sabato 11 dicembre 2010

Stupore

Da bambino amavo fare il presepe. Mi piace anche adesso, intendiamoci. Ma il tempo è poco e le mie abilità manuali sono davvero scarse.
Da piccolo invece passavo delle ore a sistemare il fondo con il muschio, trovare il posto migliore per la capanna, lucidare lo specchio per il laghetto, mettere i sassolini e il talco per tracciare le strade di Betlemme e, soprattutto, posizionare le statuine.
Ognuno aveva una sua logica: la signora con il secchio del latte e le altre con le verdure doveva stare vicino alla capanna per facilitare la spesa al povero Giuseppe, mentre il pescivendolo e il fabbro stavano il più lontano possibile per non turbare il sonno del piccolo Gesù.
Ma la mia statuina preferita, quella che occupava le mie riflessioni, era il dormiglione.
Il dilemma era serio e teologico: lo metto lontano dalla mangiatoria perché dorme e non gli interessa nulla di Gesù o lo metto vicino, così se si sveglia all'improvviso si può accorgere di quello che è successo? Non mi andava di colpevolizzare il povero dormiglione, ma nemmeno di posizionarlo in pole position … Così lo mettevo a metà strada, in un angolo tranquillo, con buona visuale sulla capanna.
Ripenso a queste riflessioni di bimbo e mi viene da sorridere.
Forse quel dormiglione è la metafora di quanto sento in me e attorno a me.
Mi piace pensare che Gesù nasce anche per il dormiglione che non lo attende. E per noi, indaffarati, narcotizzati dalle pubblicità e incapaci di stupore davanti a quel cucciolo di Messia.
Il Suo amore è più forte e tenace delle nostre superficialità e dei nostri assopimenti.
Il Natale è l'esplosione della gratuità di Dio, il vertice della sua fantasia d'amore.
Pronti o non pronti, svegli o addormentati, desiderosi o indifferenti, Lui è nato, Dio è entrato nella storia, uomo tra gli uomini.
In questo giorno santo chiedo per me, per la comunità, per voi amici lettori, il dono dello stupore. Come sarebbe diverso questo Natale se avessimo nel cuore almeno un briciolo della meraviglia dei pastori che quella notte corsero alla mangiatoia!
Che Dio meraviglioso! Che stupore contemplare l'Eterno in quel cucciolo d'uomo stretto tra le braccia tremanti di Maria …

Sia un Natale pieno di stupore.

AUGURI. Don Giovanni

Auguri ai miei concittadini

Anche quest’anno, tra gioie e rimpianti, speranze e delusioni siamo arrivati a concludere quest’anno delle nostre famiglie e della nostra comunità. Certo, poteva essere migliore per tutti, ma nella riflessione natalizia è d’obbligo ricordare quanti stanno peggio di noi, e che i nostri problemi sono un’infinitesima parte di quelli in cui si dibatte una fetta enorme del genere umano.
Dobbiamo non dimenticare che in troppi luoghi del mondo ci sono guerre, miseria, fame, insicurezza nel domani. Certo, questo ci rende un po’ più tristi, ma sarebbe sbagliato pensare, con egoismo, solo a noi che credo, è non è fuori luogo, stiamo bene e siamo fortunati. Un paio di aspetti, di questo anno trascorso, ho piacere ricordare. In primis la grande vitalità della nostra comunità, con tanti volontari che hanno contributo, con molte manifestazioni, ad una vita sociale assai animata, dove ognuno, dai ragazzi agli anziani, ha profuso il proprio impegno. A loro un grazie di cuore. Un altro aspetto, questo purtroppo non positivo, è stata la crescente restrizione delle disponibilità economiche che ci ha portato a gestire “il corrente” evitandoci la possibilità di autofinanziarci investimenti, taluni dei quali sarebbero stati invece necessari. Nel frattempo abbiamo provveduto a sistemare tante piccole situazioni che necessitavano interventi urgenti e posso garantirvi che dalla viabilità alla manutenzione delle proprietà comunali, dal sociale al buon funzionamento degli uffici i costi sono costanti ogni anno e sommandoli si raggiungono buone cifre. Pazienza, verranno tempi migliori, tempi in cui potremo gestirci una parte delle nostre risorse autonomamente e in cui nel Bilancio Comunale non si dovrà centellinare ogni euro per farlo quadrare a fine anno.
Concludo questo flash brevissimo, indirizzando ai miei concittadini i migliori auguri per un sereno Natale e per un Nuovo Anno che esaudirà ogni desiderio, per tutti.

Il Sindaco, Enzo Fozzato

Avis Ceresara

Anche quest’anno l’associazione AVIS vuole ringraziare tutti i volontari associati, che con il loro altruismo hanno contribuito a sostenere quanto di più caro e prezioso ognuno di noi possiede: la vita.
In Italia è il 65% della popolazione che ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni (età per poter donare), ma solo il 3% della popolazione dona. Forse ancora non è ben chiaro che non c’è cosa più bella al mondo di poter regalare speranza, di poter donare vita. Ecco perché l’associazione Avis di Ceresara cerca nel suo piccolo di impegnarsi, il più possibile, per diffondere la filosofia dell’Avis: “nessuno può dirsi troppo povero per donare sangue e nessuno può dirsi troppo ricco da non averne bisogno”.
In collaborazione con altre associazioni: Aido, Admo, Compagnia delle Torri, ecc., ha cercato di continuare a far sentire la sua voce sul territorio, facendosi promotrice di alcune iniziative, quali: la giornata a favore dell’Anlaids con la vendita dei bonsai in piazza, a S. Martino Gusnago, il 19 Settembre, con l’organizzazione della serata ABEO & FRIENDS per sostenere la costruzione della nuova pediatria a Mantova, la presenza in collaborazione con AVIS Provinciale presso la scuola Primaria e la scuola secondaria di primo grado con lo scopo di far conoscere l’associazione ai giovanissimi.
Inoltre l’associazione sarà presente in piazza, con un gazebo, il 18-19 Dicembre ai mercatini di Natale.
L’Avis Ceresara ricorda i festeggiamenti per il quarantesimo anniversario dell’associazione, che avverranno il 6 maggio 2011 con una serata aperta soprattutto ai giovani e l’8 maggio 2011 con il consueto pranzo.
L’associazione rende presente a tutti, che questo avvenimento è di notevole importanza per l’associazione, nonché per il paese e che è gradita la collaborazione di chiunque abbia un po’ di tempo da dedicare all’organizzazione dell’evento.
Inoltre l’associazione continuerà nella ricerca di nuovi volontari, soprattutto tra i giovani, da parte dei quali sembra denotarsi poco entusiasmo e scarso interesse a farsi sostenitori della vita.
Quindi ragazzi forza, vi aspettiamo numerosi !!!

L’Associazione A.V.I.S. Ceresara

Le nostre Suore

Dopo la grande festa che si è tenuta domenica 4 luglio presso l’Istituto Bettini-Morandi, durante la quale si sono salutate e ringraziate le Suore Sacramentine di Bergamo, che dopo tanti anni di presenza attiva sul territorio ci hanno dovuto lasciare e accolte le nuove che le avrebbero sostituite nella vita della Comunità di Ceresara, Suor Rosalia (Superiora), Suor Marlene e Suor Anel nel mese di settembre - dopo i lavori di sistemazione che hanno interessato la loro casa, che si sono potuti realizzare anche grazie alla generosità dei ceresaresi - si sono definitivamente insediate nel nostro paese.
Le nostre tre nuove Suore fanno parte della Congregazione delle Suore Agostiniane del Divino Amore, la quale attuale Madre Generale - Suor Martina Messedaglia - è nostra concittadina.
L’Istituto – che ha sede in Roma – è una Congregazione italiana di diritto pontificio per l’educazione della gioventù e vanta una lunga storia.
Le sue origini risalgono al 1630, quando a Montefiascone (Viterbo), fu eretta una casa di donne, detta della penitenza, che negli anni successivi prese il nome di Conservatorio di Santa Chiara.
Il 13 settembre 1705, il Cardinale Marco Barbarigo, abolì il Conservatorio e fondò l’Istituto del “Divino Amore”. Madre Caterina Comaschi e altre quattro giovani accolsero e fecero loro il progetto del Cardinale, che proponeva dedizione completa alla vita spirituale e alla carità nei confronti del prossimo, e qualche anno dopo iniziarono ad applicare la clausura secondo la Regola di S. Agostino.
La soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone nel 1810 colpì anche il piccolo Monastero di Montefiascone, ma nel 1816, Madre Rosalia Bussi, ottenne il permesso di fondare nuovamente l’Istituto, questa volta a Roma. Alla sede principale seguirono negli anni successivi altre sedi distaccate nella zona del Lazio. Queste comunità, abbandonarono a poco a poco le strutture monastiche stabilite nelle antiche loro regole, costituendosi in congregazione religiosa di vita attiva, in fedeltà allo spirito e al progetto del Fondatore. Oggi si dedicano, in particolare, all’educazione e alla promozione della donna, per formarla ad una nuova evangelizzazione a partire dalla propria famiglia. Le religiose, gestiscono scuole e laboratori, case-famiglia e d’accoglienza. Organizzano incontri formativi, momenti di preghiera ed esercizi spirituali in preparazione ai Sacramenti e sono impegnate nella pastorale parrocchiale. L’Istituto ha anche delle missioni in Perù - a Cotabambas e a Cusco, dove le religiose hanno dato vita ad un centro per la formazione professionale della donna - e nelle Filippine - a Mohon - dove hanno aperto una scuola oggi frequentata da 450 alunni.
A Ceresara si occupano della Scuola Materna Bettini-Morandi e di assistenza alla Comunità, secondo quei valori di condivisione e carità che contraddistinguono la loro Missione.

Esperienza Missionaria

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza missionaria che avuto nelle Filippine per ben 15 anni. Trattare di questo argomento mi fa piacere, perché è come rivivere, anche solo con la mente, in questa terra lontana a me tanto cara.
Ho trascorso tanti anni tra gente che non avrei mai pensato di conoscere e tanto meno di vivere insieme.
Devo dire che ho obbedito alla Madre Generale senza entusiasmo, perché andare lontano dalla mia patria e dai miei cari mi faceva un po’ paura, però mi sono fidata di Dio e con il suo aiuto, non solo non ho superato i dubbi, ma sono riuscita a sentirmi a casa mia.
All’inizio tutto era diverso, in particolar modo il linguaggio e non riuscivo ad esprimermi come volevo, ma poi pian piano ho visto che dove non riuscivo a fare io c’era il Signore che mi aiutava.
Durante il tempo trascorso in missione non abbiamo potuto - perché anche noi suore siamo povere - aiutare tutte le persone che chiedevano qualcosa alla nostra comunità, ma abbiamo cercato di fare il possibile per andare incontro alle loro richieste.
In questi anni abbiamo costruito una scuola media per i più poveri, chiedendo aiuto per la costruzione a benefattori italiani, dando così la possibilità a tanti ragazzi poveri di studiare, trovarsi un lavoro e farsi una vita più dignitosa, cercando, io italiana e le mie sorelle filippine, di mettere in pratica quello che è il nostro Carisma - cioè l’amore che Dio infonde nei nostri cuori – di mettere a disposizione dei fratelli più bisognosi tutto quello che abbiamo.
Gli uomini del nostro tempo, di qualsiasi nazione e razza siano, chiedono a noi cristiani, non tanto di “di parlare di Gesù”, ma di “far vedere Gesù”, di mettere in pratica il suo insegnamento con le opere e non solo con le parole. Noi suore, in generale, e in particolare noi Suore del Divino Amore, dobbiamo fare come Gesù, cioè rivelare che Dio è carità (l Gv. 4,8).
Solo così si può cercare di trasformare questo mondo immerso nel buio dell’errore, che non riesce a trovare la strada giusta, perché non trova nessuno che la illumini, mettendo in pratica il comandamento dell’amore, che è quello di amare gli altri come noi vorremmo essere amati.
Adesso che sono qui in Italia, cerco ancora nelle mie piccole possibilità di aiutare la nostra scuola e i nostri ragazzi poveri, mandando a loro le offerte che le persone generose mi danno.
Nella mia esperienza di missione ho cercato di condividere l’amore che Dio mi ha donato dandomi la Vocazione e cercherò anche adesso che sono venuta in questo piccolo, ma grazioso paese di Ceresara, di continuare a farlo.

Suor Rosalia, Superiora

Quale sarà il futuro del libro ...?

É notizia di questi mesi che il grande sito americano dedicato alla vendita di libri on-line Amazon.com (che il questi giorni ha aperto anche in Italia) ha annunciato che sul suo portale le vendite di libri in formato digitale per la prima volta hanno superato quelle di libri in formato tradizionale cartaceo. La notizia ha subito fatto parlare di se e su molti quotidiani e siti Internet, giornalisti e Blogger si sono interrogati su come sarà il futuro prossimo venturo del libro e se il supporto, come siamo abituati a concepirlo, avrà ancora vita breve.
La domanda se siamo arrivati al capolinea del libro cartaceo è iniziata con l'avvento del computer per uso di massa, ma autorevoli esperti del settore sostengono che non sarà ancora facile che queste tecnologie riescano a soppiantare completamente il buon vecchio libro in formato cartaceo.
Ci saranno sicuramente iniziative e forme editoriali dove il nuovo supporto troverà maggior terreno fertile, ma – sostengono sempre gli esperti – la vera ragione per cui i libri avranno ancora vita lunga è che per questo formato si hanno le prove tangibili che possa resistere per diverse centinaia di anni, mentre non si hanno prove concrete sull'effettiva durata di un supporto elettronico: basti pensare che in questi primi trent'anni di vita del PC i primi dischetti sono stati sostituiti dai Floppy e questi da CD, DVD e Chiavette USB per fare solo qualche esempio di standard diffusi e che i computer di oggi molto difficilmente, se non con degli artifici e avendo la fortuna di trovare i pezzi in qualche mercatino dell'elettronica, riescono a leggere i supporti degli anni Ottanta. Inoltre esiste una differenza sostanziale tra sfogliare e percepire al tatto un libro e avere in mano una chiavetta o una qualche sorta di IPad o telefonino evoluto.
La storia in ogni caso insegna che nel corso dei secoli un nuovo mezzo di comunicazione non ha mai sostituito completamente il precedente, come la televisione non ha eliminato il cinema e i giornali.
La Biblioteca, come luogo deputato alla conservazione dei libri, dovrà sicuramente confrontarsi nei prossimi anni con la diffusione di questi nuovi supporti e i teorici del settore stanno muovendo i primi passi nel gettare le basi per definire una possibile coesistenza tra queste forme editoriali al momento e all'apparenza così diversificate.
Il gran discutere sull'argomento ha stuzzicato ovviamente anche l'interesse della Biblioteca di Ceresara che si è procurata per curiosità qualche titolo in questo nuovo formato. I software attualmente diffusi per la lettura degli standard in commercio è innegabile siano piacevoli ed interattivi, ma ad un occhio abituato a confrontarsi con la carta stampata, la fredda schermata in Times New Roman che, pagina dopo pagina, scorre sul display LCD, ad un primo impatto lascia quantomeno aperti molti interrogativi sul fatto che siamo davvero pronti a questa nuova forma di diffusione della cultura. Siamo solo all'inizio, dovremo sicuramente a breve tornare sull'argomento.

BeeGroup

BeeGroup, ovvero Ape-Gruppo, o anche, secondo la pronuncia inglese, “essere gruppo”.
È questo il nome del gruppo di animazione inaugurato con un APE-ritivo lo scorso ottobre.
L’inizio dell’anno Catechistico ha infatti dato anche vita al Gruppo di Animazione per i ragazzi delle superiori e per tutti coloro che intendono offrire il proprio contributo come animatori per le attività della Parrocchia e delle associazioni locali di volontariato.
I primi incontri hanno riscosso un notevole successo, non solo nel numero dei partecipanti, che raggiunge mediamente i 60 ragazzi, ma anche dal punto di vista qualitativo. Infatti i giovani che settimanalmente si incontrano nella sala ACLI il mercoledì sera sono giovani volenterosi, ricchi di spirito d’iniziativa, gioiosi, propositivi, pronti a mettersi in gioco.
I ragazzi stanno affrontando in maniera ludica e divertente il tema dell’Animazione come Impegno e Missione, e visto che per molti di loro è la prima esperienza di formazione in questo ambito, si è deciso di partire proprio dall’analisi dell’alfabeto dell’animatore: A come Accoglienza, B come Bambini, C come Collaborazione, D come Dialogo, E come Entusiasmo, F come Fiducia, G come Gratuità ...
Il gruppo è attualmente impegnato anche nella preparazione del Natale: i ragazzi stanno ideando la Veglia itinerante della Vigilia che sarà presentata a Villa Cappella, stanno confezionando i lavoretti che consegneranno ad ogni famiglia di Ceresara per augurare un felice Natale e stanno organizzando l’animazione dei bambini per il mercatino di Natale.
Inoltre, hanno anche già potuto fare esperienza diretta di animazione ai bimbi dopo il catechismo della domenica delle prime classi della scuola primaria.
Le idee da concretizzare sono ancora molte e gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono impegnativi, ma l’entusiasmo che i ragazzi dimostrano nel partecipare agli incontri e l’affluenza compatta che li unisce, indipendentemente dall’età e dalla provenienza da Ceresara o dalle frazioni, testimonia quanto il nostro territorio sia ricco di giovani nei quali credere e riporre fiducia. Ci auguriamo che questo sciame di ragazzi possa produrre cose buone e dolci come il miele!!!!

Gli Animatori ( + vecchi !!! )

Mercatino di Natale 2010

La Biblioteca Civica “Ferrante Bandera”, l’Associazione “Compagnia delle Torri” e il Comune di Ceresara, organizzano sabato 18 e domenica 19 dicembre 2010 la nuova edizione del “Mercatino di Natale”, affiancando alla vocazione originaria di vetrina dell’associazionismo locale, alcuni momenti di incontro, con lo specifico intento di coinvolgere attivamente tutta la cittadinanza.
Anche quest’anno non mancherà in Piazza Castello la tendostruttura riscaldata che costituirà il punto nevralgico della manifestazione, nella quale sarà attivo il servizio bar.
Durante la due giorni si potranno degustare le caldarroste, il vin brulè e la cioccolata calda, ma anche altre specialità gastronomiche preparate dalle associazioni locali e l’ormai famoso dolce del Trolet.
La manifestazione si aprirà sabato 18 dicembre alle ore 17.00 con la S. Messa presso la Chiesa di Ceresara con la benedizione del Gesù Bambino da collocare nel Presepio.
Alle ore 18.00, con partenza dal parcheggio antistante la Chiesa in Viale Europa partirà la Fiaccolata organizzata dalla Scuola Materna Statale con la partecipazione dei bambini delle Scuole Materne e delle prime elementari, dei ragazzi e di tutti quanti vorranno unirsi, con la partecipazione della Banda Cittadina di Piubega.
La Fiaccolata si concluderà in Piazza Castello con i canti dei bambini delle Scuole Materne, terminati i quali verrà ufficialmente aperta la nuova edizione del Mercatino.
Alle ore 20.30 presso la tendostruttura riscaldata i Borghi Ceresaresi presenteranno “Chi vuol essere Zuccone?”: gioco ispirato al famoso format televisivo, ma rivisitato in chiave “ceresarese”. Una serata sicuramente interessante che coinvolgerà il pubblico presente alla scoperta della nostra cultura, del nostro territorio, dei suoi personaggi.
Domenica 20 dicembre il Mercatino riaprirà alle ore 9.00 con servizio bar presso la tendostruttura. Alle ore 14.30 il Gruppo Giovani “BeeGroup” organizzerà giochi ed intrattenimento per i più piccoli, mentre alle ore 15.00, preceduta dall’esibizione del Gruppo Tamburi Medioevali della Compagnia delle Torri, si svolgerà la “Prova del Segone” del Palio delle Contrade dei Borghi Ceresaresi.
Alle ore 17.30 presso la tendostruttura si potrà partecipare tutti insieme ad una Tombola di beneficenza, mentre alle ore 20.30 si potrà assistere ai Concerto dei Cori Parrocchiali di Ceresara, San Martino Gusnago e Villa Cappella-Solarolo.

Vi aspettiamo numerosi …

Compagnia delle Torri

Per la “Compagnia delle Torri” quelli appena trascorsi sono stati mesi molto impegnativi in quanto hanno visto l’associazione impegnata nell’organizzazione di numerosi eventi.
Il primo appuntamento stagionale, che ha sicuramente richiesto il maggiore impegno, è stata l’organizzazione della terza edizione di “Convivio a Palazzo” svoltasi dal 3 al 5 settembre presso Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago, dove alla presenza del Padrone di Casa Francesco Secco e dei suoi Illustri invitati Francesco II Gonzaga e Ercole I d’Este, Duca di Ferrara, si è potuta rivivere la rievocazione - nella splendida ambientazione della Galleria del Palazzo – dello storico banchetto che si tenne il 15 giugno 1491, dove gli ospiti – tra musiche, danze, armigeri e sbandieratori – hanno potuto rivivere le atmosfere e i piaceri della tavola tipici dei convivi di quel tempo.
Grande successo di pubblico hanno riscontrato anche gli altri eventi in programma nella tre giorni di San Martino, come la Cena con Delitto “Scacco alla Regina”, messa magistralmente in scena presso la Locanda del Palazzo dalla Compagnia Teatrale “Gli Impossibili”, il “Convivio dei Piccoli” perfettamente riuscito grazie agli animatori del Grest di Villa Cappella, il Convegno di studio sulla figura di San Luigi Gonzaga e l’Alto Mantovano coordinata da Mariano Vignoli e l’ormai tradizionale Palio delle Contrade ceresaresi che, dopo un’avvincente gara tra i Borghi, quest’anno ha visto come vincitore Borgo Mulino.
Successo di presenze ha riscosso anche la “Locanda del Secco”, dove – in un ambiente particolarmente successivo - è stato possibile cenare ed assistere a spettacoli di intrattenimento di notevole spessore e impatto, come le performances dei “Burdyri”, un gruppo di combattenti storici proveniente da Praga – nella Repubblica Ceca – famoso per aver avuto un ruolo di primo piano come stuntmans nel film “I Pirati dei Carabi”, che ha riscosso un forte consenso, anche tra i più piccoli.
La manifestazione si è conclusa domenica 5 settembre con un grandioso spettacolo di fuochi piromusicali.
Per chi lo desiderasse è disponibile un DVD con le riprese della manifestazione e una galleria fotografica accessibile dal sito www.compagniadelletorri.it.
Sabato 11 settembre presso la Locanda del Secco di San Martino Gusnago, in collaborazione con ABEO Mantova, Avis ed Aido di Ceresara si è tenuta la manifestazione “Abeo & Friends”, una bella serata di musica, ballo, buona cucina e sfilate di moda, che ha visto impegnati numerosi gruppi ed artisti che si sono esibiti a scopo benefico per sostenere ABEO nel suo progetto a favore della Pediatria dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova, che ha riscosso successo di pubblico.
Domenica 7 novembre è stata organizzata una visita culturale a Padova e ai suoi borghi medioevali. L’itinerario della giornata prevedeva una tappa alla città murata di Montagnana, la visita al bel Castello di Monselice - molto ben conservato e ricco di arredi e testimonianze storiche - la pausa pranzo presso il caratteristico borgo medioevale di Arquà Petrarca e la visita alle principali piazze del centro storico di Padova, con tappa d’obbligo alla Basilica del Santo.
Sabato 13 novembre presso la “Locanda del Secco” di San Martino Gusnago è stata organizzata un’interessante serata intitolata “Va l’aspro odor de i vini”, dove i versi tratti dalla poesia “San Martino” di Giosuè Carducci hanno dato lo spunto per conoscere meglio le caratteristiche, i sapori e i profumi di alcune delle eccellenze enologiche mantovane delle Cantine Virgili e i possibili abbinamenti con la gastronomia locale, alla quale è stata abbinata una mostra sulle tecniche utilizzate un tempo nella nostra zona per la produzione del vino.
E’ stato un viaggio nel gusto di particolare delicatezza, che ha sicuramente ben impressionato i presenti e ha contribuito a far meglio conoscere il vino, questo importante prodotto della nostra terra mantovana, sempre più premiato ed esportato.
A grande richiesta sabato 27 novembre è stata organizzata una nuova cena con delitto con lo spettacolo “Scacco alla Regina” proposto dalla Compagnia Teatrale “Gli Impossibili” di Ceresara, per poter permettere a quanti non avevano potuto assistere alla rappresentazione - visto il limitato numero di posti – nell’ambito di “Convivio a Palazzo”.
La serata ha riscosso così tanto successo che le prenotazioni si sono chiuse con un mese di anticipo ed è stato necessario aggiungere una nuova data per venerdì 10 dicembre.
Prossimo appuntamento che vedrà impegnata l’associazione è l’organizzazione con la Biblioteca e con la collaborazione del Comune di Ceresara, della prossima edizione del “Mercatino di Natale” prevista per sabato 18 e domenica 19 dicembre.
Ringraziando ancora una volta tutti quanti i soci, i giovani, i sostenitori, gli sponsor, gli enti e le associazioni che, facendo squadra, hanno collaborato alle varie manifestazioni organizzate durante l’anno, l’Associazione “Compagnia delle Torri” coglie l’occasione per porgere a tutti un sincero augurio di Buon Natale e di un prospero 2011.

Una gita a Certaldo

Sulla sommità di una modesta altura che domina il punto di confluenza del torrente Agliena nel fiume Elsa è arroccata la parte alta di Certaldo che deriva il proprio nome dal latino “cerrus altus” ovvero altura ricoperta di cerri. Le origini della cittadina risalgono all’epoca etrusco-romana come attestano numerosi reperti ritrovati nel territorio circostante: di particolare interesse archeologico sono una grande tomba etrusca a camera del III-II secolo a.C. e un “granarium” romano scavato nella roccia con pozzi-silos che ricordano per la loro forma una bottiglia. La prima documentazione di Certaldo risale al 1164 quando l’imperatore Federico I infeudò un borgo castellare ai conti Alberti di Prato che lo detennero fino al 1200. Successivamente entrò nell’orbita fiorentina aumentando progressivamente d’influenza fino a diventare sede di Vicariato nel 1415, tanto da essere considerata in epoca medicea il centro politico e giudiziario più importante della Valdelsa e della Val di Pesa.
La nostra visita inizia da piazza Boccaccio che, attraversata dall’antica Via Francigena, oggi via Roma, rappresenta l’agorà commerciale che guarda dal basso la poderosa acropoli. Su di essa prospettano il nuovo palazzo municipale e la nuova parrocchiale, intitolata a San Tommaso, realizzata verso la metà del 1800 e preceduta dalla statua del cittadino più illustre di Certaldo, ovvero il novelliere Giovanni Boccaccio,considerato uno dei padri della lingua italiana. Utilizzando la moderna funicolare si sale fino a raggiungere Porta Alberti, uno dei tre accessi al nucleo alto insieme alla medicea Porta del Sole e alla bassa Porta del Rivellino, la più fortificata in quanto rivolta all’acerrima nemica Siena.
Varcata Porta Alberti imbocchiamo Via Boccaccio, autentica spina dorsale dell’antico abitato, sulla quale prospettano i principali edifici civili e religiosi della cittadina. Sul lato destro incontriamo Palazzo Giannozzi, di linee trecentesche parzialmente modificate in epoca rinascimentale, sede del museo del chiodo che conserva chiodi di tutte le fogge e le epoche nonché svariati utensili della civiltà contadina. Sulla sinistra iniziamo con Palazzo Stiozzi-Ridolfi, edificio del XIII secolo formato da un antecedente corpo quadrilatero raccordato alla torre merlata preceduta dal portone d’ingresso. Subito dopo si trova la Casa del Boccaccio, ricostruita fedelmente dopo che una bomba l’aveva quasi interamente distrutta durante il secondo conflitto mondiale.
L’edificio ospita la sede nazionale Giovanni Boccaccio, con museo e biblioteca dedicati alla vita e alle opere del grande poeta, tra cui diverse edizioni e traduzioni del Decameron. Altra costruzione di notevole pregio è il Palazzo Machiavelli, caratterizzato da elegante loggia e poderosa torre, dopo il quale si apre la piazzetta su cui prospetta la duecentesca chiesa dei Santi Jacopo e Filippo.
L’interno, a navata unica con abside semicircolare, presenta un pregevole affresco trecentesco con Madonna bambino e santi, il cenotafio e la tomba del Boccaccio, due tabernacoli in terracotta invetriata dei Della Robbia e una pala in terracotta degli stessi autori, raffigurante la Madonna della neve. Adiacente alla chiesa si apre un piccolo chiostro trecentesco a due ordini di colonne che immette nel Convento degli Agostiniani, attuale sede del museo d’arte sacra, che custodisce importanti opere di pittura e scultura, raffinate argenterie, arredi e paramenti liturgici. La parte terminale di Via Boccaccio è caratterizzata dall’imponente mole del Palazzo Pretorio o del Vicario,edificato nel XII secolo come residenza dei conti Alberti ma rimaneggiato nelle forme attuali nel corso del XV secolo, quando fu trasformato in sede di vicariato. La facciata, impreziosita da numerosi stemmi araldici, presenta due ordini di finestre ad arco ribassato e coronamento merlato. Salendo un’ampia rampa si raggiunge l’atrio d’accesso decorato da scudi araldici in pietra o dipinti; in sequenza troviamo la Camera delle Sentenze, con tracce d’affreschi quattrocenteschi, la Sala delle Udienze, con una Pietà della scuola del Beato Angelico dipinta nel 1484, il cortile di stile rinascimentale tempestato di stemmi in pietra o ceramica.
Proseguendo al primo piano entriamo nella Sala Grande decorata con stemmi e affreschi tra cui merita attenzione una pregevole Madonna con bambino per poi passare alla Sala del Consiglio con camino in pietra datato 1488 e resti d’affreschi cinquecenteschi. Adiacente a Palazzo Pretorio si trova la chiesa sconsacrata dei Santi Tommaso e Prospero nel cui interno si possono ammirare notevoli affreschi e sinopie del XV e XVI secolo. Tuttavia l’opera più importante è senza dubbio il Tabernacolo dei Giustiziati, mirabile capolavoro realizzato nel 1464-65 dal pittore fiorentino Benozzo Gozzoli con la collaborazione di Giusto d’Andrea e Giovanni di Mugello.
Gli affreschi, che sviluppano scene della passione, morte e deposizione dalla croce di Gesù Cristo, originariamente si trovavano in una piccola cappella, tuttora esistente, situata lungo il corso del torrente Agliena; i condannati a morte vi venivano condotti per ricevere l’ultimo conforto prima dell’esecuzione.
Terminata la visita al centro cittadino, percorrendo la strada che porta a San Casciano Val di Pesa, dopo sette chilometri raggiungiamo l’isolata Pieve di San Lazzaro a Lucardo, edificio in stile romanico-lombardo risalente all’XI secolo. La facciata, più volte modificata, è preceduta da un portico realizzato nel corso del XIX secolo che racchiude il portale d’ingresso decorato da un arco a tutto sesto finemente scolpito; la parte posteriore è ingentilita dalla presenza di tre absidi con lesene collegate ad archetti pensili che modellano una finta galleria di nicchie. L’interno, a tre navate scandite da pilastri affrescati da Cenni di Francesco, con presbiterio rialzato e sottostante cripta ritrovata durante i restauri del secolo scorso, conserva un mirabile affresco dello stesso autore raffigurante la Madonna che allatta il bambino, dipinto nel periodo che va dal 1385 al 1390. Nel territorio comunale di Certaldo esistono altri edifici di culto sparsi nelle varie frazioni o immersi nei boschi intervallati da filari di cipressi, vigneti e uliveti.
Fra questi merita una tappa la chiesa di Santa Margherita nella frazione Sciano, con facciata a capanna d’epoca romanica realizzata in conci d’arenaria e grazioso campanile.

L’inviato speciale

A Tavola con "La Zucca"

Tagliatelle al Forno

Ingredienti:
Per il ragù:
600 gr. macinato;
1 scatola di pelati passati;
1 carota;
1 cipolla;
1 costa di sedano;
Olio q.b.;
Aceto;
Vino rosso;
Sale;
300 gr. tagliatelle;
1 mozzarella grande;
100 gr. parmigiano grattugiato;
1/2 l. di besciamella;
Pepe nero.

Preparazione:
Per prima cosa dedicarsi alla preparazione del ragù. Tritare finemente carota, cipolla e sedano e farli rosolare insieme alla carne.
Versare un po' di aceto e farlo evaporare e poi sfumate col vino rosso. Salare ed unire la passata di pomodoro.
Lasciar cuocere a fuoco basso per almeno due ore.
Scottare le tagliatelle in abbondante acqua salata poi scolarle e condirle con buona parte del sugo preparato ed il parmigiano.
Prendete una teglia da forno e versateci un mestolo di sugo, una spolverata di parmigiano e delle besciamella.
Disporre metà delle tagliatelle condite, aggiungete ancora del sugo, poi mozzarella tagliata a dadini, parmigiano, besciamella e una spolverata di pepe nero. Coprire il tutto con le tagliatelle rimaste e condite ancora con il ragù rimasto, besciamella e parmigiano.
Infornare nel forno caldo a 220° e cuocete per circa 20/25 minuti.

Polpettone ai funghi

Ingredienti:
500 gr. di macinato;
Parmigiano;
Pane raffermo da sbriciolare;
2 uova intere;
Sale q.b..
Per il ripieno:
1 scamorza;
qualche fetta di prosciutto cotto;
2 uova sode;
Per il contorno:
500 gr. di funghi porcini.

Preparazione:
Preparare l'impasto come per le polpette. Dopo aver ben amalgamato gli ingredienti, sistemare metà impasto su carta forno o di alluminio.
Quindi disporre sopra le fettine di scamorza, il prosciutto cotto e le uova sode.
Chiudere il polpettone con il rimanente impasto e passare, per evitare che si apra durante la cottura, prima con l’albume e poi nella farina.
Porre un tegame sul fuoco con olio e non appena fuma sistemarci il polpettone.
Farlo rosolare per bene da tutti i lati ed aggiungere i funghi.
Una volta cotto lasciar raffreddare per bene e poi tagliare a fette

Involtini di verza

Ingredienti per 4 persone:
N° 8 foglie di verza;
Ricotta gr.150;
Provola o mozzarella 150 gr.;
Prosciutto cotto 50 gr.;
Parmigiano grattugiato 50 gr.;
1 uovo:
Vino bianco secco una tazzina;
Olio 4 cucchiai;
Burro alcuni fiocchetti;
Sale;
Pepe.

Preparazione:
Lessare in acqua salata le foglie di verza (scegliere le più grandi), adagiarle su un ripiano e preparare un ripieno con ricotta, provola, prosciutto, uovo, la maggior parte di parmigiano, un pizzico di sale e pepe.
Fare dei mucchietti del composto, adagiarli sulle foglie di verza ed arrotolarle come un involtino.
Versare due cucchiai di olio in una pirofila e sistemarci gli involtini appena preparati.
Versare su di essi il restante olio, il vino, il restante formaggio e dei fiocchetti di burro.
Infornare a 200° finché la superficie non si imbiondisca.

sabato 19 giugno 2010

Ceresara, seconda edizione della Festa de la Saresa

La presenza sul territorio comunale della coltivazione del dolce frutto della ciliegia ha suggerito lo scorso anno l’idea di promuovere questa tipicità ceresarese, i produttori e le specialità locali attraverso l’organizzazione di una festa.
Dopo la riuscita prima edizione la “Compagnia delle Torri” ha organizzato, in collaborazione con il Comune di Ceresara e con il Patrocinio della Provincia di Mantova la IIª edizione della “Festa de la Saresa”.
La manifestazione, che ha riscosso un forte consenso di pubblico, si è svolta da venerdì 4 a domenica 6 giugno e domenica 13 giugno, legandosi all’evento organizzato a livello provinciale “Golosaria”: manifestazione vocata alla valorizzazione delle specialità enogastronomiche del territorio.
Venerdì 4 giugno la Festa ha avuto inizio in prima serata nella centralissima Piazza Castello, dove oltre all’intrattenimento musicale con la musica Jazz del Franco Gorni 4th è stato possibile assistere ad una sfilata di abiti dagli anni ’20 agli anni ’80, dove il filo conduttore è stato il colore rosso.
La serata è stata molto gradita dal pubblico, anche in considerazione del fatto che un gruppo di ragazze ceresaresi si è messa in gioco nella difficile veste di indossatrici.
La serata di Sabato 5 giugno è stata dedicata ai giovani e caratterizzata dalle cover proposte dai bravissimi gruppi Radioshock e Sutuana, durante la quale dalle ore 19.30 è stato attivo il servizio ristorante lungo Via Roma con menù alla ciliegia o pizza (novità 2010), che ha visto una grande partecipazione, trasformando il cuore del paese in un grande salotto.
La giornata di domenica 6 giugno è stata sicuramente la più impegnativa. In prima mattinata, è stata riproposta la colazione in Piazza, dove ovviamente è stata la ciliegia a far da padrone.
Sempre in mattinata il centro storico si è colorato ancora di rosso con la presenza in paese di circa trenta Ferrari e numerosi motociclisti che hanno partecipato al “Tour della Ciliegia” sulle vicine colline moreniche, che ha toccato le località di Volta Mantovana e Solferino, per poi far ritorno a Ceresara dove è stato organizzato un pranzo per i partecipanti presso i Padiglioni della Fiera.
Nel pomeriggio lungo la strada che delimita il Centro Sportivo si è svolta una passerella di auto Ferrari, una gara di rombeggi e i giochi in piazza con le ciliegie dei Borghi ceresaresi.
Dalle ore 19.30 è stato nuovamente attivo il servizio ristorante lungo Via Roma con menù alla ciliegia o pizza, mentre alle ore 21.00 è stato possibile assistere alla seconda edizione della rassegna di danza Hip-Hop e moderna, alla quale quest’anno hanno partecipato cinque scuole di danza della zona.
Domenica 13 giugno la manifestazione è stata collegata alla manifestazione “Golosaria” che si è tenuta a livello provinciale, durante la quale è stata presentatata alla stampa la “De.Co” delle specialità locali del Tortello della Possenta e del Salame ceresarese, alla quale è seguito un pranzo con menù dedicato ai due prodotti, mentre la serata è stata allietata dall’intrattenimento musicale di Elide Pizzi e dei Peritoperaria.
Gli organizzatori prendono l’occasione per ringraziare tutte le persone (e sono state tante) che hanno collaborato tutte insieme creando quella sinergia che ha permesso la buona riuscita della manifestazione.

Una gita a Fivizzano

Lungo la strada che attraversando la Lunigiana conduce al Passo del Cerreto, sulla sommità di una collina che domina il corso del torrente Rosaro, si trova Fivizzano, borgo sviluppatosi nel XIII secolo come presidio della direttrice viaria che collegava l’Emilia al golfo della Spezia.
In epoca medievale Fivizzano veniva individuato nel castello della Verrucola, arroccato sull’adiacente collina, mentre il borgo formatosi prima del fortilizio, presentava la caratteristica struttura allungata tipica dei presidi deputati al controllo dei valichi montani.
La cittadina fu per secoli dominata dai Malaspina, che realizzarono una prima cerchia muraria, fino al 1477 quando passò sotto il controllo dei Medici che ampliarono e rinforzarono il perimetro murario una prima volta nel 1478 e successivamente nel 1540.
Il momento di massimo splendore arrivò nel 1633 quando venne dichiarata sede del governatorato della Lunigiana, ricevendo l’appellativo di “Firenze della Lunigiana”, in quanto località della zona maggiormente influenzata dalla presenza medicea.
La nostra visita inizia varcando Porta Sarzanese che ci introduce in via Umberto I sulla quale si affacciano la chiesetta delle Carceri, che custodisce un prezioso dipinto seicentesco di scuola fiorentina, e il Palazzo del Governatore, attuale sede municipale.
Proseguendo arriviamo al cuore della cittadina, ovvero Piazza Medicea, caratterizzata da eleganti palazzi rinascimentali e abbellita dall’imponente fontana voluta da Cosimo III nel 1683.
In un angolo della piazza prospetta la chiesa prepositurale dei Santi Jacopo e Antonio, realizzata nel 1377, con ampliamenti nel corso del XVI secolo.
L’interno a tre navate, scandite da colonne in pietra serena, presenta un elegante coro in noce datato 1675, due tavole cinquecentesche di scuola fiorentina raffiguranti San Sebastiano e San Rocco, una Risurrezione di Lazzaro del pittore Pietro Sorri.
Usciti dall’abitato si sale per un breve tratto in direzione di Pognana, dove si trova la Pieve romanica dedicata a Santa Maria Assunta. Della pieve si hanno notizie a partire dal 1137, ma l’aspetto attuale risale all’inizio del XIII secolo anche se rimaneggiato da successivi interventi.
L’interno è diviso in tre navate separate da poderose colonne, con capitelli di epoca longobardo-carolingia finemente scolpiti.
La navata centrale e quella di sinistra terminano con absidi semicircolari mentre nella parete destra è inserito un frammento marmoreo, raffigurante due pavoni ed una croce, coevo dei capitelli.
Tornati sulla strada che conduce al Passo del Cerreto, raggiungiamo la frazione di Verrucola, dominata dall’omonimo castello fatto erigere nel corso del XIV secolo da Spinetta Malaspina attorno al mastio del preesistente fortilizio appartenuto alla famiglia dei Bosi, risalente al 1044.
Il castello è composto da un poderoso mastio a pianta quadrata e da una torre sormontata da beccatelli, circondati da una cinta muraria difensiva con due porte d’accesso. Addossata al castello si trova la Chiesa di Santa Margherita, con facciata rinascimentale preceduta da un elegante loggiato, che conserva all’interno un raffinato altare ligneo con pala cinquecentesca.
Proseguendo in direzione del Cerreto incontriamo la Pieve di San Paolo a Vendaso.
L’edificio, più volte rimaneggiato, presenta sopra il portale una bifora sormontata da una finestrella cruciforme, mentre l’abside maggiore è ingentilita da archetti pensili poggianti su mensole figurate e da monofore.
L’interno, con copertura a capriate, è diviso in tre navate da colonne con capitelli raffiguranti animali, uccelli, fiori e figure enigmatiche.
L’ultima tappa della nostra visita è il piccolo borgo di Viano, situato nella valle scavata dal torrente Lucido, dove si erge la Pieve di San Martino, dalle origini molto antiche. La chiesa, di cui si hanno notizie risalenti alla metà del XII secolo, originariamente realizzata in stile romanico, verme più volte rimaneggiata fino a raggiungere l’aspetto attuale, che presenta la parte inferiore della facciata in stile rinascimentale bugnato mentre quella superiore è di stile tipicamente barocco.
Come le pievi precedentemente menzionate e le altre innumerevoli sparse per la Lunigiana, la Pieve di Viano testimonia la forte devozione religiosa degli abitanti di questo ruvido lembo di territorio appenninico insinuatosi ai confini di tre diverse regioni italiane.

Terza Biciclettata delle Torri

Domenica 16 maggio - confidando nell’esattezza delle previsioni meteorologiche che mostravano un miglioramento dopo oltre una settimana di pioggia (che per fortuna si sono dimostrate veritiere) - si è tenuta la terza edizione della “Biciclettata delle Torri”, un’allegra scampagnata per il territorio ceresarese, tra corti, cascine e luoghi di interesse storico, con partenza dal capoluogo dalla centralissima Piazza Castello, alla quale hanno partecipato circa 200 persone.
Dopo la partenza, il gruppo di biciclette è stato impegnato in un percorso di oltre 20 Km: una lunga e rilassata pedalata che i partecipanti sono riusciti a completare senza troppi problemi in modo rilassato, tra chiacchiere e qualche battuta allegra.
L’itinerario anche quest’anno prevedeva il passaggio per Bocchere, San Martino Gusnago (con una piccola deviazione per poter ammirare la parte posteriore di Palazzo Secco-Pastore), Villa Cappella e Solarolo.
Lungo il tragitto le ormai tradizionali soste ristoro sono cresciute e sono diventate tre: Corte Zanina (Bocchere), Corte Tezze (Tezze) - che nello stesso giorno erano anche aperte in occasione della manifestazione “Per Corti e Cascine” - e Corte Basalgana (Villa Cappella), dove i partecipanti hanno trovato festosa e gustosa accoglienza. Una volta terminato il percorso la gran parte dei partecipanti ha partecipato al pranzo allestito presso il Capannone della Fiera di Ceresara, completando tutti insieme in allegria una bella giornata trascorsa alla scoperta del nostro territorio. L’Associazione “Compagnia delle Torri” - in considerazione del sempre crescente interessamento alla manifestazione – da appuntamento per il prossimo anno per una nuova edizione della “Biciclettata delle Torri”.

Ceresara, cena Mantova Club Pianeta BiancoRosso

Lunedì 10 maggio si è svolta a Ceresara la quarta edizione della ormai tradizionale Cena BiancoRossa, organizzata dal Mantova Club Pianeta BiancoRosso.
Tra le novità di quest’anno il coinvolgimento dei locali gruppi AVIS e AIDO, che hanno collaborato all’organizzazione della serata e alla raccolta di fondi ad essa collegata.
L’evento, organizzato all’insegna del divertimento e della passione sportiva, è stato infatti anche l’occasione per consegnare all’associazione ABEO Mantova, rappresentata dal Presidente Vanni Corghi, il ricavato della sottoscrizione a premi che ha impegnato le tre associazioni negli ultimi mesi. I fondi raccolti serviranno a finanziare la progettazione e la realizzazione della ABEOBOLLA, uno spazio ricreativo che sarà creato, a cura di ABEO, all’interno del nuovo reparto pediatrico dell’ospedale Carlo Poma.
Alla consegna del prezioso dono hanno partecipato, oltre ai Presidenti dei gruppi locali, anche il Presidente provinciale AIDO, Avv. Antonella Marradi, e il Presidente del Centro di Coordinamento dei Club BiancoRossi, Luca Carreri.
La serata si è aperta con l’arrivo dei giocatori del Mantova Mirco Bellodi, Gianluca Nicco e Ronaldo Pompeu da Silva, che sono stati festosamente accolti dai bambini della A.C. Ceresarese, per l’occasione in divisa Bianco Rossa.
Attraversato il “tunnel” di palloncini sventolati dai nostri piccoli giocatori, i tre calciatori si sono resi disponibili per le foto di rito, per gli autografi e per scambiare due parole con i propri tifosi. Dopo i saluti delle associazioni e la proiezione di un breve video sull’attività di AVIS, AIDO e ABEO, gli oltre 200 partecipanti hanno potuto gustare i buoni piatti della nostra cucina. A tarda serata sono stati proprio i giocatori dell’AC Mantova, assistiti da piccoli “valletti” locali, ad estrarre i numeri vincenti della lotteria e a consegnare i relativi premi ai vincitori presenti in sala.
Infine musica a balli per chiudere in allegria quella che è stata una piacevole occasione di aggregazione per la nostra comunità, che ha alternato momenti di divertimento a momenti di riflessione, e che ha coronato il lavoro di raccolta fondi delle nostre associazioni a favore dei bambini della nostra provincia.
Nel ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alla serata e tutti i ceresaresi che, acquistando i biglietti della lotteria, hanno contribuito a questa importante azione di solidarietà, Pianeta Biancorosso, AVIS e AIDO danno l’arrivederci all’anno prossimo!

Festa della nostre Suore

La Parrocchia di Ceresara organizza domenica 4 luglio 2010 alle ore 12.00 presso l’Istituto Bettini-Morandi la “Festa delle nostre Suore”, durante la quale verranno festeggiate le Suore in partenza e le nuove che prenderanno servizio nel mese di luglio. Si tratta di Suore Agostiniane della Congregazione del Divino Amore, la quale Madre Generale ha origini di Ceresara, Suor Martina Messedaglia.
Il programma della Festa prevede alle ore 10.30 la Santa Messa di Ringraziamento presso il Parco dell’Istituto e alle ore 12.00 il Pranzo comunitario con consegna di un ricordo alle Suore in partenza.
Il ricavato della Festa andrà a contribuire alle spese per il restauro della casa delle Suore.

A Tavola con "La Zucca"

Penne Primavera










Ingredienti:
300 gr. di penne rigate;
250 gr. di asparagi selvatici o asparagina;
50 gr. di burro;
40 gr. di grana grattato;
Due spicchi d'aglio;
Due uova;
Peperoncino;
sale.

Preparazione:
Mettete gli asparagi a pezzetti (attenzione a non spezzare le punte) in una terracotta con burro, aglio, un pezzetto di peperoncino, e stufateli per 10 minuti, a calore moderato. In una ciotola sbattete le uova con un pizzico di sale e il grana. Lessate le penne in circa tre litri d'acqua salata, scolatele al dente e versatele nella terracotta sugli asparagi, dopo aver tolto l'aglio e il peperoncino. Mescolando rapidamente aggiungete le uova sbattute con il grana e servite subito. Un primo nutriente adatto, appunto, alla stagione primaverile.

Arrosto alle erbe









Ingredienti:
800 gr. di coscia di manzo;
75 gr. di lardo;
Una cipolla;
Una carota;
Un gambo si sedano;
500 ml di brodo di carne;
50 gr. di concentrato di pomodoro;
Sale, pepe, prezzemolo q.b.;
Rafano grattugiato q.b.;
Maggiorana tritata q.b.;
Chiodi di garofano, origano, cumino q.b.

Preparazione:
Praticate delle incisioni sulla coscia, quindi lardellate con il 50 gr di lardo. Mondate e lavate il prezzemolo, il sedano, la carota e la cipolla e insieme al lardo rimasto preparate un battuto. In una teglia sciogliete una noce di burro e a fiamma viva soffriggete il battuto. Unite la carne, abbassate la fiamma, e rosolate per 10 minuti, rigirandola più volte. Intanto portate il forno a 170°C. Bagnate la carne con il brodo, aggiungete alcuni grani di pepe, dei chiodi di garofano, dell'origano, della maggiorana, del cumino e un cucchiaino di rafano. Salate, amalgamate bene, quindi trasferite la teglia in forno e cuocete per 2 ore. A cottura ultimata mettete la carne in caldo. Aggiungete il concentrato di pomodoro e sciogliete bene aggiungendo un goccio di acqua calda. Amalgamate il tutto e rimettete sul fuoco a fiamma bassa per qualche minuto. Servite la carne calda, parzialmente affettata, nappando con la salsa.

venerdì 12 marzo 2010

A.V.I.S. Ceresara

In data 25 Febbraio si è tenuta presso la Sala Civica l’annuale assemblea dell’Avis in cui sono stati trattati i seguenti argomenti: attività di donazione per l’anno 2009, l’approvazione del bilancio e le attività in programmazione per il 2010.
L’associazione comunale di Ceresara in concomitanza con Piubega e Solarolo è riuscita ad offrire ai donatori anche nel 2009, un servizio efficace e ben organizzato, accontentando pienamente le richieste provenienti dal centro trasfusionale in merito al numero di sacche richieste per ogni donazione. Da non trascurare inoltre, la buona qualità sanitaria del servizio rivelatosi funzionale, anche per merito della professionalità di Avis Provinciale. Il Presidente Sarzi Daniele e il resto del consiglio hanno espresso il loro rammarico per la diminuzione di donatori (-17, nonostante i nuovi ingressi), evidenziatasi in quest’ultimo periodo e della difficoltà dei giovani, soprattutto tra i 20 e i 30 anni, a scegliere di diventare donatore. Le domande che sorgono a questo punto sono: “ma veramente i giovani sono indifferenti e disinteressati ai bisogni altrui? Temono di più il dolore di un ago o il mettersi in gioco? Non vogliono rinunciare, nemmeno per solo 2/3 volte l’anno, all’uscita del sabato sera per poter essere sobri e donare in salute la domenica mattina?. Perché pensano solo alla donazione di sangue quando un amico o un parente sta davvero molto male”?. Voglio a questo punto ricordare a tutti i giovani che, chi è coinvolto in incidenti stradali, i bambini e gli adulti che si trovano i nei reparti oncologici, chi necessita di interventi chirurgici o trapianti d’organo, i malati di anemia cronica, le donne che hanno complicazioni emorragiche post-parto, non possono certo fa re a meno di quello che non c’è: il sangue, che non si fabbrica ma si può solo dare. Essere donatori Avis vuol dire compiere un gesto che rende grandi chi lo fa ed aiuta a salvare delle vite, è una scelta sicura per gli attenti e rigorosi controlli sulla salute di chi dona e di chi riceve. La sensibilizzazione che viene fatta a livello locale, provinciale e nazionale non dovrebbe rimanere qualcosa di astratto e lontano dai pensieri dei giovani. Chiediamo ai donatori già presenti sul territorio di parlare della donazione tra amici, colleghi, vicini, parenti, perché nuove menti e nuovi cuori capiscano si “aprano” verso un tale gesto. Nella nostra sezione qualche nuovo donatore ha fatto il suo ingresso, alcuni si sono trasferiti da altre sezioni e la maggior parte di essi hanno oltre trent’anni, questo ci fa ben sperare nella loro partecipazione continua, nella loro sicurezza e scelta matura. L’assemblea è continuata con la lettura e l’approvazione dei partecipanti del bilancio economico e patrimoniale che anche nel 2009 è stato positivo e questo ci consente di proseguire con una discreta tranquillità nelle nostre attività. Nel 2010 Avis comunale, con ABEO, ADMO e Pianeta Biancorosso sarà presente con il consueto punto informativo durante la Fiera della Possenta. In questa occasione verranno venduti i biglietti della lotteria di beneficenza per la costruzione della nuova pediatria di Mantova. In riferimento a questa lotteria verrà organizzata una serata di beneficenza per il 10 maggio alla presenza dei dirigenti e dei giocatori del Mantova alla quale anche l’Avis parteciperà. Per le festività Pasquali verranno venduti in piazza i bonsai dell’Anlaids. Sono ancora attive tutte le sponsorizzazioni con le varie associazioni sportive e si sta iniziando l’organizzazione del quarantesimo anniversario dell’Avis comunale prevista per l’estate 2011 e per la quale sono ben accetti aiuti e suggerimenti. Quindi non rimane che impegnarci tutti per mantenere viva questa realtà così radicata nel tessuto delle nostre famiglie, utile per la collettività, per l’umanità e per i donatori stessi.

Avis Ceresara

Una gita a Soave

Nella pianura veronese distesa ai piedi dei Monti Lessini, in posizione pressoché intermedia tra le città di Verona e Vicenza, si trova la cittadina di Soave, caratteristica per l’intera cinta muraria, intervallata da ventiquattro torri, che la circonda e famosa per il rinomato vino omonimo che detiene il primato del bianco italiano più esportato all’estero. Soave gode di una posizione geografica invidiabile, in quanto attorniata da fertili colline che degradano dolcemente verso la pianura proteggendola dai venti freddi provenienti dal nord. I primi insediamenti umani risalgono all’età della pietra ma fu in epoca romana che si sviluppò un importante villaggio lungo la via Postumia. Tuttavia l’attuale centro storico fu fondato dagli Svevi tra il V e il VI secolo in piena dominazione longobarda. Attorno al mille fu possedimento dei Conti Sambonifacio per poi passare alla famiglia feudale dei Greppi. Il fortilizio crebbe d’importanza con l’avvento degli Scaligeri che restaurarono e rinforzarono il castello. Alla caduta della gloriosa dinastia scaligera, avvenuta nel 1387, un continuo susseguirsi di conflitti portò la cittadina sotto il dominio dei Visconti di Milano, dei Carrara di Padova, della Serenissima di Venezia. Nel 1508 gli alleati della Lega di Cambrai sconfissero i veneziani detenendo il potere sulla città fine al 1511, anno in cui Venezia, sostenuta dagli abitanti di Soave, scacciò gli alleati riaffermando la propria autorità. Dopo queste ultime vicende belliche iniziò un lungo periodo pacifico che durò fine all’avvento napoleonico. La nostra visita non può che iniziare varcando la poderosa Porta Verona, dalla quale si snoda via Roma, asse viario principale dell’antico nucleo medievale. In una traversa sulla destra si trova il duecentesco Palazzo Sambonifacio, mentre poco più avanti, sulla sinistra prospetta la facciata della chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, realizzata nel 1758 e ampliata nel 1884, con facciata in stile neorinascimentale caratterizzata da colonne ioniche. L’interno, ad unica navata, presenta altari barocchi e pregevoli dipinti di artisti importanti come Morone, Farinati, Cignaroli. Subito dopo, quasi di fronte alla parrocchiale, possiamo ammirare l’elegante Palazzo Cavalli, edificato nel 1411 in stile gotico veneziano, con finestre trilobate ad arco acuto e sottostante loggia. E’ seguito dal Palazzo di Giustizia che chiude Piazza Antenna, eretto nel 1375 da Cansignorio della Scala, con loggia a quattro portoni ad arco acuto con finestre ogivali; la sommità presenta merlature ghibelline e al centro della facciata merita attenzione una Madonna marmorea del XV secolo circondata da un affresco con santi del XVI. Una breve deviazione a destra ci consente di raggiungere la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani risalente al 1443, costruita in stile lombardo con campanile sormontato da cuspide conica, ingentilito da pinnacoli e all’interno interessanti tracce d’affreschi del XV secolo. Proseguendo per via Camuzzoni troviamo a destra Palazzo Moscardo (XVII sec.) e a sinistra Palazzo Pullici (XV sec.), indiscutibili esempi di elegante architettura civile, che precedono il Palazzo Scaligero, realizzato nel XIV secolo per volontà di Cansignorio della Scala nei pressi di Porta Aquila, che fu sede dei Pretori e dei Governatori di Soave e in seguito dei Capitani della Serenissima; oggi l’edificio ospita la sede municipale e fra le sue pertinenze annovera un suggestivo giardino botanico attraversato da un’irta scalinata che conduce velocemente al soprastante castello. Oltrepassata la vigorosa Porta Aquila e usciti dalla cinta muraria, ci addentriamo in Borgo Bassano dove possiamo visitare la Chiesetta di San Rocco, costruita nel XV secolo e più volte rimaneggiata, con bel campanile romanico e, all’interno, Madonna con bambino e San Giovanni Battista, opera attribuita a Francesco Torbido. Poco più avanti, svoltando a sinistra, intravediamo il Santuario intitolato alla Madonna della Bassanella, originario del 1098 ma realizzato nelle forme attuali nel corso dell‘800. All’interno sono custoditi mirabili affreschi del XIV secolo raffiguranti San Benedetto, Santa Scolastica e San Cristoforo, sculture e preziose reliquie di santi. La strada, attorniata da filari di vigneti, sale disegnando un ampio tornante che precede di poco il possente torrione munito di ponte levatoio, principale accesso al castello, sul quale spicca nella parte alta un’edicola con statua di San Giorgio.
Varcato il torrione, entriamo nel primo cortile realizzato dai veneziani nel XV secolo, caratterizzato dai resti di una chiesetta a tre absidi, risalente al X secolo, che veniva usata dalla popolazione locale come luogo di rifugio in caso di pericolo. Attraverso una porta munita di saracinesca sormontata da una torre, si entra nel secondo cortile; sopra la porta si trova un affresco datato 1321 che raffigura la Vergine che protegge i fedeli inginocchiati ai suoi piedi. Il terzo cortile, in posizione più elevata, si raggiunge salendo una ripida scaletta di legno; all’interno si eleva il mastio, ultimo baluardo di fensivo del castello. Verso destra una stanza archivoltata con colonne asimmetriche, avente funzione di corpo di guardia, conserva una ricca collezione di armature, spadoni, mazze ferrate, balestre, elmi e alabarde in dotazione ai soldati scaligeri. Un’elegante scala esterna ci consente di raggiungere l’abitazione del Signore, che inizia con la stanza detta Caminata per il grande camino che la caratterizza; da qui si passa alla stanza da letto, abbellita con un pregevole affresco del ‘200 con Crocifisso, Madonna e Maddalena. L’appartamento prosegue con la sala da pranzo imbandita con stoviglie e arredi d’epoca e con una stanzetta alle cui pareti sono appesi cinque ritratti: Mastino I della Scala, Cangrande della Scala, Dante Alighieri, Taddea da Carrara, moglie di Mastino II, Cansignorio della Scala, artefice delle principali fortificazioni della cittadina. Attraverso un’angusta porticina possiamo accedere ai camminamenti di ronda che consentono la salita fino alla sommità del mastio, punto più elevato del castello, da cui si può ammirare lo splendido panorama sulla Pianura Padana e sui Monti Lessini. Lasciato il castello e tornati nel centro cittadino, usciamo dalle mura attraversando Porta Vicentina che ci immette in Borgo Covergnino dove ci attende l’antica Chiesa di San Giorgio, edificio dell’XI secolo, con facciata che presenta un bassorilievo in pietra raffigurante San Giorgio nell’atto di trafiggere il drago. Sotto il bassorilievo è posizionata una lapide che ricorda l’indulgenza plenaria concessa da Papa Pio VII nel 1805 da lucrarsi tutti gli anni nel giorno 2 agosto. All’interno, sulla parete di sinistra, sono stati ritrovati affreschi raffiguranti l’ultima cena mentre sulla parete destra si nota l’affresco con San Giovanni Battista e San Lorenzo, patroni di Soave; sotto il soffitto dell’attuale porta d’ingresso si trovano le tracce del Cristo Pantocratore e diversi volti di profeti. Nell’angolo sinistro del presbiterio si può ammirare l’originaria acquasantiera, la cui posizione attesta che la chiesa in origine era girata in senso contrario. Sempre lungo la parete sinistra, poggiante sulla lastra di vetro che protegge gli scavi sottostanti, è collocata la statua, molto venerata, della Vergine del Carmelo, dal dolce sorriso e dalle vesti finemente lavorate.
L’Inviato Speciale

Un anno con la Compagnia delle Torri ...

Dopo un 2009 particolarmente intenso e ricco di soddisfazioni, continua anche quest’anno l’impegno dell’Associazione “Compagnia delle Torri” nella promozione e realizzazione di progetti che vadano a beneficio di tutta la comunità e promuovano il territorio anche al di fuori della provincia mantovana: progetti che in questi pochi anni hanno contribuito significativamente ad arricchire il panorama culturale del paese.
Il 2010 si è aperto con la “Gita sulla Neve” svoltasi il giorno 31 gennaio, che per il secondo anno consecutivo è stata organizzata nella località turistica trentina di Costa di Folgaria, dove - nonostante le condizioni meteorologiche non particolarmente ottimali - i partecipanti hanno potuto trascorrere una tranquilla giornata all’insegna del divertimento, del camminare all’aria aperta e della buona cucina.
Sabato 13 febbraio è stata organizzata la “Festa di Carnevale” presso il Capannone della Fiera, dove, grazie alla musica proposta dal DJ Michael Bass (Michael Bossoli), alla lezione di ballo latino e alla postazione trucca bimbi, le maschere presenti (adulti e bambini) hanno potuto trascorre una bella serata in allegria.
Molti altri sono gli appuntamenti che vedranno protagonista l’associazione culturale durante tutto l’arco dell’anno.
Il Primo appuntamento è previsto in occasione della Fiera della Possenta dove il gruppo sarà presente con un proprio stand.
Per domenica 16 maggio è in programma la terza edizione della “Biciclettata delle Torri”. Il percorso, con partenza da Piazza Castello, toccherà i luoghi più suggestivi e caratteristici del territorio ceresarese e si concluderà con il pranzo organizzato presso il Capannone della Fiera.
Nei giorni 4 - 5 - 6 giugno si svolgerà la seconda edizione della “Festa de la Saresa”, nata con lo scopo di valorizzare il binomio Sarese-Saresere, che lo scorso anno, per la sua particolarità e originalità, è stata favorevolmente accolta dal pubblico - anche non ceresarese - e che ha visto una partecipazione al di sopra delle previsioni stimabili per una festa al suo esordio. La manifestazione verrà riproposta nel suo format che ne ha decretato il successo dello scorso anno, con l’aggiunta di una giornata: si svolgerà infatti da venerdì a domenica.
Durante la prima serata Piazza Castello verrà trasformata in un Lounge Bar, dove, con intrattenimento di musica Jazz, sarà possibile trascorrere suggestivi momenti in compagnia, avendo la possibilità di degustare vini, birre e altre specialità caratterizzate dall’associazione con il dolce frutto della ciliegia. La serata del sabato – durante la quale sarà attivo il servizio ristorante - è dedicata ai giovani e caratterizzata dalle cover proposte da alcuni gruppi musicali emergenti nell’ambito del panorama musicale mantovano.
La giornata della domenica sarà sicuramente la più impegnativa. In prima mattinata, dopo il grande successo dello scorso anno, verrà riposta la colazione in Piazza, dove ovviamente sarà la ciliegia a far da padrone. La giornata sarà nuovamente caratterizzata dalla presenza in paese di rosse Ferrari e numerosi motociclisti che parteciperanno al Tour della Ciliegia sulle vicine colline moreniche. La serata inizierà con la caratteristica cena che sarà organizzata lungo Via Roma (sicuramente il momento più atteso della manifestazione) e continuerà con la rassegna di danza Hip Hop in Piazza Castello dove sono attese anche alcune scuole da fuori provincia.
Nel week-end del 10 – 11 luglio verrà organizzata la nuova edizione della Festa sull’Aia presso Corte Basalgana di Villa Cappella, dove, accanto alla valorizzazione delle radici contadine, sarà possibile trascorrere momenti all’insegna del divertimento e della buona cucina tradizionale del territorio.
Sicuramente l’evento maggiormente impegnativo che vedrà protagonista la Compagnia delle Torri è costituito dall’organizzazione della terza edizione di “Convivio a Palazzo”, che si svolgerà dal 3 al 5 settembre presso Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago.
Dopo la novità 2009 costituita dalla Locanda allestita presso al Corte del Palazzo - che quest’anno verrà ulteriormente potenziata anche con spettacoli che prevedono la partecipazione di gruppi di fama internazionale - la nuova edizione offrirà la possibilità agli ospiti delle serate di poter visitare altre tre sale del Palazzo che si aggiungeranno al percorso di visita abituale: la sala delle armi, la sala del biliardo e quella rossa. Il Convegno storico curato da Mariano Vignoli è previsto per la mattinata del sabato, mentre nel pomeriggio si svolgerà la prima edizione del “Convivio dei Piccoli” per i bambini della scuola materna ed elementare, ma molte altre sono le novità ancora in corso di definizione che cercheranno di coinvolgere il pubblico presente alla manifestazione.
Sabato 11 settembre è in programma una collaborazione con l’Associazione ABEO di Mantova per l’organizzazione della serata benefica “ABEO & Friends” presso la Locanda di Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago durante la quale sarà possibile assistere all’esibizione di artisti di fama nazionale, il cui programma è attualmente in corso si definizione e sul quale verrà prossimamente data ampia evidenza. Al progetto hanno aderito anche le Associazioni AVIS e AIDO di Ceresara.
Un 2010 dunque sicuramente intenso per l’associazione ceresarese, che grazie all’appoggio delle Istituzioni, delle altre realtà associative e di moltissime persone, è riuscita in poco più di due anni dalla sua fondazione a porre le basi per un’attiva e costruttiva valorizzazione della comunità locale e di un territorio ricco di storia, cultura e specialità enogastronomiche.

L’Associazione “Compagnia delle Torri” sarà presente con un proprio stand in occasione della prossima edizione della Fiera della Possenta di Ceresara.
Presso lo spazio espositivo saranno presentati gli eventi in calendario per l’anno 2010 e sarà possibile rinnovare la propria adesione all’Associazione.
Nella giornata di domenica 21 marzo sarà inoltre possibile assistere all’esibizione del Gruppo Tamburi Medioevali della “Compagnia delle Torri” e degustare l’ottimo dolce del “Trolet”, specialità che ha già incontrato il favore del pubblico presente alle manifestazioni in cui è stato presentato. Si ricorda che chi volesse essere sempre informato sulle attività promosse dalla “Compagnia delle Torri” può iscriversi direttamente on-line al sito http://www.compagniadelletorri.it/ alla mailing-list dell’Associazione o al servizio messaggistica via SMS, oppure rivolgersi presso lo stand dell’Associazione presso il Capannone delle Fiera. Il servizio è gratuito.