sabato 14 marzo 2009

Casa del Giovane: c’è bisogno anche di te ...

Vorrei condividere con tutti voi qualche pensiero in merito ad un luogo di ritrovo e di crescita quale è la Casa del Giovane. Queste mie riflessioni prendetele come un concentrato di constatazioni, desideri, speranze e progetti che messi insieme vogliono dare voce ad un appello. Il nostro Paese ha la fortuna di possedere un luogo in cui poter riscoprire TUTTI QUANTI il significato dell’incontro, l’educazione, la socializzazione, il rispetto e soprattutto il servizio e l’attenzione ai piccoli. Educare significa aiutare a crescere, accompagnare i giovani in una crescita anzitutto umana e possibilmente cristiana.La Casa del Giovane è un luogo in cui si tenta di fare questo, attraverso le persone che in essa si danno da fare. Naturalmente bisogna esserci e in un certo modo. Bisogna condividere dei valori: il rispetto di tutti, l’attenzione ai piccoli, il servizio gratuito e generoso. Queste cose sono richieste a tutti coloro che vogliono provare ad impegnarsi per dare a modo loro un aiuto alla comunità.Tutti possono adoperarsi per rendere migliore questo luogo di crescita, portando le loro esperienze, le loro idee, con le forze che si possiedono e con il tempo che si può dedicare alla crescita dei bambini che non devono essere solo i nostri figli. Per dare voce alla Casa del Giovane c’è bisogno di persone, di relazioni umane, di gente che rimanga ad ascoltare, a parlare, a richiamare le regole e anche ad arrabbiarsi quando serve. C’è bisogno di presenze … attive! Non serve una nomina speciale o un patentino riconosciuto per fare del bene, basta un po’ di volontà! A volte basta davvero poco …! La questione non è solo trovare qualche buon genitore che si presta a tenere aperto le domeniche pomeriggio, ma anche quello di rendere la Casa del Giovane un luogo veramente educativo serio ed efficace. Non deleghiamo tutto a chi tiene aperto, sentiamoci tutti responsabili: TUTTI POSSIAMO FARE QUALCOSA. Anche solo giocare un po’ con i bambini o con i ragazzi, aiutarli a giocare insieme e non ciascuno per conto suo. Certo ci vuole tanta pazienza, perché a volte viene da scoraggiarsi, soprattutto di fronte all’indifferenza e all’opportunismo di chi magari pretende senza dare niente.Per la Casa del Giovane sono passati tanti ragazzi/e e alcuni di loro hanno consolidato proprio in questo luogo amicizie vere, durature che sono sfociate talvolta in impegno sociale.Tutto è nato tra una risata intorno ad un biliardino, giocando a carte sorseggiando un bicchiere di spuma, tra semplici chiacchiere e a volte anche litigi e richiami. Non dimentichiamo dunque quanto possono “dare” le relazioni che instauriamo nei luoghi della nostra adolescenza, della nostra gioventù.Vorrei che le mie parole diventassero motivo per una riflessione serena, attenta, oltre che un incentivo fiducioso ad un impegno concreto in funzione della crescita dei bambini, dei giovani, che hanno da sempre bisogno di “punti fermi”, di riscoprire e talvolta scoprire valori buoni, sinceri come l’amicizia, la fiducia in sé stessi, la solidarietà, il sacrificio e il rispetto.