Lungo la strada che attraversando la Lunigiana conduce al Passo del Cerreto, sulla sommità di una collina che domina il corso del torrente Rosaro, si trova Fivizzano, borgo sviluppatosi nel XIII secolo come presidio della direttrice viaria che collegava l’Emilia al golfo della Spezia.
In epoca medievale Fivizzano veniva individuato nel castello della Verrucola, arroccato sull’adiacente collina, mentre il borgo formatosi prima del fortilizio, presentava la caratteristica struttura allungata tipica dei presidi deputati al controllo dei valichi montani.
La cittadina fu per secoli dominata dai Malaspina, che realizzarono una prima cerchia muraria, fino al 1477 quando passò sotto il controllo dei Medici che ampliarono e rinforzarono il perimetro murario una prima volta nel 1478 e successivamente nel 1540.
Il momento di massimo splendore arrivò nel 1633 quando venne dichiarata sede del governatorato della Lunigiana, ricevendo l’appellativo di “Firenze della Lunigiana”, in quanto località della zona maggiormente influenzata dalla presenza medicea.
La nostra visita inizia varcando Porta Sarzanese che ci introduce in via Umberto I sulla quale si affacciano la chiesetta delle Carceri, che custodisce un prezioso dipinto seicentesco di scuola fiorentina, e il Palazzo del Governatore, attuale sede municipale.
Proseguendo arriviamo al cuore della cittadina, ovvero Piazza Medicea, caratterizzata da eleganti palazzi rinascimentali e abbellita dall’imponente fontana voluta da Cosimo III nel 1683.
In un angolo della piazza prospetta la chiesa prepositurale dei Santi Jacopo e Antonio, realizzata nel 1377, con ampliamenti nel corso del XVI secolo.
L’interno a tre navate, scandite da colonne in pietra serena, presenta un elegante coro in noce datato 1675, due tavole cinquecentesche di scuola fiorentina raffiguranti San Sebastiano e San Rocco, una Risurrezione di Lazzaro del pittore Pietro Sorri.
Usciti dall’abitato si sale per un breve tratto in direzione di Pognana, dove si trova la Pieve romanica dedicata a Santa Maria Assunta. Della pieve si hanno notizie a partire dal 1137, ma l’aspetto attuale risale all’inizio del XIII secolo anche se rimaneggiato da successivi interventi.
L’interno è diviso in tre navate separate da poderose colonne, con capitelli di epoca longobardo-carolingia finemente scolpiti.
La navata centrale e quella di sinistra terminano con absidi semicircolari mentre nella parete destra è inserito un frammento marmoreo, raffigurante due pavoni ed una croce, coevo dei capitelli.
Tornati sulla strada che conduce al Passo del Cerreto, raggiungiamo la frazione di Verrucola, dominata dall’omonimo castello fatto erigere nel corso del XIV secolo da Spinetta Malaspina attorno al mastio del preesistente fortilizio appartenuto alla famiglia dei Bosi, risalente al 1044.
Il castello è composto da un poderoso mastio a pianta quadrata e da una torre sormontata da beccatelli, circondati da una cinta muraria difensiva con due porte d’accesso. Addossata al castello si trova la Chiesa di Santa Margherita, con facciata rinascimentale preceduta da un elegante loggiato, che conserva all’interno un raffinato altare ligneo con pala cinquecentesca.Proseguendo in direzione del Cerreto incontriamo la Pieve di San Paolo a Vendaso.
L’edificio, più volte rimaneggiato, presenta sopra il portale una bifora sormontata da una finestrella cruciforme, mentre l’abside maggiore è ingentilita da archetti pensili poggianti su mensole figurate e da monofore.
L’interno, con copertura a capriate, è diviso in tre navate da colonne con capitelli raffiguranti animali, uccelli, fiori e figure enigmatiche.
L’ultima tappa della nostra visita è il piccolo borgo di Viano, situato nella valle scavata dal torrente Lucido, dove si erge la Pieve di San Martino, dalle origini molto antiche. La chiesa, di cui si hanno notizie risalenti alla metà del XII secolo, originariamente realizzata in stile romanico, verme più volte rimaneggiata fino a raggiungere l’aspetto attuale, che presenta la parte inferiore della facciata in stile rinascimentale bugnato mentre quella superiore è di stile tipicamente barocco.Come le pievi precedentemente menzionate e le altre innumerevoli sparse per la Lunigiana, la Pieve di Viano testimonia la forte devozione religiosa degli abitanti di questo ruvido lembo di territorio appenninico insinuatosi ai confini di tre diverse regioni italiane.

