, essi stessi, come succede a tutti, diventeranno “anziani” e, invece che al volante, dovranno accomodarsi come “passeggeri” … e allora sarebbe un problema!

Circa 400 viaggi con gli anziani per cure, visite, analisi ecc.;
Prestito gratuito di attrezzature proteiche;
Assistenza per prenotazioni visite e pratiche diverse;
Invio di Auguri per i Compleanni;
Visite agli anziani e agli ospiti ceresaresi in Case di Riposo;

Raccolta tappi di plastica: finita una prima raccolta il cui ricavato sarà devoluto ai missionari, si è deciso di dedicare la raccolta in corso all’iniziativa “Aiuta Camilla” la bambina di Desenzano del Garda che si dovrà curare negli Stati Uniti. Per questo scopo sono stati versati alla raccolta del Comune di Ceresara il ricavato della vendita dei tappi (Euro 180,00), più il ricavato della Lotteria della Festa degli Anziani (Euro 585,00).
Allora grazie a tutte le famiglie che pazientemente raccolgono i tappi e li portano ai centri di raccolta, grazie alle scuole, agli asili, al Supermercato Tommasi, a Giuseppe Gambarini, all’Associazione “i Casaloldi” che portano i tappi da Casaloldo, a Silvio Tarchini che li porta da Guidizzolo, a Graziella Ghio che ci mette a disposizione lo spazio per i sacchi, al Comune che ci presta il camion per il trasporto e a Nicola Genovesi, impareggiabile autista.
Un sentito ringraziamento alle famiglie che hanno voluto ricordare i loro cari con un’offerta per le attività dell’Associazione: La famiglia Lupi, la famiglia Azzoli ed il Signor Bellotti.

Sessantesimo di matrimonio ...

Complimenti, Gino Sereni e Doralice Gamba hanno raggiunto i 60 anni di matrimonio.

Per ricordare quel lontano mai dimenticato 27 Novembre del 1948 hanno festeggiato alla grande con figlie, nipoti, pronipoti e parenti.

Auguri da tutta Ceresara! (siate sereni e in gamba)