Sentinella dell’Alta Val di Magra, sviluppatasi nel cuneo di terra posto fra il fiume Magra e il torrente Verde, andiamo a visitare Pontremoli, capoluogo della Lunigiana, giustamente definita da Federico II “unica chiave e porta fra il nord e il centro della penisola italica”. La cittadina venne fondata nel 990 come stazione della Via Francigena e crebbe velocemente d’importanza in quanto fondamentale centro di controllo militare e commerciale lungo la via appenninica. Dopo un periodo di dominio Estense la città fu governata dalla signoria di Castruccio Castracani che fece erigere una cinta muraria con camminamento di ronda che collegava tre torri di cui due, seppur modificate, esistono ancora oggi: la Torre dell’Orologio detta anche di Castruccio e il campanile del Duomo. Iniziamo la nostra visita partendo da Porta Fiorentina, estremità meridionale dell’insediamento urbano, e proseguendo verso le piazze centrali incontriamo uno dopo l’altro alcuni prestigiosi palazzi: il settecentesco Palazzo Damiani, caratterizzato da finestre con stipiti in arenaria, Palazzo Petrucci con la facciata arricchita da statue d’ispirazione michelangiolesca, Palazzo Negri con portone adornato da cherubini, giardino interno con elegante fontana e scalone con statue e busti marmorei. Poco più avanti si raggiunge l’Oratorio della Madonna del Ponte, edificio religioso in stile rococò ultimato nel 1738 e affrescato da Giuseppe Galeotti. Accanto all’Oratorio si erge la severa Torre di Castelnuovo che controlla il passaggio sull’antico Ponte Tremulo, da cui la città deriva il nome; questa torre è collegata visivamente ad un’altra torre
chiamata “del Casotto”, eretta a sorveglianza del ponte sul torrente Verde. Lungo il percorso possiamo ammirare il Palazzo Dosi-Delfini e il Palazzo Magnavacca prima di raggiungere Piazza Repubblica sulla quale prospettano il cinquecentesco Palazzo Bocconi, il Palazzo Pretorio e il Palazzo Municipale. La piazza viene chiusa dalla slanciata Torre dell’Orologio o di Castruccio che la separa dall’altra piazza centrale, ovvero Piazza Duomo, dominata dall’austera presenza della Cattedrale intitolata a Santa Maria del Popolo. Venne eretta nel XVII secolo, presenta la facciata rifatta in stile neoclassico nel 1881 ed è sormontata da un’imponente cupola. L’interno, con unica navata, è arricchito da decorazione e dipinti del XVIII e XIX secolo. Avvicinandosi alla parte più elevata della città, sulla cui sommita si staglia la sagoma del Castello del Piagnaro, passiamo davanti a Palazzo Ricci-Armani, raffinato esempio di edificio privato con cancello barocco in ferro battuto di rara bellezza; poco oltre si trova la Chiesa San Nicolò, con interno ad unica navata, che custodisce il “Transito di San Francesco Saverio”, opera di Giuseppe Bottani, e una scultura lignea raffigurante il Cristo Nero eseguita nel XVI secolo. Stiamo per addentrarci nel nucleo abitato più antico di Pontremmoli, imboccando un ripido percorso che si snoda lungo caratteristiche viuzze strette acciottolate sulle quali si affacciano minuscole casette di antica costruzione. Eccoci al Castello del Piagnaro, edificio realizzato fra il IX e il X secolo, con poderoso dongione circolare del XV secolo. Altri interventi di ampliamento e fortificazione vennero eseguiti fino al 1600, facendo assumere al castello le tipiche sembianze di una fortezza. Oggi il castello è sede del grande museo archeologico che conserva, insieme a incisioni rupestri e megaliti, numerose statue – stele della Lunigiana, prime forme di scultura a soggetto umano, risalenti all’età del rame e del bronzo. La città viene chiusa a settentrione dalla Porta Parmense e una volta completata la visita del borgo attraversato dalla via Francigena abbandoniamo il cuneo fortificato per raggiungere due edifici religiosi di una certa rilevanza: la Chiesa di San Francesco e il complesso conventuale dell’Annuziata. La prima, edificata sulla riva destra del Torrente Verde nel 1465, è caratterizzata dal pronao settecentesco realizzato dal Natali; l’interno, a tre navate, conserva un bassorilievo con Madonna e bambino in marmo policromo attribuito ad Agostino di
Duccio e una tela con San Francesco ricevente le stigmate di Gianbettino Cignaroli. La Chiesa dell’Annunziata, situata circa a un chilometro fuori dall’abitato, presenta un’elegante interno a navata unica con presbiterio rialzato raggiungibile per un’ampia scalinata. Nella controfacciata è posta una tavola con Madonna, Bambino ed Evangelisti datata 1470, in mezzo alla navata si trova un tempietto marmoreo ottagonale impreziosito da statuette sulla cornice e da un bassorilievo attribuito alla mano del Sansovino. Altre opere di valore sono l’Adorazione dei Magi e la Creazione, dipinte da Luca Cambiaso e gli affreschi della volta nella Sagrestia realizzata da Francesco Natale. Adiacenti alla Chiesa si trovano due eleganti chiostri quattrocenteschi appartenenti all’antico convento degli Agostiniani.L’Inviato Speciale