martedì 13 ottobre 2009

Una gita a San Quirico d'Orcia

Il nostro abituale appuntamento ci conduce questa volta a San Quirico d'Orcia, grazioso Borgo murato adagiato sui dolci rilievi che costeggiano la Val d'Orcia, separandola dalla Valle dell'Asso. Numerosi reperti affiorati nelle zone circostanti testimoniano le origini etrusche del sito che assunse grande rilevanza nell'alto medioevo quando diventò sicura stazione della Via Francigena posizionata tra Firenze e Roma.
Nel XII secolo fu sede di Vicariato Imperiale per poi passare sotto l'influenza senese nel 1256.
Fu in questo periodo che vennero ampliate le mura, ristrutturate inseguito nel XV secolo, di cui ancora oggi possiamo ammirare buona parte del perimetro, intervallato dalle quattordici torri superstiti, che ne rendono suggestiva la visione.
Entrando nel Borgo per la strada proveniente da Siena, veniamo accolti dalla meravigliosa Collegiata, intitolata ai Santi Quirico e Giulitta, costruita sulla preesistente Pieve di Osenna, di cui si hanno notizie già dall'VIII secolo.
Venne ricostruita in forme romaniche nel XII secolo con modifiche nel corso del XIII.
La facciata, con coronamento ad archetti, presenta uno stupendo portale romanico con architrave scolpita a bassorilievo con scene di lotta fra mostri; il protiro con colonne annodate poggianti su leonesse e sormontato da un piccolo rosone.
Sul fianco destro possiamo ammirare un secondo portale di stile lombardo, con protiro cuspidato sorretto da cariatidi poggianti su leoni, opera di un allievo della bottega di Giovanni Pisano.
Sempre nel fianco destro si apre un terzo portale, all'altezza del transetto, di stile gotico, datato 1298 con accanto una monofora e una piccola absidiola.
L'interno, a croce latina con tre absidi e soffitto a travi dipinte, conserva una lastra tombale raffigurante il Conte Enrico di Nassau e un trittico realizzato da Sano di Pietro con "Madonna e bambino in trono attorniati da quattro santi"; nella lunetta "Risurrezione e discesa al Limbo", nella predella scene di vita della Vergine.
Pregevole il coro ligneo intagliato ed intarsiato verso la fine del 1400 da Antonio Barili.
A sinistra della Collegiata si trova la Chiesa della Misericordia che presenta all'altare maggiore una pala del Riccio raffigurante "Madonna con bambino e Santi Sebastiano e Leonardo".
Oltre la Collegiata si erge la severa mole di Palazzo Chigi, progettato nel XVII secolo da Carlo Fontana su commissione del Cardinale Flavio Chigi; di fronte si trova il rinascimentale Palazzo Pretorio, oggi sede dell'Ufficio per il turismo.
La Via Francigena, attualmente denominata Via Dante Alighieri, attraversa l'intero Borgo e a metà percorso si apre in Piazza della Libertà sulla quale prospetta la facciata della Chiesa di San Francesco al cui interno troviamo una Madonna in terracotta di Andrea della Robbia e due statue lignee del XV secolo raffiguranti l'Annunciazione.
Sul lato opposto della piazza, accanto al medievale arco di Porta Nuova, si trova l'ingresso degli Horti Leonini, giardini all'italiana realizzati verso la meta del XVI secolo da Diomede Leoni, delimitati dalle mura castellane culminanti nella parte più elevata, oltre il boschetto di lecci, nei resti del cassero senese di cui rimane parte della torre distrutta nell'ultimo conflitto mondiale.
Attraversati gli Horti Leonini, sbuchiamo nuovamente in Via Dante all'altezza dell'antica Pieve di Santa Maria Assunta, edificio romanico dell'XI secolo, ad unica navata con portale laterale ed abside semicircolare ingentilita da monofora e coronamento ad archetti.
Dalla parte opposta della strada si trovano i resti dell'Antico Spedale della Scala, risalente al XIII secolo, che offriva ospitalità ai pellegrini che percorrevano la Via Francigena.
Nel cortile rimangono visibili un pozzo cinquecentesco e buona parte del loggiato.
Imboccata Via della Piaggia, costeggiando un lungo tratto della cinta muraria, si raggiunge la quattrocentesca Porta Cappuccini, unica superstite della cerchia originaria, dalla caratteristica forma di torrione poligonale.
Nel territorio comunale di San Quirico d'Orcia, a poca distanza dal capoluogo, è d'obbligo una visita al piccolo borgo medievale di Vignoni, autentico balcone panoramico dal quale svetta la torre dell'omonimo castello che fu residenza dei Salimbeni nel XII secolo e degli Amerighi nel XIV; molto interessante è la Pieve di San Biagio con l'adiacente Palazzo degli Amerighi nel quale fu organizzata la congiura contro gli Spagnoli che opprimevano la città di Siena.
Altro borgo di suggestiva atmosfera è Bagno Vignoni, località termale conosciuta fin dall'epoca romana.
Il villaggio, posto fra il Colle di Vignoni e il fiume Orcia, si e sviluppato intorno ad una grande vasca quadrilatera nella quale sgorgano numerose polle d'acqua.
Lungo il perimetro della vasca, oltre alle varie abitazioni, si trovano il portico con la Cappella di Santa Caterina e la Chiesa di San Giovanni Battista che conserva un buon frammento dell'affresco realizzato da Ventura Salimbeni raffigurante il Cristo Risorto.
Gli stabilimenti termali offrono la possibilità di bagni e fanghi sfruttando le qualità delle acque bicarbonato-solfato-calcico-carboniche che furono utilizzate in passato anche da Lorenzo il Magnifico.

L'inviato speciale