sabato 14 marzo 2009

Ceresara, 25 marzo, annuale Fiera della Possenta

In un enorme panorama,
bene illuminato,
tra il ronzio dei motori,
il cinguettio degli uccelli,
il chiacchierio degli uomini,
lungo un viale germogliante di piante,
con il ritorno delle rondini e del sole,
ai primi giorni tiepidi di primavera
a Ceresara torna l’annuale fiera.

E con lei tornano gli uomini che già l’hanno veduta,
quelli che l’hanno creata,
quelli che son partiti dal paese per altre terre,
quelli del “Luna park”.
Tutti, tutti tornano a rivederla.
Tornano gli innamorati,
i ragazzi e le ragazze
con macchine, camioncini, motorini,
in bicicletta, a piedi o con ogni mezzo,
ma tornano.

E’ difficile dimenticare per i giovani
questo antico detto locale:
“Chi non si trova il fidanzato o la fidanzata
per la Fiera della Possenta
per tutto l’anno resta senza”.

Ed è per questo che moltissime son le coppie che si fidanzano.
Così come San Valentino lo chiamano il protettore degli innamorati,
la Madonna della Possenta la possiamo chiamare
protettrice e salvaguardia dei giovani.

Rodolfo Morbio

Fai il pieno di cultura 2009 ...

Dopo la positiva esperienza del 2008, l’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia promuove anche quest’anno l’Open Day delle Biblioteche lombarde, abbinandolo alle altre manifestazioni culturali promosse dalla regione “Una notte al museo” e “Oltre il palcoscenico”. L’appuntamento, che si svolgerà sul territorio lombardo il 15, 16 e 17 maggio, prende il nome di “Fai il pieno di Cultura. Musei, biblioteche e luoghi straordinari per incontri e spettacoli”. Scopo dell’iniziativa è quello di coniugare contenuti di cultura e svago in una veste assolutamente originale, favorendo un positivo immediato riscontro di visitatori e spettatori, invitati a scoprire e a conoscere collezioni, patrimoni librari, edifici e luoghi, talvolta poco noti ed estranei ai circuiti tradizionali di studio, di frequentazione e di attrazione turistica. Musei e biblioteche diventano, in queste giornate di primavera, luoghi dinamici d’incontro, d’intrattenimento e inconsueti palcoscenici per eventi di teatro, di musica, d’arte, di letture animate, di laboratori didattici, di cinema, di visite guidate e d’insolite degustazioni enogastronomiche.La Biblioteca Civica “Ferrante Bandera” aderisce anche quest’anno, insieme ad un buon gruppo di altre biblioteche mantovane, all’invito che ci è pervenuto dalla Regione tramite l’Ufficio Biblioteche della Provincia di Mantova che coordina i servizi bibliotecari per il nostro territorio. Durante l’orario di apertura nelle tre giornate i Volontari saranno come sempre a disposizione della cittadinanza per illustrare tutti i servizi offerti dalla struttura, con particolare riferimento a quelli più innovativi (come ad esempio la possibilità di accedere direttamente dalla biblioteca ad alcuni servizi erogati dalla Regione Lombardia utilizzando la Carta Regionale dei Servizi). Nel pomeriggio di domenica 17 maggio, in collaborazione con la Casa del Giovane di Ceresara, è previsto l’ultimo appuntamento in programma della rassegna “Domenica di allegria …”, dove i più piccoli potranno partecipare ad attività di animazione alla lettura. Per maggiori informazioni sull’iniziativa regionale è possibile visitare il sito http://www.lombardiacultura.it/, dove verrà pubblicato il calendario completo degli eventi previsti a livello regionale.

Gruppo Volontari Biblioteca

Una gita a Pontremoli

Sentinella dell’Alta Val di Magra, sviluppatasi nel cuneo di terra posto fra il fiume Magra e il torrente Verde, andiamo a visitare Pontremoli, capoluogo della Lunigiana, giustamente definita da Federico II “unica chiave e porta fra il nord e il centro della penisola italica”. La cittadina venne fondata nel 990 come stazione della Via Francigena e crebbe velocemente d’importanza in quanto fondamentale centro di controllo militare e commerciale lungo la via appenninica. Dopo un periodo di dominio Estense la città fu governata dalla signoria di Castruccio Castracani che fece erigere una cinta muraria con camminamento di ronda che collegava tre torri di cui due, seppur modificate, esistono ancora oggi: la Torre dell’Orologio detta anche di Castruccio e il campanile del Duomo. Iniziamo la nostra visita partendo da Porta Fiorentina, estremità meridionale dell’insediamento urbano, e proseguendo verso le piazze centrali incontriamo uno dopo l’altro alcuni prestigiosi palazzi: il settecentesco Palazzo Damiani, caratterizzato da finestre con stipiti in arenaria, Palazzo Petrucci con la facciata arricchita da statue d’ispirazione michelangiolesca, Palazzo Negri con portone adornato da cherubini, giardino interno con elegante fontana e scalone con statue e busti marmorei. Poco più avanti si raggiunge l’Oratorio della Madonna del Ponte, edificio religioso in stile rococò ultimato nel 1738 e affrescato da Giuseppe Galeotti. Accanto all’Oratorio si erge la severa Torre di Castelnuovo che controlla il passaggio sull’antico Ponte Tremulo, da cui la città deriva il nome; questa torre è collegata visivamente ad un’altra torre chiamata “del Casotto”, eretta a sorveglianza del ponte sul torrente Verde. Lungo il percorso possiamo ammirare il Palazzo Dosi-Delfini e il Palazzo Magnavacca prima di raggiungere Piazza Repubblica sulla quale prospettano il cinquecentesco Palazzo Bocconi, il Palazzo Pretorio e il Palazzo Municipale. La piazza viene chiusa dalla slanciata Torre dell’Orologio o di Castruccio che la separa dall’altra piazza centrale, ovvero Piazza Duomo, dominata dall’austera presenza della Cattedrale intitolata a Santa Maria del Popolo. Venne eretta nel XVII secolo, presenta la facciata rifatta in stile neoclassico nel 1881 ed è sormontata da un’imponente cupola. L’interno, con unica navata, è arricchito da decorazione e dipinti del XVIII e XIX secolo. Avvicinandosi alla parte più elevata della città, sulla cui sommita si staglia la sagoma del Castello del Piagnaro, passiamo davanti a Palazzo Ricci-Armani, raffinato esempio di edificio privato con cancello barocco in ferro battuto di rara bellezza; poco oltre si trova la Chiesa San Nicolò, con interno ad unica navata, che custodisce il “Transito di San Francesco Saverio”, opera di Giuseppe Bottani, e una scultura lignea raffigurante il Cristo Nero eseguita nel XVI secolo. Stiamo per addentrarci nel nucleo abitato più antico di Pontremmoli, imboccando un ripido percorso che si snoda lungo caratteristiche viuzze strette acciottolate sulle quali si affacciano minuscole casette di antica costruzione. Eccoci al Castello del Piagnaro, edificio realizzato fra il IX e il X secolo, con poderoso dongione circolare del XV secolo. Altri interventi di ampliamento e fortificazione vennero eseguiti fino al 1600, facendo assumere al castello le tipiche sembianze di una fortezza. Oggi il castello è sede del grande museo archeologico che conserva, insieme a incisioni rupestri e megaliti, numerose statue – stele della Lunigiana, prime forme di scultura a soggetto umano, risalenti all’età del rame e del bronzo. La città viene chiusa a settentrione dalla Porta Parmense e una volta completata la visita del borgo attraversato dalla via Francigena abbandoniamo il cuneo fortificato per raggiungere due edifici religiosi di una certa rilevanza: la Chiesa di San Francesco e il complesso conventuale dell’Annuziata. La prima, edificata sulla riva destra del Torrente Verde nel 1465, è caratterizzata dal pronao settecentesco realizzato dal Natali; l’interno, a tre navate, conserva un bassorilievo con Madonna e bambino in marmo policromo attribuito ad Agostino di Duccio e una tela con San Francesco ricevente le stigmate di Gianbettino Cignaroli. La Chiesa dell’Annunziata, situata circa a un chilometro fuori dall’abitato, presenta un’elegante interno a navata unica con presbiterio rialzato raggiungibile per un’ampia scalinata. Nella controfacciata è posta una tavola con Madonna, Bambino ed Evangelisti datata 1470, in mezzo alla navata si trova un tempietto marmoreo ottagonale impreziosito da statuette sulla cornice e da un bassorilievo attribuito alla mano del Sansovino. Altre opere di valore sono l’Adorazione dei Magi e la Creazione, dipinte da Luca Cambiaso e gli affreschi della volta nella Sagrestia realizzata da Francesco Natale. Adiacenti alla Chiesa si trovano due eleganti chiostri quattrocenteschi appartenenti all’antico convento degli Agostiniani.

L’Inviato Speciale

A.V.I.S.: conosciamola insieme!

L’A.V.I.S. è un’associazione di volontariato costituita tra coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue. E’ un’associazione apartitica, aconfessionale, senza discriminazioni di razze, sesso, religione, lingua, nazionalità, ideologia politica, esclude qualsiasi fine di lucro e persegue finalità di solidarietà umana. Fondata a Milano nel 1927 dal dott. Vittorio Formentano, costituitasi ufficialmente come associazione Volontari Italiani del Sangue nel 1946 e riconosciuta nel 1950 con una legge dello Stato Italiano, l’A.V.I.S. è oggi un ente privato con personalità giuridica e finalità pubblica e concorre ai fini del Servizio Sanitario Nazionale a favore della collettività. Fonda la sua attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia e della partecipazione sociale e sul volontariato quale elemento centrale e strumento insostituibile di solidarietà umana. Gli scopi dell’associazione sono venire incontro alla crescente domanda di sangue, donare sangue a tutti senza discriminazione. All’A.V.I.S. possono aderire gratuitamente sia coloro che donano e sia coloro che, pur non potendo per motivi di idoneità fare la donazione, collaborano gratuitamente a tutte le attività di promozione e organizzazione. L’A.V.I.S. è presente su tutto il territorio nazionale con una struttura ben articolata, suddivisa in sedi Comunali, sedi Provinciali e Regionali. Anche Ceresara da ormai lungo tempo ha la fortuna di avere il proprio consiglio Comunale A.V.I.S., costituito da un Presidente, un Vice Presidente, un segretario, un economo e i consiglieri. In data 4 Febbraio tutti i donatori, il consiglio Comunale A.V.I.S. uscente, sono stati invitati a nominare il nuovo consiglio dell’Associazione. Ad un’unanimità si è optata per la rielezione come Presidente del Sig. Sarzi Daniele, che negli ultimi quattro anni ha svolto il proprio mandato in modo irreprensibile, con impegno, volontà, dimostrando interesse e affezione per quanto stava svolgendo. In questi anni il sig. Sarzi è stato sostenuto da valorosi collaboratori naturalmente. L’A.V.I.S. Ceresara vanta oggi la presenza di 205 donatori, ai quali il nuovo consiglio chiede di continuare la propria opera di volontariato con la massima collaborazione, disponibilità e flessibilità. Nei futuri quattro anni di mandato il nuovo consiglio si prefigge di continuare a far in modo che l’A.V.I.S. sia presente nei vari ambiti sociali e territoriali che le competono, di implementare una capillare conoscenza dell’importante associazione cercando di coinvolgere nuovi volontari. Ma cosa vuol dire diventare donatore Avis e perché donare il proprio sangue? Donare è un gesto di solidarietà, significa dire con i fatti che la vita di chi sta soffrendo mi preoccupa. Il sangue umano è un prodotto naturale, non riproducibile artificialmente, ed è indispensabile alla vita. Donare il sangue è un atto volontario e gratuito, è un dovere civico, è una manifestazione concreta di solidarietà, esalta il valore della vita, abbatte qualsiasi barriera. E’ un atto di estrema generosità che permette di salvare le persone. Proprio il fatto che il sangue sia raro implica la necessità di metterlo a disposizione di persone sconosciute, ma anche di amici, parenti, neonati, che potrebbero trovarsi in situazioni di bisogno. Tutti domani potremmo avere bisogno di sangue per qualche motivo. Anche tu. Ecco perché coloro che sono in buona salute e hanno un’età compresa tra i 18 e 60 anni sono invitati ad effettuare la prima donazione … non è mai tardi per iniziare! Un augurio affettuoso e speciale rivolgiamo al nuovo consiglio Comunale A.V.I.S. perché possa in questo mandato valorizzare con l’esempio e l’impegno il significato del donare volontariamente.
Nuovo Consiglio Comunale A.V.I.S.:
Presidente : Sig. Sarzi Daniele;
Vice Presidente: Sig. Albertoni Andrea;
Economo: Sig.ra Baraldi Elisa;
Segretario: Sig.ra Piroli Sara
Consiglieri: Sig.ri Atti Ignazio, Brunoni Enrico, Campagnari Fortunato, Ruffoni Aldo, Sig.re Lupi Fiorella, Pettenati Enrica, Tognon Roberta.

Rassegna di lettura per bambini in Biblioteca

I questi ultimi mesi la Biblioteca di Ceresara “Ferrante Bandera” ha scelto di porre in primo piano la promozione della lettura per bambini. Un progetto per provare a trasmettere il “virus” della lettura che va coltivato affinché questa malattia invece di svanire non passi mai e in questo genitori, insegnanti, educatori, bibliotecari, hanno un ruolo fondamentale. Promuovere la lettura per i bambini vuol anche dire per la nostra biblioteca acquisire col tempo raccolte di volumi più mirate e dedicate ai bambini, stimolare i bambini ad amare la lettura, a comprendere i contenuti di un libro, attivarli all’ascolto, anche quello interiore, immergerli in un mondo ricco di fantasia. Leggere ad alta voce ai bambini è molto importante e non è mai troppo tardi per iniziare. La lettura dovrebbe iniziare fin dal pancione e molte ricerche ne hanno dimostrato l’efficacia: la voce, la musicalità delle parole raggiunge il bambino prima del significato delle parole e quella voce lo accompagnerà per sempre. Nei più piccoli l’esperienza della lettura passa attraverso i cinque sensi, che permettono di conoscere il libro fisicamente, per arrivare alla lettura di immagini e infine alla lettura autonoma. Il legame che si crea tra un adulto che legge e il bambino che ascolta è molto forte, è un momento legato alle emozioni che si provano in quel momento e alla completa disponibilità e gratuità dell’atto del donare lettura. La lettura ad alta voce promuove un atteggiamento positivo nei confronti del libro e questo faciliterà il momento faticoso dell’apprendimento della lettura a 6 anni, influenzerà lo sviluppo della personalità del bambino e la sua capacità di apertura al mondo e lo abituerà alle dimensioni dell’ascolto e del silenzio. Per queste ragioni la Biblioteca di Ceresara ha come obiettivo la promozione della lettura ad alta voce per i bambini in età pre-scolare e scolare con l’idea di poter sviluppare e ampliare il progetto anche grazie all’aiuto di tutti quei lettori che vorranno rendersi disponibili a leggere in biblioteca in alcuni momenti dell’anno, ognuno con le proprie capacità e le proprie conoscenze: la biblioteca sarà ben lieta di accogliervi numerosi!Confidiamo in una crescente partecipazione agli incontri che si svolgeranno nei prossimi mesi e noi daremo il meglio affinché bambini e genitori siano piacevolmente coinvolti nel fantastico mondo della scoperta, della conoscenza, della lettura di un buon libro.

Casa del Giovane: c’è bisogno anche di te ...

Vorrei condividere con tutti voi qualche pensiero in merito ad un luogo di ritrovo e di crescita quale è la Casa del Giovane. Queste mie riflessioni prendetele come un concentrato di constatazioni, desideri, speranze e progetti che messi insieme vogliono dare voce ad un appello. Il nostro Paese ha la fortuna di possedere un luogo in cui poter riscoprire TUTTI QUANTI il significato dell’incontro, l’educazione, la socializzazione, il rispetto e soprattutto il servizio e l’attenzione ai piccoli. Educare significa aiutare a crescere, accompagnare i giovani in una crescita anzitutto umana e possibilmente cristiana.La Casa del Giovane è un luogo in cui si tenta di fare questo, attraverso le persone che in essa si danno da fare. Naturalmente bisogna esserci e in un certo modo. Bisogna condividere dei valori: il rispetto di tutti, l’attenzione ai piccoli, il servizio gratuito e generoso. Queste cose sono richieste a tutti coloro che vogliono provare ad impegnarsi per dare a modo loro un aiuto alla comunità.Tutti possono adoperarsi per rendere migliore questo luogo di crescita, portando le loro esperienze, le loro idee, con le forze che si possiedono e con il tempo che si può dedicare alla crescita dei bambini che non devono essere solo i nostri figli. Per dare voce alla Casa del Giovane c’è bisogno di persone, di relazioni umane, di gente che rimanga ad ascoltare, a parlare, a richiamare le regole e anche ad arrabbiarsi quando serve. C’è bisogno di presenze … attive! Non serve una nomina speciale o un patentino riconosciuto per fare del bene, basta un po’ di volontà! A volte basta davvero poco …! La questione non è solo trovare qualche buon genitore che si presta a tenere aperto le domeniche pomeriggio, ma anche quello di rendere la Casa del Giovane un luogo veramente educativo serio ed efficace. Non deleghiamo tutto a chi tiene aperto, sentiamoci tutti responsabili: TUTTI POSSIAMO FARE QUALCOSA. Anche solo giocare un po’ con i bambini o con i ragazzi, aiutarli a giocare insieme e non ciascuno per conto suo. Certo ci vuole tanta pazienza, perché a volte viene da scoraggiarsi, soprattutto di fronte all’indifferenza e all’opportunismo di chi magari pretende senza dare niente.Per la Casa del Giovane sono passati tanti ragazzi/e e alcuni di loro hanno consolidato proprio in questo luogo amicizie vere, durature che sono sfociate talvolta in impegno sociale.Tutto è nato tra una risata intorno ad un biliardino, giocando a carte sorseggiando un bicchiere di spuma, tra semplici chiacchiere e a volte anche litigi e richiami. Non dimentichiamo dunque quanto possono “dare” le relazioni che instauriamo nei luoghi della nostra adolescenza, della nostra gioventù.Vorrei che le mie parole diventassero motivo per una riflessione serena, attenta, oltre che un incentivo fiducioso ad un impegno concreto in funzione della crescita dei bambini, dei giovani, che hanno da sempre bisogno di “punti fermi”, di riscoprire e talvolta scoprire valori buoni, sinceri come l’amicizia, la fiducia in sé stessi, la solidarietà, il sacrificio e il rispetto.

Qui comincia la lettura 2009 ...

Visto il successo delle precedenti edizioni il Festivaletteratura di Mantova promuove anche quest’anno il progetto “Qui comincia la lettura”, con l’idea di scatenare una massiccia campagna di lettura collettiva solo proponendo il titolo di un libro. Dopo “Jolanda, la figlia del Corsaro Nero”, “Il bacio di una morta” e “Alpinisti ciabattoni” quest’anno è la volta di “Amore e Ginnastica” di Edmondo De Amicis. Come è ormai tradizione ciascuno potrà fare quello che vuole. Per esempio, semplicemente leggersi il libro oppure organizzare serate di lettura collettiva … con un po’ più di iniziativa, si può scegliere il libro come spunto per scrivere un pezzo per il teatro o se si è in un gruppo più numeroso, o se si è un’associazione, una scuola, partendo dal libro si possono organizzare incontri, pensare a mostre tematiche, cicli di letture, spettacoli … Festivaletteratura sarà poco più che uno spettatore e si limiterà a prendere nota nel periodo intercorrente dall’inizio di febbraio alla fine di aprile di quello che accade nei vari comuni della provincia mantovana e a pubblicarlo sul sito www.quicomincialalettura.it/
La Biblioteca di Ceresara sin dalla prima edizione appoggia attivamente questa iniziativa di “Festivaletteratura” come punto informativo sul territorio ceresarese. Sono infatti a disposizione alcune copie del testo che potranno essere prese a prestito senza particolari restrizioni lungo tutta la durata dell’iniziativa.Sul sito della Biblioteca - www.ceresara.com/biblioteca - è inoltre possibile scaricare l’edizione elettronica del libro in formato PDF.Buona lettura …
Amore e Ginnastica Edmondo De Amicis
Il sipario di "Amore e ginnastica" si apre sulla Torino post-unitaria che ha da poco ceduto il ruolo di capitale, ma non rinuncia a mantenere quello di culla e volano della cultura ginnastica italiana. I luoghi sono accomunati idealmente nella condivisione e nel culto di un'atmosfera permeata di valenze simboliche di una religione laica, in cui pochi seguaci della ginnastica intessono e celebrano una propria liturgia. Solenne, ieratica sacerdotessa del “tempio” (la Palestra), regge la scena la maestra Pedani, nel suo giovanile-sportizzato turgore ("bella spalla", "braccio poderoso", "corpo di guerriera", "proporzioni schelettoniche perfette"). Missionaria della diffusione della cultura fisica e della pedagogizzazione del corpo come strumento di civiltà e progresso, dispensatrice della moderna medicina sociale per la rinascita morale, etica, fisica del cittadino nuovo della Nazione nuova.

A Tavola con “La Zucca”

Lasagne ai quattro formaggi

Ingredienti per 4 persone:
Lasagne di semola di grano duro, fresche o secche;
1 litro di latte;
2 cucchiai di farina;
30 gr. di burro;
sale, pepe nero;
100 gr. di parmigiano grattugiato;
100 gr. di fontina;
200 gr. di mozzarella;
50 gr. di scamorza affumicata.

Preparazione:
Preparare la besciamella facendo sciogliere il burro a fuoco lento, aggiungere la farina e mescolare con un mestolo di legno per qualche minuto. Aggiungere il latte a piccole quantità, sempre mescolando, fino a che non è stato aggiunto tutto e lasciare cuocere a fiamma bassa per circa 10/15 minuti. A cottura ultimata spegnere la fiamma e aggiungere un pezzetto di burro, sale, pepe e una manciata di parmigiano grattugiato e mescolare nuovamente. Imburrare una pirofila (oppure rivestirla con carta da forno) e versare uno strato abbondante di besciamella. Disporre il primo strato di pasta, altra besciamella e una manciata dei formaggi tagliati a cubetti e infine una manciata di formaggio grattugiato. Disporre il secondo strato di pasta e ripetere il procedimento fino a fare 4 o 5 strati. Sull'ultimo disporre abbondante besciamella, parmigiano e fiocchi di burro. Mettere in forno già caldo (180/200 gradi) a cuocere per circa mezz'ora o fino a che la superficie sia ben dorata.

Asparagi gratinati alle mandorle su crostini di polenta

Ingredienti per 4 persone:
500 gr. di polenta pronta;
300 gr. di asparagi freschi o surgelati;
4 cucchiai di mandorle tagliate a filetti;
100 gr. di fontina tagliata a fette sottili;
8 cucchiai di parmigiano;
50 gr. di burro;
2 cucchiai di olio di oliva;
sale, paprika dolce.

Preparazione:
Lessare gli asparagi e condirli con un filo di olio. Dividere la polenta a fette spesse e accomodarle in una teglia foderata con carta da forno. Disporre sulla polenta metà della fontina e del parmigiano. Adagiare sopra gli asparagi. Distribuire il resto della fontina e il resto del parmigiano. Cospargere sopra le mandorle, i fiocchetti di burro e mettere nel forno caldo (230 gradi) a gratinare per 20 minuti. Accomodare i crostoni in un piatto da portata, cospargere con un pizzico di paprika e servire subito.


Fonduta valdostana


Ingredienti per 4 persone:
50 gr. di fontina di media stagionatura;
1 bicchiere di latte;
1 cucchiaio di farina;
4 tuorli;
pane tostato.

Preparazione:
Tagliate a dadini la fontina e ponetela in una ciotola con il latte e la farina (ricoprite completamente il formaggio con il latte). Lasciate riposare per 3-4 ore in un luogo tiepido. Trasferite tutto in una casseruola e ponetela sul fuoco a fiamma bassissima. Senza smettere di mescolare, sciogliete il formaggio. Quando il formaggio sarà completamente sciolto, allontanate dal fuoco e aggiungete i tuorli, uno alla volta. Mescolate bene con una frusta per amalgamare tutto. Servite subito la fonduta in terrine precedentemente scaldate in forno. Accompagnate con fettine di pane tostato o crostini.

Semifreddo al caffè e cioccolato


Ingredienti per più persone:
200 gr. di biscotti secchi;
250 gr. di mascarpone;
300 gr. di yogurt al caffè;
2 tazzine di caffè;
7 cucchiaini di zucchero;
100 gr. tavoletta di cioccolato al latte;
1 cucchiaio di latte;
50 grammi di croccante di mandorle;
1 cucchiaio di cocco grattugiato secco.

Preparazione:
Versare il mascarpone in una ciotola, aggiungere lo yogurt, 5 cucchiaini di zucchero e mescolare bene. Foderare uno stampo con pellicola da cucina e versare sul fondo una dose generosa di crema. Versare il caffè in una ciotola e zuccherare con 2 cucchiaini di zucchero. Immergere brevemente i biscotti nel caffè e metterli sulla crema, sul fondo dello stampo. Ricoprire i biscotti con uno strato abbondante di crema e ripetere l'operazione fino a esaurimento degli ingredienti, terminando con un ultimo strato di biscotti. Coprire il dolce con pellicola da cucina e riporre in frigo per almeno un'ora. Liberare il dolce dalla pellicola, capovolgerlo e sformarlo su un piatto. Spezzettare la cioccolata e metterla in un padellina a fiamma bassissima, aggiungendo il latte e mescolando in continuazione con un cucchiaio di legno fino a completo scioglimento. Togliere dal fuoco e versare sulla sommità del dolce. Cospargere il semifreddo con la farina di cocco. Tritare grossolanamente il croccante e cospargerlo sulla sommità.Tenere in frigo fino al momento di servire.

Pere con cioccolato

Ingredienti:
Una o due piccole pere a persona, vino bianco in un bicchiere;
zucchero;
una tavoletta di cioccolato;
latte.

Preparazione:
Lavare le pere, tagliarle a metà e levare il torsolo, metterle a cuocere con il vino e qualche cucchiaiata di zucchero a fiamma alta. Non appena il vino sarà evaporato e lo zucchero trasformato in caramello, metterle a raffreddare nelle singole coppette. Fare sciogliere la tavoletta di cioccolato a fiamma bassa, aggiungendo un po' di latte. Quando pronto versarlo sulle pere.

No alla violenza sugli animali …

Ceresara è un paese dove la qualità della vita è ancora buona e dove la maggior parte dei cittadini può contare su abitazioni di discrete dimensioni dotate di uno spazio verde. E’ quindi abbastanza naturale che molte delle nostre famiglie si allarghino, accogliendo al loro interno qualche animale domestico. La loro presenza - oltre che motivo di gioia per i più piccoli - costituisce un insostituibile compagnia per molte persone anziane e sole. L’amore per gli animali a Ceresara è sicuramente ampiamente diffuso, ma sembra che alcuni nostri concittadini - senza un apparente motivo - vivano la vicinanza a qualche famiglia proprietaria di cani o gatti con ingiustificato fastidio, ricorrendo in alcuni casi ad atti di una tale e grave violenza che possono arrivare persino alla soppressione dell’animale: atti sicuramente non accettabili in una comunità civile come la nostra. Compiere violenze sugli animali - oltre ad essere un atto di per se deprecabile - è un reato che espone l’autore a serie conseguenze, tanto più se perpetrato con modalità e crudeltà tali da dubitare del grado di civiltà e senso civico dell’autore. La nostra comunità non è sicuramente disponibile a tollerare che al proprio interno possano annidarsi persone che ricorrono ad atti di violenza nei confronti degli animali. E’ semplicemente inconcepibile! Ci auguriamo che nel nostro paese non accadano più atti di questo tipo.

La Redazione