venerdì 12 marzo 2010

A.V.I.S. Ceresara

In data 25 Febbraio si è tenuta presso la Sala Civica l’annuale assemblea dell’Avis in cui sono stati trattati i seguenti argomenti: attività di donazione per l’anno 2009, l’approvazione del bilancio e le attività in programmazione per il 2010.
L’associazione comunale di Ceresara in concomitanza con Piubega e Solarolo è riuscita ad offrire ai donatori anche nel 2009, un servizio efficace e ben organizzato, accontentando pienamente le richieste provenienti dal centro trasfusionale in merito al numero di sacche richieste per ogni donazione. Da non trascurare inoltre, la buona qualità sanitaria del servizio rivelatosi funzionale, anche per merito della professionalità di Avis Provinciale. Il Presidente Sarzi Daniele e il resto del consiglio hanno espresso il loro rammarico per la diminuzione di donatori (-17, nonostante i nuovi ingressi), evidenziatasi in quest’ultimo periodo e della difficoltà dei giovani, soprattutto tra i 20 e i 30 anni, a scegliere di diventare donatore. Le domande che sorgono a questo punto sono: “ma veramente i giovani sono indifferenti e disinteressati ai bisogni altrui? Temono di più il dolore di un ago o il mettersi in gioco? Non vogliono rinunciare, nemmeno per solo 2/3 volte l’anno, all’uscita del sabato sera per poter essere sobri e donare in salute la domenica mattina?. Perché pensano solo alla donazione di sangue quando un amico o un parente sta davvero molto male”?. Voglio a questo punto ricordare a tutti i giovani che, chi è coinvolto in incidenti stradali, i bambini e gli adulti che si trovano i nei reparti oncologici, chi necessita di interventi chirurgici o trapianti d’organo, i malati di anemia cronica, le donne che hanno complicazioni emorragiche post-parto, non possono certo fa re a meno di quello che non c’è: il sangue, che non si fabbrica ma si può solo dare. Essere donatori Avis vuol dire compiere un gesto che rende grandi chi lo fa ed aiuta a salvare delle vite, è una scelta sicura per gli attenti e rigorosi controlli sulla salute di chi dona e di chi riceve. La sensibilizzazione che viene fatta a livello locale, provinciale e nazionale non dovrebbe rimanere qualcosa di astratto e lontano dai pensieri dei giovani. Chiediamo ai donatori già presenti sul territorio di parlare della donazione tra amici, colleghi, vicini, parenti, perché nuove menti e nuovi cuori capiscano si “aprano” verso un tale gesto. Nella nostra sezione qualche nuovo donatore ha fatto il suo ingresso, alcuni si sono trasferiti da altre sezioni e la maggior parte di essi hanno oltre trent’anni, questo ci fa ben sperare nella loro partecipazione continua, nella loro sicurezza e scelta matura. L’assemblea è continuata con la lettura e l’approvazione dei partecipanti del bilancio economico e patrimoniale che anche nel 2009 è stato positivo e questo ci consente di proseguire con una discreta tranquillità nelle nostre attività. Nel 2010 Avis comunale, con ABEO, ADMO e Pianeta Biancorosso sarà presente con il consueto punto informativo durante la Fiera della Possenta. In questa occasione verranno venduti i biglietti della lotteria di beneficenza per la costruzione della nuova pediatria di Mantova. In riferimento a questa lotteria verrà organizzata una serata di beneficenza per il 10 maggio alla presenza dei dirigenti e dei giocatori del Mantova alla quale anche l’Avis parteciperà. Per le festività Pasquali verranno venduti in piazza i bonsai dell’Anlaids. Sono ancora attive tutte le sponsorizzazioni con le varie associazioni sportive e si sta iniziando l’organizzazione del quarantesimo anniversario dell’Avis comunale prevista per l’estate 2011 e per la quale sono ben accetti aiuti e suggerimenti. Quindi non rimane che impegnarci tutti per mantenere viva questa realtà così radicata nel tessuto delle nostre famiglie, utile per la collettività, per l’umanità e per i donatori stessi.

Avis Ceresara

Una gita a Soave

Nella pianura veronese distesa ai piedi dei Monti Lessini, in posizione pressoché intermedia tra le città di Verona e Vicenza, si trova la cittadina di Soave, caratteristica per l’intera cinta muraria, intervallata da ventiquattro torri, che la circonda e famosa per il rinomato vino omonimo che detiene il primato del bianco italiano più esportato all’estero. Soave gode di una posizione geografica invidiabile, in quanto attorniata da fertili colline che degradano dolcemente verso la pianura proteggendola dai venti freddi provenienti dal nord. I primi insediamenti umani risalgono all’età della pietra ma fu in epoca romana che si sviluppò un importante villaggio lungo la via Postumia. Tuttavia l’attuale centro storico fu fondato dagli Svevi tra il V e il VI secolo in piena dominazione longobarda. Attorno al mille fu possedimento dei Conti Sambonifacio per poi passare alla famiglia feudale dei Greppi. Il fortilizio crebbe d’importanza con l’avvento degli Scaligeri che restaurarono e rinforzarono il castello. Alla caduta della gloriosa dinastia scaligera, avvenuta nel 1387, un continuo susseguirsi di conflitti portò la cittadina sotto il dominio dei Visconti di Milano, dei Carrara di Padova, della Serenissima di Venezia. Nel 1508 gli alleati della Lega di Cambrai sconfissero i veneziani detenendo il potere sulla città fine al 1511, anno in cui Venezia, sostenuta dagli abitanti di Soave, scacciò gli alleati riaffermando la propria autorità. Dopo queste ultime vicende belliche iniziò un lungo periodo pacifico che durò fine all’avvento napoleonico. La nostra visita non può che iniziare varcando la poderosa Porta Verona, dalla quale si snoda via Roma, asse viario principale dell’antico nucleo medievale. In una traversa sulla destra si trova il duecentesco Palazzo Sambonifacio, mentre poco più avanti, sulla sinistra prospetta la facciata della chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, realizzata nel 1758 e ampliata nel 1884, con facciata in stile neorinascimentale caratterizzata da colonne ioniche. L’interno, ad unica navata, presenta altari barocchi e pregevoli dipinti di artisti importanti come Morone, Farinati, Cignaroli. Subito dopo, quasi di fronte alla parrocchiale, possiamo ammirare l’elegante Palazzo Cavalli, edificato nel 1411 in stile gotico veneziano, con finestre trilobate ad arco acuto e sottostante loggia. E’ seguito dal Palazzo di Giustizia che chiude Piazza Antenna, eretto nel 1375 da Cansignorio della Scala, con loggia a quattro portoni ad arco acuto con finestre ogivali; la sommità presenta merlature ghibelline e al centro della facciata merita attenzione una Madonna marmorea del XV secolo circondata da un affresco con santi del XVI. Una breve deviazione a destra ci consente di raggiungere la Chiesa di Santa Maria dei Domenicani risalente al 1443, costruita in stile lombardo con campanile sormontato da cuspide conica, ingentilito da pinnacoli e all’interno interessanti tracce d’affreschi del XV secolo. Proseguendo per via Camuzzoni troviamo a destra Palazzo Moscardo (XVII sec.) e a sinistra Palazzo Pullici (XV sec.), indiscutibili esempi di elegante architettura civile, che precedono il Palazzo Scaligero, realizzato nel XIV secolo per volontà di Cansignorio della Scala nei pressi di Porta Aquila, che fu sede dei Pretori e dei Governatori di Soave e in seguito dei Capitani della Serenissima; oggi l’edificio ospita la sede municipale e fra le sue pertinenze annovera un suggestivo giardino botanico attraversato da un’irta scalinata che conduce velocemente al soprastante castello. Oltrepassata la vigorosa Porta Aquila e usciti dalla cinta muraria, ci addentriamo in Borgo Bassano dove possiamo visitare la Chiesetta di San Rocco, costruita nel XV secolo e più volte rimaneggiata, con bel campanile romanico e, all’interno, Madonna con bambino e San Giovanni Battista, opera attribuita a Francesco Torbido. Poco più avanti, svoltando a sinistra, intravediamo il Santuario intitolato alla Madonna della Bassanella, originario del 1098 ma realizzato nelle forme attuali nel corso dell‘800. All’interno sono custoditi mirabili affreschi del XIV secolo raffiguranti San Benedetto, Santa Scolastica e San Cristoforo, sculture e preziose reliquie di santi. La strada, attorniata da filari di vigneti, sale disegnando un ampio tornante che precede di poco il possente torrione munito di ponte levatoio, principale accesso al castello, sul quale spicca nella parte alta un’edicola con statua di San Giorgio.
Varcato il torrione, entriamo nel primo cortile realizzato dai veneziani nel XV secolo, caratterizzato dai resti di una chiesetta a tre absidi, risalente al X secolo, che veniva usata dalla popolazione locale come luogo di rifugio in caso di pericolo. Attraverso una porta munita di saracinesca sormontata da una torre, si entra nel secondo cortile; sopra la porta si trova un affresco datato 1321 che raffigura la Vergine che protegge i fedeli inginocchiati ai suoi piedi. Il terzo cortile, in posizione più elevata, si raggiunge salendo una ripida scaletta di legno; all’interno si eleva il mastio, ultimo baluardo di fensivo del castello. Verso destra una stanza archivoltata con colonne asimmetriche, avente funzione di corpo di guardia, conserva una ricca collezione di armature, spadoni, mazze ferrate, balestre, elmi e alabarde in dotazione ai soldati scaligeri. Un’elegante scala esterna ci consente di raggiungere l’abitazione del Signore, che inizia con la stanza detta Caminata per il grande camino che la caratterizza; da qui si passa alla stanza da letto, abbellita con un pregevole affresco del ‘200 con Crocifisso, Madonna e Maddalena. L’appartamento prosegue con la sala da pranzo imbandita con stoviglie e arredi d’epoca e con una stanzetta alle cui pareti sono appesi cinque ritratti: Mastino I della Scala, Cangrande della Scala, Dante Alighieri, Taddea da Carrara, moglie di Mastino II, Cansignorio della Scala, artefice delle principali fortificazioni della cittadina. Attraverso un’angusta porticina possiamo accedere ai camminamenti di ronda che consentono la salita fino alla sommità del mastio, punto più elevato del castello, da cui si può ammirare lo splendido panorama sulla Pianura Padana e sui Monti Lessini. Lasciato il castello e tornati nel centro cittadino, usciamo dalle mura attraversando Porta Vicentina che ci immette in Borgo Covergnino dove ci attende l’antica Chiesa di San Giorgio, edificio dell’XI secolo, con facciata che presenta un bassorilievo in pietra raffigurante San Giorgio nell’atto di trafiggere il drago. Sotto il bassorilievo è posizionata una lapide che ricorda l’indulgenza plenaria concessa da Papa Pio VII nel 1805 da lucrarsi tutti gli anni nel giorno 2 agosto. All’interno, sulla parete di sinistra, sono stati ritrovati affreschi raffiguranti l’ultima cena mentre sulla parete destra si nota l’affresco con San Giovanni Battista e San Lorenzo, patroni di Soave; sotto il soffitto dell’attuale porta d’ingresso si trovano le tracce del Cristo Pantocratore e diversi volti di profeti. Nell’angolo sinistro del presbiterio si può ammirare l’originaria acquasantiera, la cui posizione attesta che la chiesa in origine era girata in senso contrario. Sempre lungo la parete sinistra, poggiante sulla lastra di vetro che protegge gli scavi sottostanti, è collocata la statua, molto venerata, della Vergine del Carmelo, dal dolce sorriso e dalle vesti finemente lavorate.
L’Inviato Speciale

Un anno con la Compagnia delle Torri ...

Dopo un 2009 particolarmente intenso e ricco di soddisfazioni, continua anche quest’anno l’impegno dell’Associazione “Compagnia delle Torri” nella promozione e realizzazione di progetti che vadano a beneficio di tutta la comunità e promuovano il territorio anche al di fuori della provincia mantovana: progetti che in questi pochi anni hanno contribuito significativamente ad arricchire il panorama culturale del paese.
Il 2010 si è aperto con la “Gita sulla Neve” svoltasi il giorno 31 gennaio, che per il secondo anno consecutivo è stata organizzata nella località turistica trentina di Costa di Folgaria, dove - nonostante le condizioni meteorologiche non particolarmente ottimali - i partecipanti hanno potuto trascorrere una tranquilla giornata all’insegna del divertimento, del camminare all’aria aperta e della buona cucina.
Sabato 13 febbraio è stata organizzata la “Festa di Carnevale” presso il Capannone della Fiera, dove, grazie alla musica proposta dal DJ Michael Bass (Michael Bossoli), alla lezione di ballo latino e alla postazione trucca bimbi, le maschere presenti (adulti e bambini) hanno potuto trascorre una bella serata in allegria.
Molti altri sono gli appuntamenti che vedranno protagonista l’associazione culturale durante tutto l’arco dell’anno.
Il Primo appuntamento è previsto in occasione della Fiera della Possenta dove il gruppo sarà presente con un proprio stand.
Per domenica 16 maggio è in programma la terza edizione della “Biciclettata delle Torri”. Il percorso, con partenza da Piazza Castello, toccherà i luoghi più suggestivi e caratteristici del territorio ceresarese e si concluderà con il pranzo organizzato presso il Capannone della Fiera.
Nei giorni 4 - 5 - 6 giugno si svolgerà la seconda edizione della “Festa de la Saresa”, nata con lo scopo di valorizzare il binomio Sarese-Saresere, che lo scorso anno, per la sua particolarità e originalità, è stata favorevolmente accolta dal pubblico - anche non ceresarese - e che ha visto una partecipazione al di sopra delle previsioni stimabili per una festa al suo esordio. La manifestazione verrà riproposta nel suo format che ne ha decretato il successo dello scorso anno, con l’aggiunta di una giornata: si svolgerà infatti da venerdì a domenica.
Durante la prima serata Piazza Castello verrà trasformata in un Lounge Bar, dove, con intrattenimento di musica Jazz, sarà possibile trascorrere suggestivi momenti in compagnia, avendo la possibilità di degustare vini, birre e altre specialità caratterizzate dall’associazione con il dolce frutto della ciliegia. La serata del sabato – durante la quale sarà attivo il servizio ristorante - è dedicata ai giovani e caratterizzata dalle cover proposte da alcuni gruppi musicali emergenti nell’ambito del panorama musicale mantovano.
La giornata della domenica sarà sicuramente la più impegnativa. In prima mattinata, dopo il grande successo dello scorso anno, verrà riposta la colazione in Piazza, dove ovviamente sarà la ciliegia a far da padrone. La giornata sarà nuovamente caratterizzata dalla presenza in paese di rosse Ferrari e numerosi motociclisti che parteciperanno al Tour della Ciliegia sulle vicine colline moreniche. La serata inizierà con la caratteristica cena che sarà organizzata lungo Via Roma (sicuramente il momento più atteso della manifestazione) e continuerà con la rassegna di danza Hip Hop in Piazza Castello dove sono attese anche alcune scuole da fuori provincia.
Nel week-end del 10 – 11 luglio verrà organizzata la nuova edizione della Festa sull’Aia presso Corte Basalgana di Villa Cappella, dove, accanto alla valorizzazione delle radici contadine, sarà possibile trascorrere momenti all’insegna del divertimento e della buona cucina tradizionale del territorio.
Sicuramente l’evento maggiormente impegnativo che vedrà protagonista la Compagnia delle Torri è costituito dall’organizzazione della terza edizione di “Convivio a Palazzo”, che si svolgerà dal 3 al 5 settembre presso Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago.
Dopo la novità 2009 costituita dalla Locanda allestita presso al Corte del Palazzo - che quest’anno verrà ulteriormente potenziata anche con spettacoli che prevedono la partecipazione di gruppi di fama internazionale - la nuova edizione offrirà la possibilità agli ospiti delle serate di poter visitare altre tre sale del Palazzo che si aggiungeranno al percorso di visita abituale: la sala delle armi, la sala del biliardo e quella rossa. Il Convegno storico curato da Mariano Vignoli è previsto per la mattinata del sabato, mentre nel pomeriggio si svolgerà la prima edizione del “Convivio dei Piccoli” per i bambini della scuola materna ed elementare, ma molte altre sono le novità ancora in corso di definizione che cercheranno di coinvolgere il pubblico presente alla manifestazione.
Sabato 11 settembre è in programma una collaborazione con l’Associazione ABEO di Mantova per l’organizzazione della serata benefica “ABEO & Friends” presso la Locanda di Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago durante la quale sarà possibile assistere all’esibizione di artisti di fama nazionale, il cui programma è attualmente in corso si definizione e sul quale verrà prossimamente data ampia evidenza. Al progetto hanno aderito anche le Associazioni AVIS e AIDO di Ceresara.
Un 2010 dunque sicuramente intenso per l’associazione ceresarese, che grazie all’appoggio delle Istituzioni, delle altre realtà associative e di moltissime persone, è riuscita in poco più di due anni dalla sua fondazione a porre le basi per un’attiva e costruttiva valorizzazione della comunità locale e di un territorio ricco di storia, cultura e specialità enogastronomiche.

L’Associazione “Compagnia delle Torri” sarà presente con un proprio stand in occasione della prossima edizione della Fiera della Possenta di Ceresara.
Presso lo spazio espositivo saranno presentati gli eventi in calendario per l’anno 2010 e sarà possibile rinnovare la propria adesione all’Associazione.
Nella giornata di domenica 21 marzo sarà inoltre possibile assistere all’esibizione del Gruppo Tamburi Medioevali della “Compagnia delle Torri” e degustare l’ottimo dolce del “Trolet”, specialità che ha già incontrato il favore del pubblico presente alle manifestazioni in cui è stato presentato. Si ricorda che chi volesse essere sempre informato sulle attività promosse dalla “Compagnia delle Torri” può iscriversi direttamente on-line al sito http://www.compagniadelletorri.it/ alla mailing-list dell’Associazione o al servizio messaggistica via SMS, oppure rivolgersi presso lo stand dell’Associazione presso il Capannone delle Fiera. Il servizio è gratuito.

Escursioni letterarie ...

“… quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre a una persona cara. Ed è a una persona cara che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo.”

Daniel Pennac

Il paradiso degli orchi, la saga del Sig. Malaussène
Daniel Pennac

Il paradiso degli orchi è il primo di una serie di romanzi che hanno per protagonista lo sfortunato Benjamin Malaussène, romanzi che vi consiglio di leggere rigorosamente in ordine cronologico (Il paradiso degli orchi, La fata carabina, La prosivendola, Signor Malaussène, La passione secondo Thérèse ed infine Ultime notizie dalla famiglia).
Benjamin svolge la curiosa professione di “capro espiatorio” ai Grandi Magazzini di Parigi. Proprio così, capro espiatorio: la valvola di sfogo per tutte le lamentele e i reclami della clientela. Un lavoro che gli riesce, suo malgrado, molto, molto bene, quasi gli fosse stato disegnato addosso. Un lavoro che gli permette, bene o male, di occuparsi della sua numerosa e amatissima famiglia, fatta da una schiera di fratellastri che la madre “sforna” senza sosta, per poi affidarli alle sue cure. Un esercito di personaggi bizzarri, strampalati e adorabili, la cui caratterizzazione è davvero affascinante … persino quella di Julius, il cane. Una “tribù” destinata a crescere ed arricchirsi, facendovene innamorare, romanzo dopo romanzo. Vi renderete conto che Benjamin è molto probabilmente il primo protagonista di un racconto che preferirebbe non esserlo.
Nel primo libro della serie lo vediamo immischiato nell’indagine riguardante i ripetuti attentati dinamitardi avvenuti nei Grandi Magazzini. Primo e sfortunato indiziato degli attentati, egli si rivela poi indispensabile alla risoluzione del caso, anche grazie all’aiuto, più o meno volontario, dei componenti della sua complicata famiglia, e della fascinosa Zia Julia.
Banalizzando potrei catalogare questo ed i successivi romanzi alla voce “polizieschi” o “gialli”, ma sarebbe davvero, oltremodo, riduttivo. Prendete la vostra idea di “giallo” e spogliatela di ogni significato superfluo, che i libri letti vi hanno inevitabilmente indotto ad attribuirgli. Ora aggiungete fantasia, energia, malinconia, tenerezza, sorpresa, suspance e divertimento. Ecco Pennac. I suoi libri sono simpatici, piacevoli, lievi. Rilassanti ma mai banali. Surreali e grotteschi. Perennemente percorsi da un’ironia leggera, intelligente ed elegante. Il genere di lettura che ti trasporta, come la corrente, senza bisogno di fare molti sforzi.
In breve, libri che aiutano a prendersi un po’ meno sul serio.

Emma

A Tavola con "La Zucca"


Tagliatelle ai funghi con salsiccia

Ingredienti:
320 gr. di pasta tipo tagliatelle fresche ai funghi;
300 gr. di funghi porcini;
100 gr. di salsiccia fresca;
2 scalogne;
1 foglia di alloro;
1 ciuffo di prezzemolo;
Olio di oliva, sale e pepe.


Preparazione:
Per ottenere le tagliatelle fresche ai funghi aggiungere all'impasto della pasta una manciata di funghi passati nel mixer.
Private i funghi della parte terrosa e puliteli con un panno umido, poi tagliateli a pezzi. Spelate la salsiccia, sbriciolatela e fatela rosolare in una padella antiaderente senza aggiungere grassi. Mettetela poi da parte e asciugate il grasso sul fondo della padella. Sbucciate gli scalogni, affettateli sottili e rosolateli nella stessa padella con qualche cucchiaio d’olio. Unite i funghi e l’alloro e cuocete a fiamma vivace per cinque minuti, lasciando vaporare l’acqua di vegetazione. Aggiungete la salsiccia e lasciate insaporire per qualche istante.
Profumate in fine con il prezzemolo tritato e servite in piatti caldi.

Trota alle mandole di Castellaro Lagusello

Ingredienti:
4 trote di media grandezza;
70 gr. di mandorle tritate;
2 cipolle;
1 spicchio di aglio;
2 uova;
30 gr. di zucchero;
2 bicchieri di vino bianco secco;
1 panino raffermo;
pangrattato;
1 ciuffo di prezzemolo;
1 rametto di maggiorana;
Latte, sale e pepe.

Preparazione:
Lavare, squamare ed asciugare le trote. In una ciotola con il latte fate ammorbidire la mollica del panino raffermo e, dopo averla ben strizzata, mescolatela con tuorlo di uovo sodo schiacciato con una forchetta. Preparare un soffritto con le cipolle e l’aglio e dopo pochi minuti aggiungere prezzemolo e maggiorana tritati finemente, il composto di mollica e uovo, salate, pepate e mescolate con cura. Togliere il tegame dal fuoco e unire due cucchiai di mandorle tritate, l’uovo intero, e amalgamare bene fino a ottenere un composto ben omogeneo.
Riempire con questo ripieno l’interno delle trote, cucire l’apertura, salando e pepando i pesci, passateli nel pangrattato, e sistemarli in una pirofila unta d’olio. Aggiungere il vino e le rimanenti mandorle tritate, coprire la pirofila con carta stagnola, e infornate a 180°C. Dopo 20 minuti togliere il foglio di carta stagnola e lasciare in forno altri 10 minuti per dare un effetto dorato le trote.

Torta di mele dell’Amelia

Ingredienti:
200 gr. di farina;
un uovo;
100 gr. di zucchero;
2 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva o olio di semi;
Un pizzico di sale:
Mezza bustina di lievito per dolci;
Mezzo bicchiere di latte;
4 mele tagliate a pezzetti;
Scorza di limone grattugiata;
1 cucchiaino di pinoli;
2 cucchiai di uva sultanina;
1 pizzico di cannella.

Preparazione:
Sbucciare le mele, tagliare a pezzetti e metterle in un recipiente con cucchiaio di zucchero preso dal totale, la scorza del limone grattugiata, l’uva sultanina, i pinoli e la cannella.
In una terrina amalgamare prima l’uovo con lo zucchero, aggiungervi l’olio e un pizzico si sale quindi la farina alla quale avrete mescolato il lievito e mezzo bicchiere di latte. Deve risultare un composto morbido al quale aggiungere alla fine le mele i pinoli e l’uva sultanina dopo averli sgocciolati se lo zucchero, sciogliendosi, avesse formato del liquido.
Sistemare l’impasto in un stampo imburrato e infarinato, spolverizzare la superficie con un po’ di zucchero e infornare a 180° C per 45 minuti. A fine cottura lasciare il dolce ancora nel forno per cinque minuti ma con lo sportello aperto. E’ una torta velocissima e molto semplice da preparare ma è deliziosa sia calda che fredda.

Quando le passioni diventano solidali ...

Anche quest’anno, a Ceresara, la passione sportiva si sposa con la solidarietà. Il club Pianeta Bianco Rosso organizza, in collaborazione con le locali sezioni di AVIS e AIDO, una sottoscrizione a premi a favore di ABEO - Associazione Bambino Emopatico Oncologico – per il finanziamento del Progetto Nuova Pediatria di Mantova. In occasione della realizzazione del nuovo reparto di Pediatria a Mantova da parte dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma, ABEO si è assunto l’onere della progettazione per poter realizzare un reparto che risponda alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie, delle associazioni di volontariato che operano all’interno del reparto, del personale medico e paramedico. Un luogo di soccorso e diagnosi, di cura e degenza, ma anche di socializzazione e di svago, di recupero psico-fisico e di assistenza per le famiglie. Inoltre ABEO ha voluto aggiungere valore al progetto proponendosi per la realizzazione della cosiddetta ABEOBOLLA che verrà collocata al secondo piano del reparto e sarà il luogo di svago e di recupero dei bambini e delle loro famiglie.
I biglietti sono in vendita a partire la mese di marzo e si possono acquistare rivolgendosi ai referenti del club e delle associazioni sopra citate, oppure presso i banchetti che verranno organizzati in occasione della Fiera della Possenta e delle festività Pasquali.
Lunedì 10 Maggio 2010, alle ore 19.00, avrà luogo la serata conclusiva di questa iniziativa; una serata da passare in buona compagnia, gustando gli ottimi piatti della nostra cucina, all’insegna del divertimento, della passione sportiva e della solidarietà. Durante la serata verranno estratti i biglietti vincenti e saranno consegnati all’associazione ABEO i proventi raccolti.

Cosa è ABEO

L’ABEO (Associazione Bambino Emopatico Oncologico) ONLUS, che da anni persegue finalità specifiche nel settore socio-sanitario ed assistenziale, si propone di promuovere e sostenere tutte le iniziative possibili a favore del bambino emopatico ed oncologico sotto il profilo della prevenzione, della diagnosi precoce, del trattamento ottimale, della riabilitazione e della socializzazione intesa, quest’ultima, come reinserimento in una vita normale, senza limiti d’età.
ABEO, dal momento in cui è nata, cioè nel 1988, per iniziativa di alcuni genitori di bambini affetti da leucemie e tumori solidi, si propone di risolvere problemi pratici ed economici a livello ospedaliero e non, di potenziare la ricerca e lo studio sulle malattie oncoematologiche per raggiungere l’obbiettivo della guarigione.
Per poter ampliare il proprio raggio di intervento, nel 1995, nasce l’ABEO di Mantova grazie ad alcuni genitori venuti a contatto con l’Associazione Veronese e trovando un proprio spazio all’interno dell’Ospedale di Mantova.
Il Servizio Sanitario Nazionale fornisce l’essenziale per la cura del bambino nei vari centri ospedalieri, tuttavia quello che la Pubblica Amministrazione può fare non è sempre sufficiente.
Qui si inserisce l’ABEO che, con l’aiuto di tutti coloro che non intendono rimanere semplici spettatori, integra con un impegno attivo ed economico l’opera pubblica.
Dal momento della sua nascita ad oggi ABEO può vantare considerevoli successi raggiunti grazie alla professionalità dimostrata e alla fiducia riportata in innumerevoli persone.

La voce di una piccola grande realtà ...

Sempre attivi nel sociale e pronti a rispondere alle esigenze della sua Comunità e a trasformare ogni evento in un’occasione di ritrovo per stare insieme e insieme costruire un momento piacevole, il Centro Sociale “Le Scöle” di Villa Cappella (Ceresara), ha deciso anche quest’anno di festeggiare uno dei momenti più attesi da bambini e adulti: il Carnevale. Gli Animatori del Grest hanno infatti rallegrato la sera di lunedì 15 febbraio con musiche, balli, giochi e dolci.
Ma il suo lavoro e la sua presenza non si fermano a maschere e coriandoli, impegnandosi a creare e offrire anche momenti culturali e di confronto.
A tal proposito, in occasione della celebrazione della “Giornata della donna”, il Centro Sociale “Le Scöle”, con il patrocinio del Comune di Ceresara, ha voluto dare il proprio contributo organizzando un Convegno dal titolo “La donna al centro della famiglia, del lavoro, della sanità”.
Il dibattito è stato diretto dalla Dottoressa Emanuela Milani (Oncologa) con la collaborazione dei relatori Danasi Elisa (Dott.ssa in Psicologa) e Lucia Forlani (Letterata) ed è stato centrato come sfida ad un’accezione della donna quale una sorta di “lato oscuro della luna”.
Le donne nella storia italiana, se si escludono gli ultimi decenni o rare personalità celebri, sono state uno spaccato di società presente ed agente, ma invisibile. Donne invisibili e destinate ad un ruolo domestico.
Il dibattito ha trovato la sua ragion d’essere nella convinzione che esista e debba esistere un nuovo riconoscimento delle donne, del loro ruolo, un nuovo modo di vivere l’essere donna. Recuperare questo tessuto di mondo, significa raccontare e dare la parola ad un lato della luna che finalmente appare, non più oscuro, non più invisibile, ma al contrario ricco di interesse e valenze sociali, culturali e storiche.
L’obiettivo della serata è stato appunto quello di dar vita ad un dialogo tra il sapere scientifico e l’esperienza quotidiana dell’essere donne nel nostro secolo.
Speriamo che le varie prospettive e voci presentate durante il dibattito abbiano contribuito a dipingere una delle migliori delle prospettive del lato emergente della luna, e abbiano attraversato quante più spettatrici possibili, quante più coscienze, quante più sensibilità, per dare un contributo che diventi occasione di riflessione, di crescita o semplice dibattito fra le donne.
Sempre sulla scia d’onda della cultura, è nostro piacere informarvi che a breve inizierà il corso di teatro.

Notizie dall'Associazione "La Sorgente"

L'Associazione "La Sorgente" desidera ringraziare tutti quanti hanno contribuito all'attività del gruppo nel corso dell'anno 2009, in particolare: Caterina Taffurelli, Fausta Azzini, Nadia Graneris, le famiglie Guidetti e Tomezzoli Alessandro e Luigino.