sabato 11 dicembre 2010

Stupore

Da bambino amavo fare il presepe. Mi piace anche adesso, intendiamoci. Ma il tempo è poco e le mie abilità manuali sono davvero scarse.
Da piccolo invece passavo delle ore a sistemare il fondo con il muschio, trovare il posto migliore per la capanna, lucidare lo specchio per il laghetto, mettere i sassolini e il talco per tracciare le strade di Betlemme e, soprattutto, posizionare le statuine.
Ognuno aveva una sua logica: la signora con il secchio del latte e le altre con le verdure doveva stare vicino alla capanna per facilitare la spesa al povero Giuseppe, mentre il pescivendolo e il fabbro stavano il più lontano possibile per non turbare il sonno del piccolo Gesù.
Ma la mia statuina preferita, quella che occupava le mie riflessioni, era il dormiglione.
Il dilemma era serio e teologico: lo metto lontano dalla mangiatoria perché dorme e non gli interessa nulla di Gesù o lo metto vicino, così se si sveglia all'improvviso si può accorgere di quello che è successo? Non mi andava di colpevolizzare il povero dormiglione, ma nemmeno di posizionarlo in pole position … Così lo mettevo a metà strada, in un angolo tranquillo, con buona visuale sulla capanna.
Ripenso a queste riflessioni di bimbo e mi viene da sorridere.
Forse quel dormiglione è la metafora di quanto sento in me e attorno a me.
Mi piace pensare che Gesù nasce anche per il dormiglione che non lo attende. E per noi, indaffarati, narcotizzati dalle pubblicità e incapaci di stupore davanti a quel cucciolo di Messia.
Il Suo amore è più forte e tenace delle nostre superficialità e dei nostri assopimenti.
Il Natale è l'esplosione della gratuità di Dio, il vertice della sua fantasia d'amore.
Pronti o non pronti, svegli o addormentati, desiderosi o indifferenti, Lui è nato, Dio è entrato nella storia, uomo tra gli uomini.
In questo giorno santo chiedo per me, per la comunità, per voi amici lettori, il dono dello stupore. Come sarebbe diverso questo Natale se avessimo nel cuore almeno un briciolo della meraviglia dei pastori che quella notte corsero alla mangiatoia!
Che Dio meraviglioso! Che stupore contemplare l'Eterno in quel cucciolo d'uomo stretto tra le braccia tremanti di Maria …

Sia un Natale pieno di stupore.

AUGURI. Don Giovanni

Auguri ai miei concittadini

Anche quest’anno, tra gioie e rimpianti, speranze e delusioni siamo arrivati a concludere quest’anno delle nostre famiglie e della nostra comunità. Certo, poteva essere migliore per tutti, ma nella riflessione natalizia è d’obbligo ricordare quanti stanno peggio di noi, e che i nostri problemi sono un’infinitesima parte di quelli in cui si dibatte una fetta enorme del genere umano.
Dobbiamo non dimenticare che in troppi luoghi del mondo ci sono guerre, miseria, fame, insicurezza nel domani. Certo, questo ci rende un po’ più tristi, ma sarebbe sbagliato pensare, con egoismo, solo a noi che credo, è non è fuori luogo, stiamo bene e siamo fortunati. Un paio di aspetti, di questo anno trascorso, ho piacere ricordare. In primis la grande vitalità della nostra comunità, con tanti volontari che hanno contributo, con molte manifestazioni, ad una vita sociale assai animata, dove ognuno, dai ragazzi agli anziani, ha profuso il proprio impegno. A loro un grazie di cuore. Un altro aspetto, questo purtroppo non positivo, è stata la crescente restrizione delle disponibilità economiche che ci ha portato a gestire “il corrente” evitandoci la possibilità di autofinanziarci investimenti, taluni dei quali sarebbero stati invece necessari. Nel frattempo abbiamo provveduto a sistemare tante piccole situazioni che necessitavano interventi urgenti e posso garantirvi che dalla viabilità alla manutenzione delle proprietà comunali, dal sociale al buon funzionamento degli uffici i costi sono costanti ogni anno e sommandoli si raggiungono buone cifre. Pazienza, verranno tempi migliori, tempi in cui potremo gestirci una parte delle nostre risorse autonomamente e in cui nel Bilancio Comunale non si dovrà centellinare ogni euro per farlo quadrare a fine anno.
Concludo questo flash brevissimo, indirizzando ai miei concittadini i migliori auguri per un sereno Natale e per un Nuovo Anno che esaudirà ogni desiderio, per tutti.

Il Sindaco, Enzo Fozzato

Avis Ceresara

Anche quest’anno l’associazione AVIS vuole ringraziare tutti i volontari associati, che con il loro altruismo hanno contribuito a sostenere quanto di più caro e prezioso ognuno di noi possiede: la vita.
In Italia è il 65% della popolazione che ha un’età compresa tra i 18 e i 65 anni (età per poter donare), ma solo il 3% della popolazione dona. Forse ancora non è ben chiaro che non c’è cosa più bella al mondo di poter regalare speranza, di poter donare vita. Ecco perché l’associazione Avis di Ceresara cerca nel suo piccolo di impegnarsi, il più possibile, per diffondere la filosofia dell’Avis: “nessuno può dirsi troppo povero per donare sangue e nessuno può dirsi troppo ricco da non averne bisogno”.
In collaborazione con altre associazioni: Aido, Admo, Compagnia delle Torri, ecc., ha cercato di continuare a far sentire la sua voce sul territorio, facendosi promotrice di alcune iniziative, quali: la giornata a favore dell’Anlaids con la vendita dei bonsai in piazza, a S. Martino Gusnago, il 19 Settembre, con l’organizzazione della serata ABEO & FRIENDS per sostenere la costruzione della nuova pediatria a Mantova, la presenza in collaborazione con AVIS Provinciale presso la scuola Primaria e la scuola secondaria di primo grado con lo scopo di far conoscere l’associazione ai giovanissimi.
Inoltre l’associazione sarà presente in piazza, con un gazebo, il 18-19 Dicembre ai mercatini di Natale.
L’Avis Ceresara ricorda i festeggiamenti per il quarantesimo anniversario dell’associazione, che avverranno il 6 maggio 2011 con una serata aperta soprattutto ai giovani e l’8 maggio 2011 con il consueto pranzo.
L’associazione rende presente a tutti, che questo avvenimento è di notevole importanza per l’associazione, nonché per il paese e che è gradita la collaborazione di chiunque abbia un po’ di tempo da dedicare all’organizzazione dell’evento.
Inoltre l’associazione continuerà nella ricerca di nuovi volontari, soprattutto tra i giovani, da parte dei quali sembra denotarsi poco entusiasmo e scarso interesse a farsi sostenitori della vita.
Quindi ragazzi forza, vi aspettiamo numerosi !!!

L’Associazione A.V.I.S. Ceresara

Le nostre Suore

Dopo la grande festa che si è tenuta domenica 4 luglio presso l’Istituto Bettini-Morandi, durante la quale si sono salutate e ringraziate le Suore Sacramentine di Bergamo, che dopo tanti anni di presenza attiva sul territorio ci hanno dovuto lasciare e accolte le nuove che le avrebbero sostituite nella vita della Comunità di Ceresara, Suor Rosalia (Superiora), Suor Marlene e Suor Anel nel mese di settembre - dopo i lavori di sistemazione che hanno interessato la loro casa, che si sono potuti realizzare anche grazie alla generosità dei ceresaresi - si sono definitivamente insediate nel nostro paese.
Le nostre tre nuove Suore fanno parte della Congregazione delle Suore Agostiniane del Divino Amore, la quale attuale Madre Generale - Suor Martina Messedaglia - è nostra concittadina.
L’Istituto – che ha sede in Roma – è una Congregazione italiana di diritto pontificio per l’educazione della gioventù e vanta una lunga storia.
Le sue origini risalgono al 1630, quando a Montefiascone (Viterbo), fu eretta una casa di donne, detta della penitenza, che negli anni successivi prese il nome di Conservatorio di Santa Chiara.
Il 13 settembre 1705, il Cardinale Marco Barbarigo, abolì il Conservatorio e fondò l’Istituto del “Divino Amore”. Madre Caterina Comaschi e altre quattro giovani accolsero e fecero loro il progetto del Cardinale, che proponeva dedizione completa alla vita spirituale e alla carità nei confronti del prossimo, e qualche anno dopo iniziarono ad applicare la clausura secondo la Regola di S. Agostino.
La soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone nel 1810 colpì anche il piccolo Monastero di Montefiascone, ma nel 1816, Madre Rosalia Bussi, ottenne il permesso di fondare nuovamente l’Istituto, questa volta a Roma. Alla sede principale seguirono negli anni successivi altre sedi distaccate nella zona del Lazio. Queste comunità, abbandonarono a poco a poco le strutture monastiche stabilite nelle antiche loro regole, costituendosi in congregazione religiosa di vita attiva, in fedeltà allo spirito e al progetto del Fondatore. Oggi si dedicano, in particolare, all’educazione e alla promozione della donna, per formarla ad una nuova evangelizzazione a partire dalla propria famiglia. Le religiose, gestiscono scuole e laboratori, case-famiglia e d’accoglienza. Organizzano incontri formativi, momenti di preghiera ed esercizi spirituali in preparazione ai Sacramenti e sono impegnate nella pastorale parrocchiale. L’Istituto ha anche delle missioni in Perù - a Cotabambas e a Cusco, dove le religiose hanno dato vita ad un centro per la formazione professionale della donna - e nelle Filippine - a Mohon - dove hanno aperto una scuola oggi frequentata da 450 alunni.
A Ceresara si occupano della Scuola Materna Bettini-Morandi e di assistenza alla Comunità, secondo quei valori di condivisione e carità che contraddistinguono la loro Missione.

Esperienza Missionaria

Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza missionaria che avuto nelle Filippine per ben 15 anni. Trattare di questo argomento mi fa piacere, perché è come rivivere, anche solo con la mente, in questa terra lontana a me tanto cara.
Ho trascorso tanti anni tra gente che non avrei mai pensato di conoscere e tanto meno di vivere insieme.
Devo dire che ho obbedito alla Madre Generale senza entusiasmo, perché andare lontano dalla mia patria e dai miei cari mi faceva un po’ paura, però mi sono fidata di Dio e con il suo aiuto, non solo non ho superato i dubbi, ma sono riuscita a sentirmi a casa mia.
All’inizio tutto era diverso, in particolar modo il linguaggio e non riuscivo ad esprimermi come volevo, ma poi pian piano ho visto che dove non riuscivo a fare io c’era il Signore che mi aiutava.
Durante il tempo trascorso in missione non abbiamo potuto - perché anche noi suore siamo povere - aiutare tutte le persone che chiedevano qualcosa alla nostra comunità, ma abbiamo cercato di fare il possibile per andare incontro alle loro richieste.
In questi anni abbiamo costruito una scuola media per i più poveri, chiedendo aiuto per la costruzione a benefattori italiani, dando così la possibilità a tanti ragazzi poveri di studiare, trovarsi un lavoro e farsi una vita più dignitosa, cercando, io italiana e le mie sorelle filippine, di mettere in pratica quello che è il nostro Carisma - cioè l’amore che Dio infonde nei nostri cuori – di mettere a disposizione dei fratelli più bisognosi tutto quello che abbiamo.
Gli uomini del nostro tempo, di qualsiasi nazione e razza siano, chiedono a noi cristiani, non tanto di “di parlare di Gesù”, ma di “far vedere Gesù”, di mettere in pratica il suo insegnamento con le opere e non solo con le parole. Noi suore, in generale, e in particolare noi Suore del Divino Amore, dobbiamo fare come Gesù, cioè rivelare che Dio è carità (l Gv. 4,8).
Solo così si può cercare di trasformare questo mondo immerso nel buio dell’errore, che non riesce a trovare la strada giusta, perché non trova nessuno che la illumini, mettendo in pratica il comandamento dell’amore, che è quello di amare gli altri come noi vorremmo essere amati.
Adesso che sono qui in Italia, cerco ancora nelle mie piccole possibilità di aiutare la nostra scuola e i nostri ragazzi poveri, mandando a loro le offerte che le persone generose mi danno.
Nella mia esperienza di missione ho cercato di condividere l’amore che Dio mi ha donato dandomi la Vocazione e cercherò anche adesso che sono venuta in questo piccolo, ma grazioso paese di Ceresara, di continuare a farlo.

Suor Rosalia, Superiora

Quale sarà il futuro del libro ...?

É notizia di questi mesi che il grande sito americano dedicato alla vendita di libri on-line Amazon.com (che il questi giorni ha aperto anche in Italia) ha annunciato che sul suo portale le vendite di libri in formato digitale per la prima volta hanno superato quelle di libri in formato tradizionale cartaceo. La notizia ha subito fatto parlare di se e su molti quotidiani e siti Internet, giornalisti e Blogger si sono interrogati su come sarà il futuro prossimo venturo del libro e se il supporto, come siamo abituati a concepirlo, avrà ancora vita breve.
La domanda se siamo arrivati al capolinea del libro cartaceo è iniziata con l'avvento del computer per uso di massa, ma autorevoli esperti del settore sostengono che non sarà ancora facile che queste tecnologie riescano a soppiantare completamente il buon vecchio libro in formato cartaceo.
Ci saranno sicuramente iniziative e forme editoriali dove il nuovo supporto troverà maggior terreno fertile, ma – sostengono sempre gli esperti – la vera ragione per cui i libri avranno ancora vita lunga è che per questo formato si hanno le prove tangibili che possa resistere per diverse centinaia di anni, mentre non si hanno prove concrete sull'effettiva durata di un supporto elettronico: basti pensare che in questi primi trent'anni di vita del PC i primi dischetti sono stati sostituiti dai Floppy e questi da CD, DVD e Chiavette USB per fare solo qualche esempio di standard diffusi e che i computer di oggi molto difficilmente, se non con degli artifici e avendo la fortuna di trovare i pezzi in qualche mercatino dell'elettronica, riescono a leggere i supporti degli anni Ottanta. Inoltre esiste una differenza sostanziale tra sfogliare e percepire al tatto un libro e avere in mano una chiavetta o una qualche sorta di IPad o telefonino evoluto.
La storia in ogni caso insegna che nel corso dei secoli un nuovo mezzo di comunicazione non ha mai sostituito completamente il precedente, come la televisione non ha eliminato il cinema e i giornali.
La Biblioteca, come luogo deputato alla conservazione dei libri, dovrà sicuramente confrontarsi nei prossimi anni con la diffusione di questi nuovi supporti e i teorici del settore stanno muovendo i primi passi nel gettare le basi per definire una possibile coesistenza tra queste forme editoriali al momento e all'apparenza così diversificate.
Il gran discutere sull'argomento ha stuzzicato ovviamente anche l'interesse della Biblioteca di Ceresara che si è procurata per curiosità qualche titolo in questo nuovo formato. I software attualmente diffusi per la lettura degli standard in commercio è innegabile siano piacevoli ed interattivi, ma ad un occhio abituato a confrontarsi con la carta stampata, la fredda schermata in Times New Roman che, pagina dopo pagina, scorre sul display LCD, ad un primo impatto lascia quantomeno aperti molti interrogativi sul fatto che siamo davvero pronti a questa nuova forma di diffusione della cultura. Siamo solo all'inizio, dovremo sicuramente a breve tornare sull'argomento.

BeeGroup

BeeGroup, ovvero Ape-Gruppo, o anche, secondo la pronuncia inglese, “essere gruppo”.
È questo il nome del gruppo di animazione inaugurato con un APE-ritivo lo scorso ottobre.
L’inizio dell’anno Catechistico ha infatti dato anche vita al Gruppo di Animazione per i ragazzi delle superiori e per tutti coloro che intendono offrire il proprio contributo come animatori per le attività della Parrocchia e delle associazioni locali di volontariato.
I primi incontri hanno riscosso un notevole successo, non solo nel numero dei partecipanti, che raggiunge mediamente i 60 ragazzi, ma anche dal punto di vista qualitativo. Infatti i giovani che settimanalmente si incontrano nella sala ACLI il mercoledì sera sono giovani volenterosi, ricchi di spirito d’iniziativa, gioiosi, propositivi, pronti a mettersi in gioco.
I ragazzi stanno affrontando in maniera ludica e divertente il tema dell’Animazione come Impegno e Missione, e visto che per molti di loro è la prima esperienza di formazione in questo ambito, si è deciso di partire proprio dall’analisi dell’alfabeto dell’animatore: A come Accoglienza, B come Bambini, C come Collaborazione, D come Dialogo, E come Entusiasmo, F come Fiducia, G come Gratuità ...
Il gruppo è attualmente impegnato anche nella preparazione del Natale: i ragazzi stanno ideando la Veglia itinerante della Vigilia che sarà presentata a Villa Cappella, stanno confezionando i lavoretti che consegneranno ad ogni famiglia di Ceresara per augurare un felice Natale e stanno organizzando l’animazione dei bambini per il mercatino di Natale.
Inoltre, hanno anche già potuto fare esperienza diretta di animazione ai bimbi dopo il catechismo della domenica delle prime classi della scuola primaria.
Le idee da concretizzare sono ancora molte e gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono impegnativi, ma l’entusiasmo che i ragazzi dimostrano nel partecipare agli incontri e l’affluenza compatta che li unisce, indipendentemente dall’età e dalla provenienza da Ceresara o dalle frazioni, testimonia quanto il nostro territorio sia ricco di giovani nei quali credere e riporre fiducia. Ci auguriamo che questo sciame di ragazzi possa produrre cose buone e dolci come il miele!!!!

Gli Animatori ( + vecchi !!! )

Mercatino di Natale 2010

La Biblioteca Civica “Ferrante Bandera”, l’Associazione “Compagnia delle Torri” e il Comune di Ceresara, organizzano sabato 18 e domenica 19 dicembre 2010 la nuova edizione del “Mercatino di Natale”, affiancando alla vocazione originaria di vetrina dell’associazionismo locale, alcuni momenti di incontro, con lo specifico intento di coinvolgere attivamente tutta la cittadinanza.
Anche quest’anno non mancherà in Piazza Castello la tendostruttura riscaldata che costituirà il punto nevralgico della manifestazione, nella quale sarà attivo il servizio bar.
Durante la due giorni si potranno degustare le caldarroste, il vin brulè e la cioccolata calda, ma anche altre specialità gastronomiche preparate dalle associazioni locali e l’ormai famoso dolce del Trolet.
La manifestazione si aprirà sabato 18 dicembre alle ore 17.00 con la S. Messa presso la Chiesa di Ceresara con la benedizione del Gesù Bambino da collocare nel Presepio.
Alle ore 18.00, con partenza dal parcheggio antistante la Chiesa in Viale Europa partirà la Fiaccolata organizzata dalla Scuola Materna Statale con la partecipazione dei bambini delle Scuole Materne e delle prime elementari, dei ragazzi e di tutti quanti vorranno unirsi, con la partecipazione della Banda Cittadina di Piubega.
La Fiaccolata si concluderà in Piazza Castello con i canti dei bambini delle Scuole Materne, terminati i quali verrà ufficialmente aperta la nuova edizione del Mercatino.
Alle ore 20.30 presso la tendostruttura riscaldata i Borghi Ceresaresi presenteranno “Chi vuol essere Zuccone?”: gioco ispirato al famoso format televisivo, ma rivisitato in chiave “ceresarese”. Una serata sicuramente interessante che coinvolgerà il pubblico presente alla scoperta della nostra cultura, del nostro territorio, dei suoi personaggi.
Domenica 20 dicembre il Mercatino riaprirà alle ore 9.00 con servizio bar presso la tendostruttura. Alle ore 14.30 il Gruppo Giovani “BeeGroup” organizzerà giochi ed intrattenimento per i più piccoli, mentre alle ore 15.00, preceduta dall’esibizione del Gruppo Tamburi Medioevali della Compagnia delle Torri, si svolgerà la “Prova del Segone” del Palio delle Contrade dei Borghi Ceresaresi.
Alle ore 17.30 presso la tendostruttura si potrà partecipare tutti insieme ad una Tombola di beneficenza, mentre alle ore 20.30 si potrà assistere ai Concerto dei Cori Parrocchiali di Ceresara, San Martino Gusnago e Villa Cappella-Solarolo.

Vi aspettiamo numerosi …

Compagnia delle Torri

Per la “Compagnia delle Torri” quelli appena trascorsi sono stati mesi molto impegnativi in quanto hanno visto l’associazione impegnata nell’organizzazione di numerosi eventi.
Il primo appuntamento stagionale, che ha sicuramente richiesto il maggiore impegno, è stata l’organizzazione della terza edizione di “Convivio a Palazzo” svoltasi dal 3 al 5 settembre presso Palazzo Secco-Pastore di San Martino Gusnago, dove alla presenza del Padrone di Casa Francesco Secco e dei suoi Illustri invitati Francesco II Gonzaga e Ercole I d’Este, Duca di Ferrara, si è potuta rivivere la rievocazione - nella splendida ambientazione della Galleria del Palazzo – dello storico banchetto che si tenne il 15 giugno 1491, dove gli ospiti – tra musiche, danze, armigeri e sbandieratori – hanno potuto rivivere le atmosfere e i piaceri della tavola tipici dei convivi di quel tempo.
Grande successo di pubblico hanno riscontrato anche gli altri eventi in programma nella tre giorni di San Martino, come la Cena con Delitto “Scacco alla Regina”, messa magistralmente in scena presso la Locanda del Palazzo dalla Compagnia Teatrale “Gli Impossibili”, il “Convivio dei Piccoli” perfettamente riuscito grazie agli animatori del Grest di Villa Cappella, il Convegno di studio sulla figura di San Luigi Gonzaga e l’Alto Mantovano coordinata da Mariano Vignoli e l’ormai tradizionale Palio delle Contrade ceresaresi che, dopo un’avvincente gara tra i Borghi, quest’anno ha visto come vincitore Borgo Mulino.
Successo di presenze ha riscosso anche la “Locanda del Secco”, dove – in un ambiente particolarmente successivo - è stato possibile cenare ed assistere a spettacoli di intrattenimento di notevole spessore e impatto, come le performances dei “Burdyri”, un gruppo di combattenti storici proveniente da Praga – nella Repubblica Ceca – famoso per aver avuto un ruolo di primo piano come stuntmans nel film “I Pirati dei Carabi”, che ha riscosso un forte consenso, anche tra i più piccoli.
La manifestazione si è conclusa domenica 5 settembre con un grandioso spettacolo di fuochi piromusicali.
Per chi lo desiderasse è disponibile un DVD con le riprese della manifestazione e una galleria fotografica accessibile dal sito www.compagniadelletorri.it.
Sabato 11 settembre presso la Locanda del Secco di San Martino Gusnago, in collaborazione con ABEO Mantova, Avis ed Aido di Ceresara si è tenuta la manifestazione “Abeo & Friends”, una bella serata di musica, ballo, buona cucina e sfilate di moda, che ha visto impegnati numerosi gruppi ed artisti che si sono esibiti a scopo benefico per sostenere ABEO nel suo progetto a favore della Pediatria dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova, che ha riscosso successo di pubblico.
Domenica 7 novembre è stata organizzata una visita culturale a Padova e ai suoi borghi medioevali. L’itinerario della giornata prevedeva una tappa alla città murata di Montagnana, la visita al bel Castello di Monselice - molto ben conservato e ricco di arredi e testimonianze storiche - la pausa pranzo presso il caratteristico borgo medioevale di Arquà Petrarca e la visita alle principali piazze del centro storico di Padova, con tappa d’obbligo alla Basilica del Santo.
Sabato 13 novembre presso la “Locanda del Secco” di San Martino Gusnago è stata organizzata un’interessante serata intitolata “Va l’aspro odor de i vini”, dove i versi tratti dalla poesia “San Martino” di Giosuè Carducci hanno dato lo spunto per conoscere meglio le caratteristiche, i sapori e i profumi di alcune delle eccellenze enologiche mantovane delle Cantine Virgili e i possibili abbinamenti con la gastronomia locale, alla quale è stata abbinata una mostra sulle tecniche utilizzate un tempo nella nostra zona per la produzione del vino.
E’ stato un viaggio nel gusto di particolare delicatezza, che ha sicuramente ben impressionato i presenti e ha contribuito a far meglio conoscere il vino, questo importante prodotto della nostra terra mantovana, sempre più premiato ed esportato.
A grande richiesta sabato 27 novembre è stata organizzata una nuova cena con delitto con lo spettacolo “Scacco alla Regina” proposto dalla Compagnia Teatrale “Gli Impossibili” di Ceresara, per poter permettere a quanti non avevano potuto assistere alla rappresentazione - visto il limitato numero di posti – nell’ambito di “Convivio a Palazzo”.
La serata ha riscosso così tanto successo che le prenotazioni si sono chiuse con un mese di anticipo ed è stato necessario aggiungere una nuova data per venerdì 10 dicembre.
Prossimo appuntamento che vedrà impegnata l’associazione è l’organizzazione con la Biblioteca e con la collaborazione del Comune di Ceresara, della prossima edizione del “Mercatino di Natale” prevista per sabato 18 e domenica 19 dicembre.
Ringraziando ancora una volta tutti quanti i soci, i giovani, i sostenitori, gli sponsor, gli enti e le associazioni che, facendo squadra, hanno collaborato alle varie manifestazioni organizzate durante l’anno, l’Associazione “Compagnia delle Torri” coglie l’occasione per porgere a tutti un sincero augurio di Buon Natale e di un prospero 2011.

Una gita a Certaldo

Sulla sommità di una modesta altura che domina il punto di confluenza del torrente Agliena nel fiume Elsa è arroccata la parte alta di Certaldo che deriva il proprio nome dal latino “cerrus altus” ovvero altura ricoperta di cerri. Le origini della cittadina risalgono all’epoca etrusco-romana come attestano numerosi reperti ritrovati nel territorio circostante: di particolare interesse archeologico sono una grande tomba etrusca a camera del III-II secolo a.C. e un “granarium” romano scavato nella roccia con pozzi-silos che ricordano per la loro forma una bottiglia. La prima documentazione di Certaldo risale al 1164 quando l’imperatore Federico I infeudò un borgo castellare ai conti Alberti di Prato che lo detennero fino al 1200. Successivamente entrò nell’orbita fiorentina aumentando progressivamente d’influenza fino a diventare sede di Vicariato nel 1415, tanto da essere considerata in epoca medicea il centro politico e giudiziario più importante della Valdelsa e della Val di Pesa.
La nostra visita inizia da piazza Boccaccio che, attraversata dall’antica Via Francigena, oggi via Roma, rappresenta l’agorà commerciale che guarda dal basso la poderosa acropoli. Su di essa prospettano il nuovo palazzo municipale e la nuova parrocchiale, intitolata a San Tommaso, realizzata verso la metà del 1800 e preceduta dalla statua del cittadino più illustre di Certaldo, ovvero il novelliere Giovanni Boccaccio,considerato uno dei padri della lingua italiana. Utilizzando la moderna funicolare si sale fino a raggiungere Porta Alberti, uno dei tre accessi al nucleo alto insieme alla medicea Porta del Sole e alla bassa Porta del Rivellino, la più fortificata in quanto rivolta all’acerrima nemica Siena.
Varcata Porta Alberti imbocchiamo Via Boccaccio, autentica spina dorsale dell’antico abitato, sulla quale prospettano i principali edifici civili e religiosi della cittadina. Sul lato destro incontriamo Palazzo Giannozzi, di linee trecentesche parzialmente modificate in epoca rinascimentale, sede del museo del chiodo che conserva chiodi di tutte le fogge e le epoche nonché svariati utensili della civiltà contadina. Sulla sinistra iniziamo con Palazzo Stiozzi-Ridolfi, edificio del XIII secolo formato da un antecedente corpo quadrilatero raccordato alla torre merlata preceduta dal portone d’ingresso. Subito dopo si trova la Casa del Boccaccio, ricostruita fedelmente dopo che una bomba l’aveva quasi interamente distrutta durante il secondo conflitto mondiale.
L’edificio ospita la sede nazionale Giovanni Boccaccio, con museo e biblioteca dedicati alla vita e alle opere del grande poeta, tra cui diverse edizioni e traduzioni del Decameron. Altra costruzione di notevole pregio è il Palazzo Machiavelli, caratterizzato da elegante loggia e poderosa torre, dopo il quale si apre la piazzetta su cui prospetta la duecentesca chiesa dei Santi Jacopo e Filippo.
L’interno, a navata unica con abside semicircolare, presenta un pregevole affresco trecentesco con Madonna bambino e santi, il cenotafio e la tomba del Boccaccio, due tabernacoli in terracotta invetriata dei Della Robbia e una pala in terracotta degli stessi autori, raffigurante la Madonna della neve. Adiacente alla chiesa si apre un piccolo chiostro trecentesco a due ordini di colonne che immette nel Convento degli Agostiniani, attuale sede del museo d’arte sacra, che custodisce importanti opere di pittura e scultura, raffinate argenterie, arredi e paramenti liturgici. La parte terminale di Via Boccaccio è caratterizzata dall’imponente mole del Palazzo Pretorio o del Vicario,edificato nel XII secolo come residenza dei conti Alberti ma rimaneggiato nelle forme attuali nel corso del XV secolo, quando fu trasformato in sede di vicariato. La facciata, impreziosita da numerosi stemmi araldici, presenta due ordini di finestre ad arco ribassato e coronamento merlato. Salendo un’ampia rampa si raggiunge l’atrio d’accesso decorato da scudi araldici in pietra o dipinti; in sequenza troviamo la Camera delle Sentenze, con tracce d’affreschi quattrocenteschi, la Sala delle Udienze, con una Pietà della scuola del Beato Angelico dipinta nel 1484, il cortile di stile rinascimentale tempestato di stemmi in pietra o ceramica.
Proseguendo al primo piano entriamo nella Sala Grande decorata con stemmi e affreschi tra cui merita attenzione una pregevole Madonna con bambino per poi passare alla Sala del Consiglio con camino in pietra datato 1488 e resti d’affreschi cinquecenteschi. Adiacente a Palazzo Pretorio si trova la chiesa sconsacrata dei Santi Tommaso e Prospero nel cui interno si possono ammirare notevoli affreschi e sinopie del XV e XVI secolo. Tuttavia l’opera più importante è senza dubbio il Tabernacolo dei Giustiziati, mirabile capolavoro realizzato nel 1464-65 dal pittore fiorentino Benozzo Gozzoli con la collaborazione di Giusto d’Andrea e Giovanni di Mugello.
Gli affreschi, che sviluppano scene della passione, morte e deposizione dalla croce di Gesù Cristo, originariamente si trovavano in una piccola cappella, tuttora esistente, situata lungo il corso del torrente Agliena; i condannati a morte vi venivano condotti per ricevere l’ultimo conforto prima dell’esecuzione.
Terminata la visita al centro cittadino, percorrendo la strada che porta a San Casciano Val di Pesa, dopo sette chilometri raggiungiamo l’isolata Pieve di San Lazzaro a Lucardo, edificio in stile romanico-lombardo risalente all’XI secolo. La facciata, più volte modificata, è preceduta da un portico realizzato nel corso del XIX secolo che racchiude il portale d’ingresso decorato da un arco a tutto sesto finemente scolpito; la parte posteriore è ingentilita dalla presenza di tre absidi con lesene collegate ad archetti pensili che modellano una finta galleria di nicchie. L’interno, a tre navate scandite da pilastri affrescati da Cenni di Francesco, con presbiterio rialzato e sottostante cripta ritrovata durante i restauri del secolo scorso, conserva un mirabile affresco dello stesso autore raffigurante la Madonna che allatta il bambino, dipinto nel periodo che va dal 1385 al 1390. Nel territorio comunale di Certaldo esistono altri edifici di culto sparsi nelle varie frazioni o immersi nei boschi intervallati da filari di cipressi, vigneti e uliveti.
Fra questi merita una tappa la chiesa di Santa Margherita nella frazione Sciano, con facciata a capanna d’epoca romanica realizzata in conci d’arenaria e grazioso campanile.

L’inviato speciale

A Tavola con "La Zucca"

Tagliatelle al Forno

Ingredienti:
Per il ragù:
600 gr. macinato;
1 scatola di pelati passati;
1 carota;
1 cipolla;
1 costa di sedano;
Olio q.b.;
Aceto;
Vino rosso;
Sale;
300 gr. tagliatelle;
1 mozzarella grande;
100 gr. parmigiano grattugiato;
1/2 l. di besciamella;
Pepe nero.

Preparazione:
Per prima cosa dedicarsi alla preparazione del ragù. Tritare finemente carota, cipolla e sedano e farli rosolare insieme alla carne.
Versare un po' di aceto e farlo evaporare e poi sfumate col vino rosso. Salare ed unire la passata di pomodoro.
Lasciar cuocere a fuoco basso per almeno due ore.
Scottare le tagliatelle in abbondante acqua salata poi scolarle e condirle con buona parte del sugo preparato ed il parmigiano.
Prendete una teglia da forno e versateci un mestolo di sugo, una spolverata di parmigiano e delle besciamella.
Disporre metà delle tagliatelle condite, aggiungete ancora del sugo, poi mozzarella tagliata a dadini, parmigiano, besciamella e una spolverata di pepe nero. Coprire il tutto con le tagliatelle rimaste e condite ancora con il ragù rimasto, besciamella e parmigiano.
Infornare nel forno caldo a 220° e cuocete per circa 20/25 minuti.

Polpettone ai funghi

Ingredienti:
500 gr. di macinato;
Parmigiano;
Pane raffermo da sbriciolare;
2 uova intere;
Sale q.b..
Per il ripieno:
1 scamorza;
qualche fetta di prosciutto cotto;
2 uova sode;
Per il contorno:
500 gr. di funghi porcini.

Preparazione:
Preparare l'impasto come per le polpette. Dopo aver ben amalgamato gli ingredienti, sistemare metà impasto su carta forno o di alluminio.
Quindi disporre sopra le fettine di scamorza, il prosciutto cotto e le uova sode.
Chiudere il polpettone con il rimanente impasto e passare, per evitare che si apra durante la cottura, prima con l’albume e poi nella farina.
Porre un tegame sul fuoco con olio e non appena fuma sistemarci il polpettone.
Farlo rosolare per bene da tutti i lati ed aggiungere i funghi.
Una volta cotto lasciar raffreddare per bene e poi tagliare a fette

Involtini di verza

Ingredienti per 4 persone:
N° 8 foglie di verza;
Ricotta gr.150;
Provola o mozzarella 150 gr.;
Prosciutto cotto 50 gr.;
Parmigiano grattugiato 50 gr.;
1 uovo:
Vino bianco secco una tazzina;
Olio 4 cucchiai;
Burro alcuni fiocchetti;
Sale;
Pepe.

Preparazione:
Lessare in acqua salata le foglie di verza (scegliere le più grandi), adagiarle su un ripiano e preparare un ripieno con ricotta, provola, prosciutto, uovo, la maggior parte di parmigiano, un pizzico di sale e pepe.
Fare dei mucchietti del composto, adagiarli sulle foglie di verza ed arrotolarle come un involtino.
Versare due cucchiai di olio in una pirofila e sistemarci gli involtini appena preparati.
Versare su di essi il restante olio, il vino, il restante formaggio e dei fiocchetti di burro.
Infornare a 200° finché la superficie non si imbiondisca.