sabato 12 dicembre 2009

Su e giù per lo stivale: una gita a Sovana

Nell’estremità meridionale della Maremma Toscana, inserita nel famoso triangolo delle città tufacee, si trova il borgo di Sovana, antica capitale del feudo degli Aldobrandeschi, importante casato che la portò al massimo splendore nel corso del 1200. Del sito si hanno notizie nel periodo compreso tra il VII e il V secolo a.C., epoca in cui il territorio fu conquistato dai Vulci. Nel 280 a.C. passò sotto il dominio di Roma, diventandone municipio, in seguito fu sede vescovile e poi centro amministrativo longobardo.
Dopo il già citato periodo Aldobrandesco, passò sotto il controllo degli Orsini nel 1300 iniziando una lenta e progressiva decadenza che culminò con la conquista da parte dei Senesi nel 1410.
La nostra visita prende il via dagli imponenti ruderi della Rocca Aldobrandesca, edificata nel XIII-XIV secolo, restaurata nel 1572 da Cosimo I, parzialmente smantellata nel corso del 1600.
Dalla rocca parte la principale arteria urbana chiamata Strada di Mezzo, pavimentata con mattoni disposti a spina di pesce, sulla quale si affacciano diverse abitazioni medievali.
La strada si allarga originando la scenografica Piazza del Pretorio caratterizzata dagli edifici civici più rilevanti.
Sulla sinistra si erge il rinascimentale Palazzo Bourbon dal Monte, con ampio loggiato a pian terreno, che fu restaurato in età medicea e adibito a sede degli uffici pubblici. Subito dopo si trova la Chiesa di Santa Maria, edificio trecentesco con interno a tre navate separate da vigorosi pilastri ottagonali.
Al suo interno possiamo ammirare un antico e prezioso ciborio risalente all’VIII-IX secolo, che presenta frontoni delicatamente scolpiti con motivi protoromanici.
Sulla parete destra, inseriti in due nicchie, si trovano due affreschi raffiguranti il Crocifisso tra i Santi Antonio e Lorenzo (1517) e la Madonna con bambino in trono tra le sante Barbara e Lucia (1508), opere di un seguace di Andrea di Niccolò.
Sul lato opposto della piazza prospetta il Palazzo Pretorio costruito alla fine del XII secolo e più volte rimaneggiato fino ad assumere l’attuale aspetto quattrocentesco; la facciata è arricchita da numerosi stemmi in pietra dei capitani di giustizia e dei commissari senesi.
All’interno si trovano due affreschi quattrocenteschi di scuola senese, raffiguranti “Madonna con bambino fra i santi Lorenzo e Antonio abate”.
Accanto al Palazzo Pretorio è situata la Loggetta del Capitano, con bassa arcata di portico, ornata da un grande stemma mediceo in marmo.
La piazza viene chiusa dal trecentesco Palazzo dell’Archivio, sormontato da un campaniletto a vela, edificio che separa la via di Mezzo dalla via di Sotto.
Si prosegue in un contesto di piccole casette medievali, una delle quali, realizzata in conci tufacei, è, secondo la tradizione, la casa natale di Ildebrando di Soana che salì al soglio pontificio nel 1073 prendendo il nome di Gregorio VII. Pochi passi ci separano dall’antico Duomo, intitolato ai Santi Pietro e Paolo, uno dei più significativi esempi romanici dell’intera Toscana.
L’edificio, originario del X-XI secolo, fu in larga parte ricostruito nel XII-XIII e presenta sul fianco sinistro tre strettissime monofore e un ricco portale posto fra i poderosi contrafforti e qui trasferito dalla facciata nella seconda metà del XII secolo.
L’interno, a tre navate, è caratterizzato da colonne sormontate da capitelli di scuola lombarda e laziale risalenti al XII secolo.
Possiamo ammirare una Madonna in gloria con santi di scuola fiorentina del XVI secolo, un’acquasantiera e un tabernacolo Marmoreo del XV secolo, un fonte battesimale datato 1494; nella zona absidale sono visibili tracce di affreschi di scuola senese del 1400.
Nei dintorni di Sovana, lungo un difficoltoso percorso ricco di suggestive immagini, si raggiunge il Parco archeologico della città del tufo, costituito da numerose necropoli di origine etrusca collegate fra loro da un fitto intreccio di vie scavate nella roccia tufacea, con pareti costellate da nicchie e da svariate incisioni e affreschi che vanno dall’epoca etrusca a quella medievale.
Vi si trovano tombe di diversa tipologia costruttiva, a dado,a edicola, a camera; le più famose sono la tomba Siena, del Sileno, della Sirena, Pisa, Pola, del Tifone, tutte riconducibili al periodo che va dal III al I secolo a.C. Tuttavia la più importante è sicuramente la Tomba Ildebranda, scoperta nel 1924, così chiamata in onore di Ildebrando di Soana.
La tomba si divide in due parti ben distinte: il monumento funebre e la camera sepolcrale. Fu costruita a forma di tempio greco con un alto podio raggiungibile tramite due scalinate laterali sul quale si trovavano 12 colonne scanalate con capitelli compositi finemente lavorati che sostenevano un pronao con soffitto a cassettoni di cui oggi rimangono ben pochi elementi.
La camera sepolcrale è posta simmetricamente sotto il monumento ed è raggiungibile mediante un dromos centrale che scende per una decina di metri.
L’interno, a pianta cruciforme, è di stile greco con soffitto decorato da cassettoni marmorei levigati di pregevole fattura.

L’inviato speciale