Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa sulla mia esperienza missionaria che avuto nelle Filippine per ben 15 anni. Trattare di questo argomento mi fa piacere, perché è come rivivere, anche solo con la mente, in questa terra lontana a me tanto cara.
Ho trascorso tanti anni tra gente che non avrei mai pensato di conoscere e tanto meno di vivere insieme.
Devo dire che ho obbedito alla Madre Generale senza entusiasmo, perché andare lontano dalla mia patria e dai miei cari mi faceva un po’ paura, però mi sono fidata di Dio e con il suo aiuto, non solo non ho superato i dubbi, ma sono riuscita a sentirmi a casa mia.
All’inizio tutto era diverso, in particolar modo il linguaggio e non riuscivo ad esprimermi come volevo, ma poi pian piano ho visto che dove non riuscivo a fare io c’era il Signore che mi aiutava.
Devo dire che ho obbedito alla Madre Generale senza entusiasmo, perché andare lontano dalla mia patria e dai miei cari mi faceva un po’ paura, però mi sono fidata di Dio e con il suo aiuto, non solo non ho superato i dubbi, ma sono riuscita a sentirmi a casa mia.
All’inizio tutto era diverso, in particolar modo il linguaggio e non riuscivo ad esprimermi come volevo, ma poi pian piano ho visto che dove non riuscivo a fare io c’era il Signore che mi aiutava.
Durante il tempo trascorso in missione non abbiamo potuto - perché anche noi suore siamo povere - aiutare tutte le persone che chiedevano qualcosa alla nostra comunità, ma abbiamo cercato di fare il possibile per andare incontro alle loro richieste.
In questi anni abbiamo costruito una scuola media per i più poveri, chiedendo aiuto per la costruzione a benefattori italiani, dando così la possibilità a tanti ragazzi poveri di studiare, trovarsi un lavoro e farsi una vita più dignitosa, cercando, io italiana e le mie sorelle filippine, di mettere in pratica quello che è il nostro Carisma - cioè l’amore che Dio infonde nei nostri cuori – di mettere a disposizione dei fratelli più bisognosi tutto quello che abbiamo.
Gli uomini del nostro tempo, di qualsiasi nazione e razza siano, chiedono a noi cristiani, non tanto di “di parlare di Gesù”, ma di “far vedere Gesù”, di mettere in pratica il suo insegnamento con le opere e non solo con le parole. Noi suore, in generale, e in particolare noi Suore del Divino Amore, dobbiamo fare come Gesù, cioè rivelare che Dio è carità (l Gv. 4,8).
Solo così si può cercare di trasformare questo mondo immerso nel buio dell’errore, che non riesce a trovare la strada giusta, perché non trova nessuno che la illumini, mettendo in pratica il comandamento dell’amore, che è quello di amare gli altri come noi vorremmo essere amati.
Gli uomini del nostro tempo, di qualsiasi nazione e razza siano, chiedono a noi cristiani, non tanto di “di parlare di Gesù”, ma di “far vedere Gesù”, di mettere in pratica il suo insegnamento con le opere e non solo con le parole. Noi suore, in generale, e in particolare noi Suore del Divino Amore, dobbiamo fare come Gesù, cioè rivelare che Dio è carità (l Gv. 4,8).
Solo così si può cercare di trasformare questo mondo immerso nel buio dell’errore, che non riesce a trovare la strada giusta, perché non trova nessuno che la illumini, mettendo in pratica il comandamento dell’amore, che è quello di amare gli altri come noi vorremmo essere amati.
Adesso che sono qui in Italia, cerco ancora nelle mie piccole possibilità di aiutare la nostra scuola e i nostri ragazzi poveri, mandando a loro le offerte che le persone generose mi danno.
Nella mia esperienza di missione ho cercato di condividere l’amore che Dio mi ha donato dandomi la Vocazione e cercherò anche adesso che sono venuta in questo piccolo, ma grazioso paese di Ceresara, di continuare a farlo.
Suor Rosalia, Superiora
